Tropico Mediterraneo: il viaggio dal mito al collasso raccontato da Stefano Liberti

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Mediterraneo e crisi climatica: il reportage di Stefano Liberti racconta un mare che cambia tra ecologia, economia e responsabilità collettive.

Il Mediterraneo è un mare particolare già dal nome, che deriva dal latino mediterraneus, composto da medius (“in mezzo”) e terra (“terra”), e che significa letteralmente “in mezzo alle terre”.

Infatti, questo mare unico nel suo genere è stato non solo il bacino della cultura occidentale, ma anche uno specchio d’acqua sul quale si affacciano e confluiscono tre continenti: Europa, Africa e Asia.

Luogo di battaglie e guerre, ma anche di commerci e scambi culturali, è un mare che, più che dividere i tre grandi continenti, ha cercato di unirli.

Un mare ricco di fauna e flora incredibili, con molte specie che si trovano solo qui e che oggi, sotto una spinta antropica senza precedenti, si sta surriscaldando e soffrendo molto più velocemente di tanti altri bacini.

A raccontare questo repentino e sconvolgente cambiamento è Stefano Liberti, giornalista e reporter di lungo corso, che nel suo ultimo libro “Tropico Mediterraneo. Viaggio in un mare che cambia” intraprende un viaggio tra isole e coste — da Linosa a Cipro, da Tunisi alle Kerkennah, da Mazara a Samos — interrogando pescatori, ambientalisti, ricercatori e studiosi per restituirci una fotografia, o meglio una radiografia, di un mare nel quale si intrecciano tutti i nodi problematici della contemporaneità: cambiamento climatico, sfruttamento delle risorse naturali, inquinamento e collasso degli ecosistemi.

Il resoconto è drammatico, quasi tragico: dalle praterie di Posidonia che scompaiono alla proliferazione indiscriminata di specie aliene che lo invadono, dalla scomparsa di specie autoctone alla distruzione di ecosistemi unici come la laguna del Mar Menor in Spagna.

A tutto questo si aggiunge il fatto che questo mare, proprio in virtù delle sue caratteristiche fisiche e geografiche, si sta surriscaldando e sta diventando più salato molto più velocemente di altri mari o oceani. Tanto che oggi il Mediterraneo è diventato un “hotspot” del cambiamento climatico, studiato e monitorato costantemente, e che ci offre una fotografia di ciò che accade quando un ecosistema viene sfruttato senza ritegno.

Un libro affilato, a tratti crudo, che ci mette davanti alle nostre responsabilità. Ma è anche un libro che racconta le storie di chi non si arrende e lotta per fermare il collasso ambientale di questo mare che, per molti, appare ormai compromesso.

Mediterraneo e crisi climatica: il reportage di Stefano Liberti racconta un mare che cambia tra ecologia, economia e responsabilità collettive.

Tropico Mediterraneo

Viaggio in un mare che cambia

Autori: Stefano Liberti

Editore: Laterza

Anno: Settembre 2024

Pagine: 200

Isbn: 9788858155356

Prezzo: € 18,00

Perché dovremmo leggere “Tropico Mediterraneo. Viaggio in un mare che cambia” di Stefano Liberti?

Il libro di Liberti è un saggio documentatissimo e insieme un reportage sul campo. Da questa natura ibrida nasce un testo che si legge come un romanzo ma che istruisce come un saggio. Numeri e dati ci sono, ma sono integrati in una narrazione che ci trasporta sul campo, accanto al giornalista, mentre incontra pescatori e ricercatori e naviga su barche più o meno grandi in questo mare – il Mediterraneo – che sembra esalare il suo ultimo respiro, e pare stia aspettando araldi, cantori e testimoni della sua agonia e della sua passata grandezza.

Un saggio che, una volta letto, ci trasforma da semplici testimoni di un gigantesco ecocidio in corresponsabili. Perché nessuno di noi è davvero senza colpe per ciò che abbiamo fatto al mare più bello del mondo.

 

Nota

Il libro è tra i cinque finalisti della X edizione del “Premio Alessandro Leogrande per il giornalismo narrativo”, promosso dall’Associazione Presìdi del Libro. I 56 circoli di lettura e Presìdi del Libro sparsi in tutta Italia – tra cui il Laboratorio Urbano Mediterraneo di San Giorgio Jonico – stanno leggendo i cinque titoli in concorso per decretare il vincitore, che sarà annunciato il 9 maggio 2026 al Teatro Fusco di Taranto.

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