L’AI è il nostro cucciolo giocattolo?

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Correva l’anno, vabbè dettagli… E come ogni novembre iniziano le pubblicità di giocattoli. E’ una fase di crescita, ci passano tutti i genitori, arriva il giorno in cui il figlio o la figlia fa una domanda scomoda: “Possiamo chiedere a Babbo Natale, Santa Lucia, San Nicola, la Befana, Gesù Bambino, i Re Magi…”.

Il respiro di rompe, i genitori trattengono il fiato, sanno già cosa si sentiranno dire. Perchè il figlio o la figlia l’hanno già chiesto, per il compleanno, per l’onomastico, per la festa di laurea di una lontana parente, per la promozione dai medi dell’infanzia ai grandi dell’infanzia, per la pagella migliore della scuola in seconda elementare e chissà cos’altro, ma la risposta è stata no. E quindi al bimbo o alla bimba non rimane che aggrapparsi a un’entità magica, Santa, speciale per realizzare un sogno impossibile.

“Posso chiedere un cane, un gatto, un criceto, un’iguana, un porcellino d’india, una capretta nana da tenere in soggiorno, un pesce rosso, una cocorita, un pappagallo?” la scelta è ampia.

Ecco, quell’anno la pubblicità martellava per un piccolo maltese dal pelo lungo, bianco candido, che si poteva tenere a guinzaglio e camminava avanti e indietro premendo un pulsante sul guinzaglio rosa.

Non bisognava portarlo fuori, ma camminava. Abbaiava a comando. Si poteva spazzolare, ma non perdeva peli. Ci si poteva giocare, ma al momento giusto riporlo in un angolino. Sembrava perfetto. Ma non era un vero cane.

Questa è stata la mia precoce esperienza che i giovani d’oggi vivono con l’AI e che ci accompagna nell’informazione costantemente.

Scopri il nuovo numero: “AI slop”

L’intelligenza artificiale ha aggravato una situazione già molto complessa. La capacità dell’AI di creare contenuti (testo, video, immagini) è pressoché senza fine. Contenuti di bassa qualità e in grado di assorbire la nostra attenzione, distrarci, abbassare il nostro livello di concentrazione. Contenuti spesso studiati per polarizzare e per portarci a fare determinate azioni. Anche nelle urne elettorali. Questo, in breve, è l’AI Slop (poltiglia digitale).

Quante persone si affidano alle AI per domandare informazioni, consigli medici o psicologici, per chiacchierare quando non c’è nessuno? Non è un po’ lo stesso senso del cane giocattolo? E’ sempre disponibile quando il soggetto ha bisogno ma non avrà mai esigenze o richieste. Un’amicizia così è comoda e immatura. Il botta e risposta si scambia per dialogo ma manca la reciprocità della relazione. L’essere umano può contare sull’AI ma l’AI non dovrà mai contare su di lui perché non ne avrà bisogno. Questa situazione fa regredire la persona ad uno stato di dipendenza, la stessa che hanno i neonati, che dipendono interamente da un altro essere umano e non hanno ancora affrontato il processo di crescita che li porta ad essere autonomi, nei loro bisogno e sentimenti.

Ma, tornando al mio fantastico cagnolino, oltre a relazionarsi con me a comando, una volta acceso continuava a fare qualcosa. Muoveva la coda, la testa, forse ogni tanto abbaiava – i ricordi sono un po’ sbiaditi – e questo andava avanti fino a quando non si scaricavano le pile o decidevo di spegnerlo.

Lo stesso dicasi per l’ AI che genera contenuti, più o meno veri, ma a una velocità inumana e incredibile e l’unico modo per fermarla è staccarla dalla rete o dall’elettricità. L’AI slop è il mio piccolo maltese che, dopo un po’ che non muovo il guinzaglio abbaiava per richiamare la mia attenzione. Nel momento in cui inizia il processo di switch off vengono riproposti dei titoli eccezionali, una pubblicità coinvolgente, un contenuto da cliccare fake che richiama il mio interesse e il mio bisogno di dopamina generato dallo scrolling.

Un punto a favore per il mio GoGo My walking pup è la possibilità di sviluppare la creatività realizzando in autonomia un gioco o un’esperienza. Spesso questo è impossibile con l’intelligenza artificiale che propone solo contenuti preconfezionati e troppo facilmente fruibili.

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