La Copertina d’Artista – AI Slop

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AI Slop, overload digitale e horror vacui: la Copertina d’Artista di Smart Marketing racconta il bisogno di riempire il vuoto nell’era dei contenuti generati.

Un uomo ci guarda, inquieto e vagamente terrorizzato, dalla Copertina d’Artista dell’ultimo numero del nostro magazine dedicato al tema dell’AI Slop.

Il suo volto in primo piano si sta disgregando in una miriade di contenuti digitali: video, foto, post, commenti e like.

In realtà, non capiamo davvero se il suo volto si stia dissolvendo in questi contenuti o venga semplicemente sommerso dagli stessi. L’immagine è volutamente ambigua.

Comunque sia, ciò che davvero colpisce e non lascia indifferenti è l’espressione dell’uomo.

È un misto fra ansia, preoccupazione, smarrimento e terrore. Ma non un terrore qualunque: qualcosa che, anche se in apparenza sembra il suo esatto contrario, è assimilabile all’horror vacui. Quella paura del vuoto che Aristotele utilizzava per sostenere il concetto che “la natura aborra il vuoto”.

Ma come è possibile che un’immagine così satura di elementi esprima comunque un horror vacui?

Per comprenderlo, dobbiamo riferirci al significato psicologico del termine.

In psicologia, l’horror vacui (letteralmente “orrore del vuoto”) è il profondo disagio o l’angoscia provata di fronte all’assenza di stimoli, impegni, parole o punti di riferimento. Spinge la persona a riempire ogni spazio vuoto, fisico o mentale, per evitare il contatto con la solitudine o con il proprio mondo interiore.

E cos’è diventato il web negli ultimi anni? E, soprattutto, cosa fa l’AI Slop se non riempire ogni interstizio disponibile, saturando le nostre bacheche e i nostri feed con una miriade di contenuti che, troppo spesso, non solo sono privi di valore e utilità, ma risultano addirittura dannosi e tossici?

L’AI Slop, quel fenomeno che attraverso l’uso delle intelligenze artificiali generative sta inondando il web di miliardi di contenuti al giorno, probabilmente non è altro che il modo in cui ciascuno di noi prova a riempire ed esorcizzare i vuoti della propria vita, evitando di fare i conti con le parti più profonde e oscure della propria interiorità.

Vista da questa angolazione, anche l’AI Slop ha la sua raison d’être, ma non la sua giustificazione.

Perché i problemi esistenziali ed emozionali non si affrontano riempiendo le giornate di contenuti che ci distraggono, ma prendendo consapevolezza e trovando il coraggio di riconoscerli e cercare di risolverli.

Scopri il nuovo numero: “AI slop”

L’intelligenza artificiale ha aggravato una situazione già molto complessa. La capacità dell’AI di creare contenuti (testo, video, immagini) è pressoché senza fine. Contenuti di bassa qualità e in grado di assorbire la nostra attenzione, distrarci, abbassare il nostro livello di concentrazione. Contenuti spesso studiati per polarizzare e per portarci a fare determinate azioni. Anche nelle urne elettorali. Questo, in breve, è l’AI Slop (poltiglia digitale).

In tempi in cui i nostri feed e le nostre anime sono sature come l’arte barocca, forse dovremmo provare ad apprezzare un’estetica più minimalista ed essenziale. Un’arte – e un web – che, attraverso pochi e ricercati elementi, prediliga il respiro al gesto, la contemplazione all’azione (o reazione) a tutti i costi.

E tu cosa ne pensi della Copertina d’Artista di questo numero?

E soprattutto: senti anche tu, come me, il desiderio di fermarti e respirare, senza per forza produrre e performare?

Fammelo sapere nei commenti.

 

Per generare l’immagine di questa Copertina d’Artista, nello specifico, ho utilizzato:
AI GENERATIVA
ChatGPT Plus (Dall-E)
STYLE
Realistic
PROMPT
A hyper-realistic futuristic portrait of a man facing forward, looking directly at the viewer, with a slightly scared and confused expression. His head is partially dissolving and forming into a swarm of digital elements such as social media posts, memes, likes, emojis, notifications, and content fragments. The face is partially pixelated and fragmented, blending realism with digital distortion. The transition between human skin and digital chaos is smooth and dynamic. Cinematic lighting, high detail, ultra-realistic textures, depth of field, dramatic atmosphere, futuristic aesthetic. No text, no words, no typography.
(Un ritratto futuristico iper-realistico di un uomo rivolto frontalmente, che guarda direttamente lo spettatore, con un’espressione leggermente impaurita e confusa. La sua testa si sta parzialmente dissolvendo e componendo in uno sciame di elementi digitali come post social, meme, like, emoticon, notifiche e frammenti di contenuti. Il volto è in parte pixelato e frammentato, fondendo realismo e distorsione digitale. La transizione tra pelle umana e caos digitale è fluida e dinamica. Illuminazione cinematografica, alto livello di dettaglio, texture ultra-realistiche, profondità di campo, atmosfera drammatica, estetica futuristica. Nessun testo, nessuna parola, nessuna tipografia).
NB: Questo prompt è stato scritto in inglese (e poi tradotto in italiano) sempre dall’AI generativa ChatGPT.

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