Addio a Lucio Montanaro: ultimo eroe di un mondo in dissolvenza

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Addio a Lucio Montanaro: attore cult e uomo autentico. Il ricordo di Domenico Palattella tra cinema, amicizia e un mondo che sta scomparendo.
Domenico Palattella insieme a Lucio Montanaro.
In queste ore e in questi giorni si stanno succedendo e continueranno a succedersi articoli, ricordi o semplici testimonianze dedicate a Lucio Montanaro, attore martinese, ma soprattutto amico vero, scomparso nella sua Martina Franca lo scorso 13 agosto.

Lucio è stato un amico vero, sincero, provavo profonda stima per lui perché era autentico (e mica è così scontato nello mondo dello spettacolo). Questa sua autenticità sapeva trasmetterla a tutti coloro con cui ha avuto a che fare, spesso anche per pochi minuti.

Questa era la sua grande nobiltà d’animo, sempre disponibile con il suo pubblico e con i suoi fan, che lo adoravano. Lucio può essere considerato l’ultimo eroe di un mondo in dissolvenza, di un mondo che dava importanza alle relazioni, alle emozioni e non ai muri che qualcuno vorrebbe erigere dappertutto.

Anche quando è arrivato alla ribalta cinematografica, ci è arrivato senza aver mai fatto una scuola di recitazione, ma come ultimo esponente di quella comicità istintiva che apparteneva ai grandi del passato (Totò, Rascel, Macario) e alla commedia dell’arte. Interpretò qualcosa in più di 40 pellicole cinematografiche, soprattutto tra la seconda metà degli anni ’70 e la prima metà degli anni ’80. Un decennio o poco più, in cui Lucio è richiestissimo, entrando in punta di piedi nel mondo divenuto poi cult della commedia sexy all’italiana, dei musicarelli in salsa napoletana e più in generale della comicità caotica degli anni ’80. Lucio assurge alla notorietà in tempi brevi. Ma non una notorietà fine a se stessa, di quelle per cui ti scordi degli amici e ti dai delle arie. Piuttosto la sua è stata una notorietà sorniona, alimentata e arricchita dalla sua umanità. Con il cinema ha conosciuto tutti i grandi del cinema e dello spettacolo italiano di quegli anni: Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Lino Banfi, Bombolo, Enzo Cannavale, Gianni Ciardo, Mario Merola, Nino D’Angelo e poi ancora Sergio Martino, Michele Massimo Tarantini, Pier Francesco Pingitore…e l’elenco potrebbe ancora continuare.

Il suo status di attore cult che lo ha sempre accompagnato negli ultimi anni della sua vita, si è alimentato con la riscoperta di quel tipo di cinema e di fare comicità, in cui Lucio emerge sempre, anche quando il suo ruolo è limitato. Lui aveva questa sua caratteristica bizzarra bonomia che ne faceva un personaggio unico nel mondo dello spettacolo italiano. Amava la sua terra (dalla quale non aveva mai voluto andarsene), amava la semplicità, amava soprattutto l’amicizia come sentimento vero, senza secondi fini, senza inganni.

Addio a Lucio Montanaro: attore cult e uomo autentico. Il ricordo di Domenico Palattella tra cinema, amicizia e un mondo che sta scomparendo.

Conoscevo Lucio da una decina d’anni, ma negli ultimi cinque anni abbiamo intensificato i nostri rapporti amicali. Amava parlare di tutti i grandi colleghi che ha conosciuto durante la sua vita. Ha partecipato con commozione ai miei libri su Renzo Montagnani, Mario Carotenuto e Gianni Ciardo, offrendomi sempre testimonianze cariche di commozione, soprattutto verso chi non c’era già più. E poi l’ho invitato con tanto affetto ad almeno due festival che co-dirigo, a Castellaneta, terra natia di Rodolfo Valentino, nel 2023, seconda edizione dell’Aracnea Film & Book Festival, per premiarlo, insieme all’amico e collega Giuseppe Del Curatolo per il loro libro autobiografico Il meglio della vita mia…ma sinceramente non ricordo tutto, realizzato nel 2019; e poi la scorsa estate a Potenza, durante un’edizione di Comikissimi – Festival del Cabaret, del corto comico e del libro, ideato dagli amici del Trio La Ricotta (Giuseppe Centola, Antonio Centola e Mario Ierace), che hanno tanto voluto la presenza di Lucio in terra lucana. Fu una sera molto bella in cui Lucio, diede umanamente lezione a tutti su quella verve comica istintiva, dilagante che lo ha sempre caratterizzato.

E poi quest’anno, a pensarci Lucio forse aveva ottenuto i due riconoscimenti per lui più preziosi di tutti gli altri. A marzo, in occasione del BIF&ST, a Bari, ha ricevuto un premio di rilievo al festival di cinema più importante del sud-Italia; e nel giugno scorso un riconoscimento ufficiale dal comune di Martina Franca, in occasione del suo 75esimo compleanno.

E’ un articolo un po’ diverso dagli altri fatti in tutti questi anni. C’è un trasporto emotivo intenso, perché Lucio ci mancherà, ci mancherà una purezza vera, in mezzo ad un mare di tanta opacità. E io di questo devo ringraziare ancora una volta, gli amici e colleghi Lorenzo Procacci Leone e Giuseppe Del Curatolo, perché è grazie a loro, alla loro amicizia e alla loro disponibilità, se ho avuto modo di conoscere un uomo così puro come Lucio. Lorenzo (che dirige il Circolo del Cinema “Dino Risi” di Trani e con il quale ho scritto in compartecipazione il libro su Gianni Ciardo) e Giuseppe, con il quale continuiamo a collaborare in varie attività cine-letterarie, sono due splendide persone, prima che amici, legatissimi a Lucio e alle cose belle dell’arte, della cultura e del cinema.

Ora spetterà a tutti noi, critici e storici del cinema, superando le ataviche invidie (che peraltro a Lucio non sono mai piaciute), metterci insieme ed onorare al meglio la memoria dell’attore martinese e continuare a diffondere il suo “verbo”. Perché Lucio merita di essere ricordato e studiato come portatore di un’arte nobile ormai estinta: L’ULTIMO EROE DI UN MONDO IN DISSOLVENZA.

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