La doppia faccia della tecnologia

Benefici e complessità degli smartphone e dei social network

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Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”. Questa famosa frase di Paracelso ci dice in pratica che tutto può generare aspetti negativi nel caso in cui ne facciamo abuso.

E’ il caso anche per gli smartphone e i social network: potentissimi mezzi di comunicazione e non solo, capaci di sviluppare business, amicizie, idee, professioni e di aprirci ad infinite possibilità.

Ci abbiamo messo qualche anno per notare che, oltre ai grandissimi benefici, questi strumenti si portano dietro anche delle importanti complessità. Per citarne alcune: non facciamo un passo senza il nostro smartphone attaccato a noi, controlliamo compulsivamente app e notifiche e siamo costantemente online. Da una decina d’anni si parla di Fomo (Fear Of Missing Out), ossia la paura di perderci qualcosa, vivendo con la costante preoccupazione che gli altri stiano vivendo esperienze più interessanti delle nostre. E siamo, inoltre, in competizione con amici, conoscenti e personaggi famosi: tutti apparentemente sullo stesso piano. Con la percezione che tutti abbiano accesso alle stesse possibilità e, il non coglierle, ci fa sentire in difetto.

Come detto, da qualche tempo, ci stiamo accorgendo che qualcosa non va. Recentemente è stato pubblicato un rapporto dal Commissario per la Salute di New York che ha evidenziato che tra il 2011 e il 2021 il tasso di liceali della città statunitense afflitti da disperazione è aumentato di oltre il 42% e il tasso di ideazione suicida è aumentato di oltre il 34% (Fonte: CorriereComunicazioni). 

Abbiamo probabilmente avuto un approccio naif verso questi strumenti. Li abbiamo fatti entrare nelle nostre vite con noncuranza ed ora non riusciamo più a staccarcene. 

Certo, non voglio mettermi a fare la caccia alle streghe: sono il primo che li utilizza (e tanto) e credo fermamente che abbiano aperto opportunità importanti. Però, piuttosto, mi chiedo: come mai Bill Gates e Steve Jobs, due che qualcosa di tecnologia la sanno, hanno cresciuto i loro figli senza di essa?

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