Barilla in controtendenza: meno social e torna il porta a porta

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Barilla pasta al bronzo e cambio packaging e strategia di marketing

Un tuffo nel passato con la pasta al bronzo Barilla!

Non mi riferisco al gusto – assolutamente personale! – non penso al sigillo storico presente sulla confezione ma al cambio del packaging e alle strategie di marketing.

Il noto blu Barilla, che accompagna da generazioni l’immaginario degli italiani, lascia il posto a un rosso carico per la nuova linea. Il riferimento cromatico alla tradizione, all’eleganza e alla qualità è immediato. Si passa da un centinaio di formati (dal sito ne ho contati 19 a pasta lunga, 46 a pasta corta, 19 in brodo e 6 della linea “Piccolini”, senza considerare tortellini, pasta all’uovo e formati speciali), come vorrebbero le politiche di differenziazione per soddisfare ogni frivolezza del cliente, a soli 10 tipi, i tradizionali.

Anche sui social il logo che compare è quello legato al nuovo packaging bordeaux, rivisitato in occasione dei 145 anni dell’azienda nel 2022 e non più il classico ovale rosso e bianco che contiene il nome.

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Siamo in una fase di passaggio. Tutto ha preso un’enorme velocità. Ed il vecchio ed il nuovo mondo hanno difficoltà ad andare d’accordo. Da un lato viviamo realtà fatte di immobilismo sociale e più simili al secolo scorso, dall’altro le spinte delle nuove generazioni faticano ad essere pienamente riconosciute. Con il rischio reale di starci giocando le migliori energie.

Se la versione storica della pasta nella confezione blu elimina la finestrella in plastica per mostrare il prodotto, nelle confezioni premium della pasta trafilata al bronzo, rimane la possibilità di vederla.

Altra novità tra le politiche di marketing, sempre più attente a spiegare l’origine dei prodotti e non solo a riempire pagine di ricette, è un ritorno all’off-line.

Nel mese di settembre, in molte città italiane, è partita una consegna porta a porta di un piccolo pacco di pasta, con un formato tipico, un grande classico della tradizione, i mezzi rigatoni. La scatola da 240 grammi (non 250?) è distribuita in un elegante sacchetto rosso Barilla, davanti ad ogni zerbino. Vicino alle cassette postali o sui campanelli il foglio con la spiegazione: Barilla, orgogliosa della sua nuova linea, vuole farla assaggiare a tutti.

Un giorno qualsiasi, di ritorno dal lavoro, arriva un regalo. Non il solito pacco ordinato on-line, un regalo inatteso, che sa di casa, come la pasta per tutti gli italiani all’ora di cena.

Questa mossa sembra una strategia un po’ trita, ma forse, proprio perché immemore e insperato, colpisce ancora di più e cavalca l’esigenza di contatto e di voglia di reale che si registra in tutti i contesti lavorativi e umani. Di fronte al bombardamento digitale, un pacco di pasta regalato e non virtuale potrebbe fare la differenza.

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