E se l’apparenza non fosse superficiale? Barbie, oltre il rosa c’è di più!

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Cosa ci può raccontare un film su una bambola che abbia una qualche utilità per il mondo in cui viviamo?

Sembra un interrogativo futile se non addirittura mal posto, se non fosse che dal 20 Luglio 2023 è uscito un film, anzi un blockbuster, che, raccontandoci il mondo di plastica di Barbie e Ken, ha sbaragliato tutte le nostre certezze oltre che i botteghini dei cinema di tutto il mondo come non capitava da prima del Covid19 e forse, a detta di molti esercenti, da almeno 20 anni..

Barbie di Greta Gerwig nel primo fine settimana di programmazione ha incassato solo negli USA 155 milioni di dollari e nelle previsioni dovrebbe dominare le prossime due settimane con incassi da capogiro in tutto il mondo.

Ma cosa ha reso questo film uno dei titoli più attesi di questa incredibile e inusuale stagione cinematografica estiva?

I fattori sono molteplici: innanzitutto quello che ha contribuito allo strepitoso successo del lancio è stata una campagna marketing omnicanale, massiccia e capillare, che ha promosso la pellicola su qualunque device potessimo venire in contatto, ma il marketing, per quanto ben fatto, non spiega tutto, il film, checchè ne dicano i detrattori, funziona e ha una storia con importanti significati etici e un cast di stelle perfettamente a loro agio nei ruoli di bambole e bambolotti, con i quali quasi tutti noi da bambini siamo venuti in contatto.Nell'immagine una scena del film Barbie con Margot Robbie - Smart Marketing

Ed è proprio sulla nostalgia, sul suo significato etimologico (dal greco: nostos ritorno e algos dolore: il dolore del ritorno), che agisce questo film: fra gli spettatori del multisala in cui l’ho visto io le due generazioni di spettatori più numerose erano i Millennial e la Generazione Z, seguiti a ruota dalla Generazione X a cui appartengo.

Il trend della nostalgia è in forte ascesa da almeno una decina di anni, fra i motivi principali, degni di riflessione, due sono facilmente intuibili:

  1. la generazione dei Millennials è cresciuta e comincia, se non proprio a rimpiangere, quantomeno a ricordare, appunto con “nostalgia”, i momenti della sua infanzia;
  2. la generazione degli Zoomer è affascinata da un passato che non ha sperimentato direttamente ma che sta conoscendo attraverso film e serie TV che sono ispirate e/o ambientate negli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso.

Ma, come i lettori di Smart Marketing sanno bene, personalmente ho sempre promosso l’idea che un film abbia molteplici piani di lettura, dei quali voglio, in questa recensione, esplorarne alcuni prettamente cinematografici.

Cominciamo dalla genesi di questo film solo “apparentemente” frivolo, che è stata particolarmente lunga ed ha visto il cambio di tre case di produzione e di una dozzina fra registi e sceneggiatori, per non parlare dei produttori che si sono succeduti nel corso della genesi del film.

Basti pensare che il progetto iniziale di un film su Barbie risale al 2009, quando la Mattel strinse un accordo con la Universal Pictures che non produsse nulla, per passare nel 2014 alla Sony Pictures, che dopo 4 anni di lungaggini e cambi infiniti di sceneggiatori, registi e produttori passerà, nel 2018, il testimone alla Warner Bros, che nel 2019 confermerà Greta Gerwig e Noah Baumbach come sceneggiatori, Margot Robbie come protagonista e l’anno dopo Greta Gerwig come regista e Ryan Gosling nel ruolo di Ken.

Ora, per quei lettori che non lo sapessero, Greta Gerwig e soprattutto Noah Baumbach sono due sceneggiatori e registi che vengono dal cinema indipendente e impegnato statunitense che tanto piace ai critici cinematografici e almeno all’inizio, quando si seppe della loro partecipazione al film, negli ambienti si parlava addirittura di tradimento degli ideali impegnati.

Personalmente ho sempre pensato che un oggetto artistico o culturale, fosse un romanzo, un saggio, uno spettacolo teatrale, un concerto o ancora meglio un film, non dovesse essere giudicato né dalla storia che decide di raccontare né dalla sua presunta “leggerezza” e soprattutto che questo oggetto culturale, prima di esprimere su di esso un qualsiasi giudizio di valore, fosse quantomeno fruito.

Sono anni che discuto animatamente con mia madre (amante intransigente del cinema impegnato, meglio ancora se drammatico), che non concede neanche una possibilità di visione a quei film che, stando al suo pregiudizio, non ritiene degni. In questo modo però finisce con il perdersi tante buone occasioni per vedere dei film non solo diversi ma anche divertenti e, perché no, istruttivi.

Dal punto di vista strettamente cinematografico Barbie si presenta come un film solido, nel quale gli sceneggiatori si sono divertiti ad inserire molte citazioni di quei registi sui cui film sicuramente hanno studiato e formato il loro immaginario.

Le citazioni si sprecano, prima fra tutte quella molto riuscita dell’incipit del film, che ricostruisce con grande cura del dettaglio ma anche con spregiudicata ironia la famosa scena de “L’alba dell’uomo” di 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, una scena tanto ben riuscita e divertente che è diventata anche il primo teaser del film ad essere diffuso.

Nell'immagine una scena delfilm Barbie con l'attrice Kate McKinnon, che impersona Barbie stramba - Smart Marketing
Una scena delfilm Barbie con l’attrice Kate McKinnon, che impersona Barbie stramba, che cita la fmaosa scena della pillola rossa pillola blu di Matrix.

Le citazioni continuano con riferimenti precisi e sovversivi a pellicole classiche come Matrix delle sorelle Wachowski ed all’immaginario dei film di Wes Anderson, ricreati nelle scene dei viaggi da Barbieland al mondo reale.

Ma il film cita anche le atmosfere, i colori e le scenografie di un grande classico come il “Mago di OZ” del 1939, diretto da Victor Fleming, con l’indimenticabile Judy Garland nei panni di Dorothy Gale.
Le similitudini fra Dorothy e Barbie sono innumerevoli e tutte da scoprire, prima fra tutte il topos del “viaggio dell’eroe”; entrambi i film ci propongono due eroine motivate ed entusiaste che intraprendono un viaggio di “scoperta” in un mondo nuovo e meraviglioso ma anche pieno di insidie e sfide da superare che alla fine gli farà capire chi sono e il posto che occupano nel mondo.

Il film inoltre, come si è detto da più parti, propone un messaggio di emancipazione e potere femminile abbastanza profondo ma non pedante che, a mio modo di vedere, arriva ancora meglio proprio in virtù del fatto di essere confezionato in una veste rosa shocking.

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Tutto si è colorato letteralmente di rosa, il film Barbie è ormai un fenomeno. Un esempio di come un ottimo prodotto, affiancato da un ottimo marketing, può fare la differenza.

Cosa altro dire, senza addentrarci troppo nella trama e correre il rischio di spoilerare a chi ancora non ha visto il film?

Gli attori sono stati tutti bravissimi e pronti a mettersi in “gioco” in una pellicola che prevedeva anche canti e balli coreografati; su tutti ovviamente spiccano le interpretazioni di Margot Robbie e Ryan Gosling, ma da segnalare sono anche quelle di America Ferrera che interpreta Gloria, Michael Cera che interpreta uno stralunato Allan, l’amico di Ken, e la performance scoppiettante di Kate McKinnon, che impersona Barbie stramba e che, come al solito, è perfettamente a suo agio in tutte quelle parti sopra le righe.

Per finire ho una piccola confessione da fare: ho aspettato un paio di giorni prima di scrivere questa recensione su Barbie, perchè quando l’ho visto ho capito subito di trovarmi di fronte ad un film importante ed ho avvertito il bisogno che il tutto si sedimentasse prima di poterne parlare.

Avevo il timore che un giudizio poco meditato, dettato dalla variopinta e spumeggiante leggerezza del film, avrebbe tralasciato qualcosa, ma poi mi sono ricordato del grande Oscar Wilde (a cui il film sarebbe sicuramente piaciuto) e di quando sentenziò: “Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze”; ecco, credo che noi tutti dovremmo andare al cinema con questa consapevolezza, che un film come questo ha molte più cose da dirci di quello che sembra.

Hai letto fino qui? Allora questi contenuti devono essere davvero interessanti!

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