Esiste un modo innovativo di raccontare e promuovere la bellezza del patrimonio culturale italiano anche oltre confine?

Dallo scorso 31 maggio la risposta è ITsART, il portale fortemente voluto dal ministero della cultura per promuovere e rendere fruibili a tutti, italiani e stranieri, l’immenso patrimonio culturale italiano, carico di storia, bellezza, tradizione e luoghi culturalmente attrattivi.

Fu il ministro della cultura Dario Franceschini, in pieno lockdown, ad annunciare l’avvento di un portale che avrebbe cambiato il modo di fruire la cultura italiana nel mondo, una sorta di “Netflix della cultura”, con contenuti on-demand ed a pagamento, ma anche con moltissimi contenuti gratuiti.nasce-itsart-la-piattaforma-della-cultura-italiana-in-stile-netflix

Il portale, nato dal sodalizio tra Cassa Depositi e Prestiti (società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia) e CHILI.tv (nota piattaforma di streaming), forse inizialmente fu pensato per intrattenere gli utenti in un periodo in cui musei, cinema e teatri erano interdetti ad artisti e fruitori a causa delle misure di contrasto al Covid-19; oggi invece, a distanza di un anno dall’annuncio della sua realizzazione, potrebbe diventare un importante veicolo di promozione del brand “Italia” all’estero, contribuendo e rafforzando quell’idea di “bel paese” intriso d’arte e cultura millenarie.

Le potenzialità ci sono e sono evidenti, nonostante ci si trovi ancora di fronte ad un catalogo scarno e forse non ben organizzato, ma che sicuramente verrà arricchito man mano che la piattaforma comincerà ad essere attrattiva sia per i creatori di contenuti che per i fruitori.

Al suo interno troviamo grande eterogeneità di contenuti, dalla musica classica all’opera, dalla musica pop ai film d’autore, dalle visite virtuali ai musei alle performance teatrali, così come è eterogeneo il modo di poter fruire dei contenuti, a pagamento, gratuitamente e gratuitamente con pubblicità, mentre attesissimi sono i live streaming (il primo è stato trasmesso il 21 giugno in occasione della rassegna “Maggio Musicale Fiorentino”).

ITsART rappresenta sicuramente un salto innovativo nel modo di comunicare la cultura italiana, se non altro per il fatto che effettivamente è la prima volta che in Italia si promuove arte e cultura unitariamente ed in modo organico su un’unica piattaforma, ma non è l’unico esempio.

A marzo 2021 infatti, è stata annunciata un’altra piattaforma gestita dal Ministero degli Esteri che ha come mission la promozione della lingua, della cultura e della creatività italiana nel mondo.Il Palazzo della Farnesina

Si chiama “Italiana” ed è stata definita la risposta della Farnesina alla domanda di cultura italiana nel mondo, in cui troveranno spazio musica, letteratura, poesia, cinema, teatro, arti visive, web art, ma anche architettura, design, storia, archeologia, enogastronomia e che sarà fruibile in modo completamente gratuito da tutti, sia in Italia che all’estero.

Al suo interno anche una piattaforma didattica online open source ideata per la rete degli 82 Istituti Italiani di Cultura e i corsi di lingua e cultura italiana che organizzano nel mondo.

La piattaforma sarà accessibile in 10 lingue e godrà anche di un servizio di assistenza via e-mail e telefono in italiano e inglese.

Anche per Italiana sono evidenti le enormi potenzialità di una piattaforma del genere che, siamo sicuri, darà forte impulso alle industrie culturali e creative e favorirà quel grande processo di esportazione non solo di beni, ma anche di cultura e produzioni culturali all’estero.

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Tralasciando sostenitori e detrattori dell’una o dell’altra piattaforma on-line e tralasciando anche le varie polemiche sulla necessità dell’una o dell’altra e sull’opportunità di realizzare due distinte piattaforme non comuni e non comunicanti, è bene invece soffermarsi su quel processo di innovazione che sta investendo la pubblica amministrazione e che sicuramente sarà in grado di offrire al nostro paese ampi spazi di visibilità, riflettendo sul fatto che, probabilmente, la pandemia ha cambiato non solo il nostro modo di comunicare ma anche quello delle istituzioni, che stanno cercando nuove forme comunicative per attrarre investitori e promuovere il brand “Italia” all’estero al fine di incentivare non solo il turismo e le industrie culturali, ma tutte le produzioni del nostro paese, in un’ottica di rilancio dell’intero sistema economico.

Con queste premesse, ribadiamo che fondamentale non è solo investire sul rilancio, ma anche sul modo di comunicare una rinascita ed una ripresa, soprattutto in un mondo in cui il modo di comunicare è spesso ben più importante di ciò che si comunica.

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