Due volti si fronteggiano nell’ultima Copertina del nostro magazine dedicato al tema “Tutto è Comunicazione”, nel quale, come sanno i nostri lettori più affezionati, ogni anno facciamo il punto sullo stato dell’arte della comunicazione in tutte le sue declinazioni.
Ma torniamo alla Copertina e cerchiamo di capire cosa abbia generato l’AI DALL·E che ho usato per realizzarla.
Prima di partire con una possibile interpretazione però (che comunque è viziata dal fatto che io sono anche l’autore del prompt di richiesta), c’è da dire, come faccio da un paio di anni ormai, che non sempre la macchina capisce bene le mie intenzioni, soprattutto, come ho constatato, quando il tema è particolarmente vasto, complesso e stratificato come appunto è quello della comunicazione.
Ci sarà modo di vedere il prompt dopo visto che lo allego alla fine di questo articolo, adesso cerchiamo di capire cosa l’AI abbia generato e che messaggio abbia veicolato.
Tanto per cominciare i due volti sono diversi: uno sembra umano e maschile, mentre l’altro è artificiale, sintetico e femminile. Questa sembra una prima importante distinzione da fare.
I due volti però più che fronteggiarsi come ho detto in apertura di questo articolo, sembrano intenti nel comunicare, senza parole, gesti o espressioni facciali, quanto piuttosto attraverso una sorta di telepatia.
Flussi di onde elettriche o psichiche sembrano scorrere fra le due entità, che sembrano connesse anche attraverso una fitta rete di sottilissimi fili che si dipanano per tutta l’immagine.
Sembra, azzardando un po’ l’interpretazione, la “nebbia relazionale” (o sfondo relazionale) di cui parlavano Paul Watzlawick e i ricercatori della Scuola di Palo Alto nella loro celebre “teoria della comunicazione”.
Secondo Watzlawick, una comunicazione è tanto più efficace, quanto la nebbia relazionale e diradata e fine, tanto più problematica, quanto la nebbia risulta spessa e fitta. Per dirla in altre parole una buona comunicazione non dipende tanto dal “contenuto” quanto dalla “relazione” sussistente tra chi comunica.
Non c’è dubbio, allora, che DALL·E abbia rappresentato nell’immagine una comunicazione apparentemente armonica, ma intrinsecamente fragile.
I due soggetti stanno evidentemente comunicando, immersi in una rete fitta ma sottilissima di interconnessioni e nodi, con qualche glitch qua e là, e lo fanno attraverso una sorta di telepatia che, pur apparendo fluida e naturale, lascia intravedere quanto questo equilibrio sia sottile e sempre sul punto di incrinarsi.
Ovviamente non tutto è positivo: la palette di colori scelta, dai toni freddi e slavati, quasi plumbei, presagisce che da un momento all’altro tutto possa precipitare. La nebbia potrebbe farsi più fitta, le connessioni interrompersi e la comunicazione telepatica, calma e distesa, trasformarsi in incomprensione, conflitto o, peggio, rabbia.
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Se è vero che i mezzi di comunicazione e la tecnologia si sono sviluppati enormemente in questi anni, è pure vero che gli utilizzatori e i fruitori – noi – sono rimasti gli stessi. Hanno le stesse paure, emozioni, angosce, tormenti, slanci, passioni, pulsioni.
La comunicazione è un processo dinamico e mutevole: sembra suggerirci questa immagine, perfetto finché il piano della relazione è sano e disteso, ma pronto a mutare molto velocemente.
E forse, a ragion veduta, DALL·E non ha generato un’immagine poco attinente al mio prompt; semmai è il contrario: lo ha sovrainterpretato. E la sua risposta, il suo feedback, come succede spesso nella vita con i nostri interlocutori umani, contiene molti più significati e stratificazioni (meta-informazioni) di quelle che ci aspettavamo.
E tu come la interpreti?
Parliamone nei commenti.
Per generare l’immagine di questa Copertina d’Artista, nello specifico, ho utilizzato:
AI GENERATIVA
DALL·ESTYLE
AutoPROMPT
A human and a GenAI face each other in a surreal, digital-analog space. Between them, waves, symbols, and glitches flow. A visual metaphor of Watzlawick’s theory: all behavior communicates. Complexity, connection, misunderstanding. High-end conceptual art, ultra-detailed, no text, no typography.(Un essere umano e un’IA generativa si fronteggiano in uno spazio surreale, sospeso tra digitale e analogico. Tra loro fluiscono onde, simboli e glitch. Una metafora visiva della teoria di Watzlawick: ogni comportamento comunica. Complessità, connessione, incomprensione. Arte concettuale di alto livello, ricca di dettagli, priva di testo e tipografia).
NB: Questo prompt è stato scritto in inglese (e poi tradotto in italiano) da un’altra AI generativa ChatGPT.


