Impressioni di settembre: il mese della ripartenza attraverso gli occhi dei cantautori italiani.

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In Italia, settembre è il mese della ripartenza per antonomasia, il mese in cui ricomincia la scuola, riaprono fabbriche ed uffici e si torna alla routine dopo la pausa estiva.

Settembre è anche il mese dei buoni propositi e dei progetti da attuare durante l’inverno, ma anche quello in cui la fine dell’estate porta quel velo di malinconia tipico della stagione autunnale.

A settembre nessuno è esente dal brivido e dall’energia della ripartenza così come dall’inquietudine e dalla tristezza che porta la fine dell’estate, nemmeno i cantautori che, non a caso, hanno dedicato al mese di settembre molte delle loro canzoni più belle.

Settembre non è un mese facile nemmeno per i sentimenti, che restano in bilico tra i flirt estivi e le storie importanti.

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Se vogliamo ripartire come individui e come collettività dobbiamo cercare di prendere piena consapevolezza di noi stessi per esprimere il nostro massimo potenziale e vivere una vita piena.

A settembre, tutti gli aspetti della vita sono passati al vaglio di questo mese di passaggio tra la spensieratezza dell’estate ed il crepuscolo dei pomeriggi autunnali, lo sa bene Francesco Guccini, che in “Canzone dei dodici mesi” lo racconta così: “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età – Dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità – Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità – Come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità”; ed ancora Guccini descrive in “Eskimo”, una delle sue più amate canzoni, le atmosfere domenicali settembrine in cui si resta sospesi tra l’ozio estivo che porta il ricordo degli amori giovanili ed il desiderio “cercare di fare o di capire” tipico di una ripartenza non ancora avviata.

Lo stesso senso di smarrimento lo ritroviamo in quella che, forse, è la più celebre canzone dedicata a questo mese: “Impressioni di settembre“, composta da Franco Mussida, Mogol e Mauro Pagani, che decretò il successo della PFM (Premiata Forneria Marconi) e che tutti ricordiamo nella magistrale interpretazione di Lucio Battisti, che ha composto anche, insieme a Mogol, “29 settembre”, uno dei brani che ha portato al successo l’Equipe 84.

L’amore che sbanda e si lascia sedurre dal flirt del momento di “29 settembre” fa il paio con quella sensazione di leggerezza che canta Cristina Donà nella sua “Settembre”, ma settembre è anche il mese in cui l’amore si fa malinconico, nostalgico e riflessivo, decretando la fine o la continuazione di una relazione sentimentale, e la ripartenza pesa di più sugli amori finiti.

Settembre molto spesso arriva troppo presto e questa attesa di un amore che non ritorna ce la descrive bene Carmen Consoli nella sua “Autunno dolciastro”, mentre Cesare Cremonini recita lapidario in “Maggese”: “Settembre, tu mi hai lasciato con un messaggio”, incipit di un mese complicato per i sentimenti, forse per questo Antonello Venditti si guarda bene dal nascondere il suo amore per evitare che “Settembre” lo prenda, Vasco Brondi e  Le Luci della Centrale Elettrica, nella canzone intitolata “La gigantesca scritta Coop”, ci ricordano che “D’altronde è feroce settembre”, e, se così non fosse, Alberto Fortis nella sua “Settembre” non avrebbe cantato “Ahi settembre mi dirai – Quanti amori porterai”.

Il senso di smarrimento e malinconia, raccontando un mese complicato, non tocca soltanto i grandi successi del passato ed i cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana, ma colpisce anche le nuove generazioni e quei gruppi musicali più amati dai giovani; se così non fosse, non si spiegherebbe il successo di brani come “Capire settembre” dei Fine Before You Came e “Settembre” di Gazzelle, in cui vengono descritte bene ed allo stesso modo le due facce di questo mese per certi versi problematico dal punto di vista esistenziale, ma anche un mese di ripartenze e nuovi inizi.

È facile ritrovarsi in queste due canzoni che a modo loro descrivono una ripartenza tra “Quanta gente mi cerca a settembre, quante cose mi devono dire, quante cose..” (Capire settembre) e “Settembre è un mese di merda per ricominciare”, “Settembre è un mese perfetto per ricominciare” (Settembre – Gazzelle).

Nemmeno io, come i Fine Before You Came, sono mai riuscita a capire settembre e digerirlo fino in fondo e, se dal lato ho sempre amato le ripartenze ed i nuovi inizi, dall’altra, le riflessioni esistenziali che porta questo tempo sospeso tra ciò che è stato, quello che sarebbe dovuto essere e quello che sarà, mi hanno sempre incupita un po’.

Che settembre sia “un mese di merda per ricominciare” o “un mese perfetto per ricominciare” dipende solo da noi, dalla nostra voglia di metterci in gioco e di affrontare questo periodo che, in questo momento, più che in altri periodi storici, appare incerto e mutevole.

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