Editoriale Maggio 2015 – Raffaello Castellano

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Facebook operazione trasparenza

Raffaello Castellano (480)

 

 

 

Raffaello CastellanoAd aprile del 2014, in base a statistiche Statcounter, Facebook,  la creatura di Mark Zuckerberg, è il social network più usato al mondo. Complessivamente genera il 65,71% dell’intero traffico web delle piattaforme social. Subito dopo si piazza Pinterest, che è il secondo social media più usato al mondo, con l’11,07% dell’intero traffico. Terza posizione per Tumblr, che attualmente possiede il 9,37% del traffico social. La piattaforma di microblogging e socialnetworking ha fatto il suo ingresso in classifica solo a ottobre 2013 con una quota dell’1,38%, ma già il mese dopo, a novembre, era cresciuta all’8,52%, vicino ai valori attuali.
Ed in Italia quali sono le cifre?A smartphone user shows the Facebook application on his phone in Zenica, in this photo illustration
Gli Italiani amano Facebook, mentre altri social network, come Pinterest, molto forti all’estero, detengono quote marginali di traffico social.
L’azienda di Menlo Park detiene  più di tre quarti dell’intero traffico social, il 76,06%, contro una media internazionale del 65,81%,  mentre Pinterest, che nel mondo ha una quota dell’11,07%, in Italia si ferma al 3,35%.
Interessanti  i numeri di Tumblr, che cresce molto in fretta nei confini nazionali, dove detiene il 12,86% del traffico social, superiore al 9,37% della media globale.
PinterestMa vediamo altri dati ed altre cifre: il sito eMarketer ci fa sapere che entro il 2016 nel mondo circoleranno oltre 2 miliardi di smartphone e che l’Italia, con i suoi 24,1 milioni di utenti, alla fine del 2014 è il tredicesimo mercato mondiale, posizione che resterà stabile a fronte di una crescita che vedrà raggiunta e superata la soglia dei 30 milioni di smartphone a cavallo tra il 2015 e il 2016.
Possiamo dire che, nonostante il digital divide che affligge il nostro Paese, in Italia, come, del resto, nel mondo, cresce la voglia di comunicare attraverso i social network e che lo si vuole fare soprattutto attraverso dispositivi mobili come i tablet, ma soprattutto gli smartphone.
Ma cosa significa tutto questo per noi, anzi, per le nuove generazioni?tumblr_logotype_white_blue_512
Mi spiego meglio: come ci sta trasformando tutta questa comunicazione, come reagisce il nostro cervello a questo flusso ininterrotto di informazioni?
Secondo il noto e discusso scrittore e divulgatore scientifico statunitense Nicholas Carr, autore del celebre “Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello”: “Il problema non sta in un determinato servizio o in un determinato sito… È il fatto di essere risucchiati in questo mondo pieno di stimolazioni, con informazioni che bombardano da tutte le parti, mentre invece manca il tempo necessario per fermarsi a pensare, e per sviluppare le capacità di attenzione. I primi vent’anni della nostra vita sono quelli in cui il cervello cambia maggiormente e si formano i circuiti fondamentali che funzioneranno per il resto dell’esistenza”.
Nicholas George Carr (1959) è uno scrittore statunitense. Divulgatore ha pubblicato libri e articoli su tecnologia, business e cultura.
Nicholas George Carr (1959) è uno scrittore statunitense. Divulgatore ha pubblicato libri e articoli su tecnologia, business e cultura.
Mentre uno studio negli Stati Uniti, condotto dallo psicologo Larry Rosen, che ha seguito 263 studenti delle scuole medie, del liceo e dell’università, ha evidenziato che la stragrande maggioranza degli alunni riusciva a concentrarsi su un compito per non più di sei minuti, per poi lasciarsi distrarre da qualche tecnologia.
Allora che sta succedendo?
Possibile che tutto il mondo intorno a noi stia diventando “intelligente” (smartphone, smartwatch, smartcity, smart economy) e che noi soli, noi umani diventiamo più stupidi?
Ovviamente, la risposta non può essere né così semplice, né così scontata: certo è, ci dicono i neurologi e gli antropologi, che quando l’uomo passò da una cultura di tipo orale ad una di tipo scritta il nostro cervello ci guadagnò in capacità di astrazione, ma perse molto in capacità di memoria.
L’evoluzione, ci ha detto Darwin, premia non il più forte ma il più adatto…, speriamo bene, allora: non vorrei che il futuro vedesse l’emergere di un uomo con un grande pollice ed un indice appuntito (per adoperare al meglio la tecnologia touch) ed un piccolo cervello per districarsi nel mare magnum della rete.
Buona lettura e “Lunga Vita e Prosperità” a tutti voi.

Raffaello Castellano

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