The Best – Il Libro

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Raffaello Castellano (139)

 

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Genio e sregolatezza: se mai vi fu nello sport un campione che incarnò appieno questo assioma, sicuramente questo fu il calciatore nordirlandese George Best, soprannominato “il quinto Beatle”.

Passato alla storia per il suo ruolo di attaccante del Manchester United, dove giocò dal 1963 al 1974, era stato tesserato all’età di 15 anni e nel 1968 vinse il Pallone d’oro. Nei primi cinque anni con il Manchester United vinse una Coppa d’Inghilterra, due campionati ed una Coppa dei Campioni. Nella stagione 1971 -1972, pur con la squadra che si fermò all’ottavo posto, Best vinse sia il titolo di capocannoniere che quello di assist man.

Ma ciò che lo rese davvero leggendario non fu solo la sua carriera sportiva, ma il fatto che diventò il primo calciatore al mondo a concentrare su di sè l’attenzione dei media per la sua “particolare” condotta di vita, fatta di festini, belle donne, auto sportive e soprattutto alcol.

Per capire quanto questo campione sia stato un’autentica pop star basta andare a Belfast, dove nacque nel 1946. Per farlo, quasi certamente atterrerete al George Best Airport (sì, avete lettogeorge-best-quinto-beatle-manchester-united-manchester-united-1274340501 bene), unico caso al mondo di un aeroporto dedicato ad un calciatore, e, parlando con qualche irlandese, non necessariamente un tifoso sfegatato, potrete sentire il famoso motto: “Maradona good, Pelé better, George Best” (Maradona buono, Pelè meglio, George migliore).

Ma, a parte le grandi vittorie sportive, il vero compagno di vita di Best fu la sua dipendenza dall’alcol. Nel 2002, all’età di 56 anni, fu ricoverato per una gravissima crisi epatica e subì un trapianto di fegato; appena dimesso dall’ospedale, ricominciò a bere e morì tre anni dopo, il 23 novembre del 2005.

Georg Best bene incarnò lo spirito ambivalente di quegli anni, sospeso fra la Swinging London e l’amara realtà nordirlandese, the-besttra feste nei pub e processi nei tribunali, fra il successo e la bancarotta, fra l’amore dei tifosi e la prigione, fra il talento sportivo e la cirrosi epatica; fu in tutto e per tutto un figlio del suo tempo. Famosa resta, fra le tante, la frase: “Ho speso molti soldi in alcol, ragazze e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato”.

Nel 2013 Baldini e Castoldi ha ripubblicato, in versione economica, il libro “The Best” (294 pp. 10,90 €), l’autobiografia scritta dallo stesso George Best per raccontare la sua vita e la sua carriera; vale la pena andarlo a leggere o rileggere per conoscere un grande campione e per scoprire quanto sottile sia la linea che divide il successo dalla caduta e dalla sconfitta.

 

 

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