Se pensate che lo street food sia qualcosa di nuovo, nato negli ultimi anni, vi sbagliate di grosso! Non lasciatevi ingannare dal trend che si è sviluppato recentemente e dal fatto che improvvisamente il cibo da strada è diventato chic, con la complicità di chef famosi e rivisitazioni varie. Lo street food esiste praticamente da sempre.  Se ne hanno notizie sin dall’antico Egitto, dalla Grecia e dall’antica Roma. Già ai tempi, infatti, esistevano quelli che oggi chiameremmo “baracchini” o “food truck”, che vendevano pesce fritto o verdure cotte.  I consumatori tipici dello street food non erano di certo giovani modaioli non abbastanza sazi dall’aperitivo, ma le classi più povere della società, che spesso non avevano la cucina in casa ed erano costretti a consumare pasti frugali e poco costosi fuori casa. Il cibo da strada si è evoluto pian piano, di pari passo alla società.  In Francia, a Parigi, i “pâtés” farciti con carne o verdure, e venduti rigorosamente in strada, danno addirittura origine a una serie di ricette tipiche di piatti francesi attualissimi come i timballi, le sfoglie e le varie torte salate. L’usanza del pesce fritto venduto al porto di Alessandria d’Egitto, invece, la ritroviamo presto in Inghilterra, con il famoso Fish & Chips, ancora oggi molto amato in particolare nei paesini della costa.

Street food
Street food

Negli ultimi anni abbiamo invece assistito a un vero e proprio rilancio dello street food in Italia. L’Expo di Milano, nel 2015, è stata forse la più grande vetrina per la rivalutazione dello streetfood, grazie ai numerosi food truck che proponevano prodotti tipici sia italiani che del mondo. In tanti, ad esempio, hanno scoperto una vera passione per il lobster roll, Il panino all’astice del padiglione USA, tipico del New England, che è andato letteralmente a ruba nonostante il prezzo piuttosto alto: 15 euro. L’Olanda ha proposto deliziose pancake, il Belgio le patatine fritte (e la birra ovviamente), e la nostra Italia non si è lasciata scappare l’opportunità di deliziare tutti con piadine romagnole, “cuoppi” di fritture varie e tipicità regionali di ogni tipo.

Folla in attesa di entrare ad Expo
Folla in attesa di entrare ad Expo 2015, Milano, 2 maggio 2015. ANSA/STEFANO PORTA

Secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, lo street food in Italia è in crescita soprattutto nelle zone balneari, turistiche e nelle grandi città.  Un italiano su due acquista cibo da strada mentre si trova in giro per la città, e più del 69% preferisce il cibo locale (arrosticini, arancini, piadine, fritture di pesce…). Solo il 17% sceglie specialità internazionali (hamburger e hot dog), mentre il 14% predilige cibi etnici come falafel e kebab.

Non abbiamo di certo scoperto lo street food nel 2015 con Expo, no, ma abbiamo imparato ad apprezzarlo maggiormente negli ultimi anni, anche grazie ad Expo, scegliendolo sia durante le nostre vacanze che, sempre più spesso, in città. In viaggio lo street food ci affascina da sempre, perché è una buona opportunità per provare qualcosa di tipico a prezzi bassi e senza dover perdere troppo tempo. Lo si consuma anche in movimento, o seduti in modo informale su una panchina. Il cibo da strada di una determinata zona è spesso quello più semplice, e ci aiuta a scoprire di più anche sul territorio, sulla sua storia, sulle dominazioni che ha subìto e così via.

Pensiamo, ad esempio, alle panelle in Sicilia, fatte con un impasto di farina di ceci e acqua, e poi fritte. Un piatto di chiara derivazione araba, come le arancine (o gli arancini a seconda delle zone), anche queste introdotte durante la dominazione araba ma ormai parte fondamentale della cucina siciliana.

arancini
Arancini

La maggior parte dei prodotti tipici trasformati in street food profumano di tradizione, di storia, di abitudini di un tempo, di piatti poveri, anche se oggi a volte li ritroviamo in versioni gourmet e a prezzi tutt’altro che bassi.

In linea di massima però, il classico baracchino (ormai sempre più spesso modaiolo, curato e trendy) offre l’opportunità di mangiare qualcosa di buono velocemente e spendendo poco. Questo è il vero mood dello street food, quello che anima questa opportunità sin dalle sue origini, da secoli, dai primi insediamenti urbani, e che ci sta riconquistando.

Come potrebbe, in effetti, non riaffermarsi oggi un trend come questo? In un momento storico in cui la vita è sempre davvero frenetica, si ha poco tempo e si cerca spesso di contenere i costi, come non essere attirati dallo street food? Se aggiungiamo poi la spinta mediatica proveniente dai tanti programmi televisivi dedicati alla cucina, dai food blogger e dai contenuti condivisi sui social (foto appetitose su Facebook, Instagram o social network dedicati totalmente al cibo come Snapfood), ecco che lo street food si trasforma in un vero fenomeno di lifestyle.

Benvenuti NELL’ERA in cui il cibo da strada è più amato di quello di un ristorante stellato!

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