OPEC previsione per il 2015: prezzo del petrolio in calo e consumo di energia e-greggio

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Christian Zorico (112)

 

 

 

the-world-now-has-so-much-shale-gas-that-the-price-of-oil-will-have-to-come-down-to-competeCosa è accaduto di tanto importante in questo anno che sta per concludersi nello scenario economico a tal punto da poter influenzare i tratti dell’economia mondiale per il 2015? Pochi istanti e il pensiero ricade sul calo dei prezzi delle materie prime del comparto energia. Se infilo le mani nel paniere degli avvenimenti determinanti i diversi interventi delle Banche Centrali, attesi e implementati, la crisi sempre più accentuata tra Russia e Ucraina e le rinvigorite forze antieuropeiste, ne estraggo senza ombra di dubbio il prezzo dellOil ormai in caduta libera dai massimi di Giugno.

Il contratto del Crude si è infatti pressoché dimezzato: se a giugno viaggiava sopra la soglia dei 100 dollari a barile, ha raggiunto i minimi sotto i 54 dollari per barile.

Non voglio soffermarmi troppo sulle cause di questo scivolone sia perché credo sia piuttosto il frutto di diversi fattori che interagiscono, sia perché sono piuttosto interessato ai possibili effetti e alle eventuali ripercussioni sugli scenari macroeconomici.

Così il fulcro dell’articolo resta sempre l’avvenimento caratterizzante il 2014 e sicuramente il secondo semestre ha visto come protagonista l’oil, ma lo sguardo si spinge più avanti. Mancano pochi giorni al 2015 e soprattutto i mercati finanziari non hanno molto tempo per guardare al passato. Così lo spunto è ideale per comprendere quali possibili implicazioni possano derivare per l’economia e, quindi, l’analisi di un fatto accaduto e in evoluzione rappresenta l’occasione per provare a fare delle previsioni, congetturare e futuri avvenimenti.shale-oil-boom

Il calo dei prezzi dell’Oil sembra derivare come somma vettoriale della decisione dell’OPEC di non ridurre le proprie quote, di un calo altresì della domanda in seguito alla crescita minore delle attese di alcuni Paesi come la Cina e, infine, dei giochi geopolitici su tre fronti tra Russia, Stati Uniti ed Arabia Saudita.

Appare pertanto evidente che il volano della crescita mondiale non possa arrivare per il prossimo futuro dalle economie emergenti, molte delle quali basano i loro profitti sulle vendite di greggio all’estero. La bilancia dei pagamenti sarà sicuramente a favore dei Paesi importatori netti di petrolio e derivati. Vediamo nello specifico cosa può accadere ai paesi sviluppati; USA e Europa, sono differenti per natura e diverse saranno gli effetti di un petrolio così conveniente.

In America è stato stimato un effetto positivo: malgrado molte compagnie petrolifere taglieranno i loro piani investimenti, riflettendosi su una minore spesa privata; nonostante alcune aziende medio piccole falliranno perché fortemente indebitate e non in grado di affrontare per molto tempo valutazioni dell’Oil sotto gli 80 dollari; i consumi delle famiglie saliranno. life_cycle_analysis_of_oil_shale_industry_Page53Più nello specifico i consumi ciclici beneficeranno della più sostenuta capacità di spesa da parte delle famiglie (alcune stime di analisti parlano di una spesa in aumento nell’ordine di 100/120 miliardi di dollari). Una ragionevole stima di crescita del PIL dello 0,15% appare motivata dal fatto che il dollaro continua ad apprezzarsi nei confronti delle altre valute per effetto di una politica monetaria più restrittiva in previsione per il prossimo anno in rapporto agli altri paesi sviluppati. Stime dell’OCSE indicano in un -0,5% di PIL su anno per effetto di un apprezzamento del 10% del biglietto verde.

L’area Euro per contro beneficerà del doppio effetto positivo, derivante dal calo del greggio e dal trend ribassista ormai in atto della moneta unica, sempre in previsione di una politica monetaria ancora espansiva da parte di Draghi, secondo la BCE un calo del 10% dell’euro porterebbe un incremento di PIL di 1.1%. Le oscillazioni valutarie porterebbero un aumento di surplus pari allo 0,4%,aggiungendo un altro 0,4% di PIL derivante dal greggio più economico; l’accelerazione sul PIL totale della Regione Europea sarebbe importante e forse non ancora del tutto scontato dai mercati.benzina

I pessimisti teorizzano negatività dietro questo movimento degli energetici; solitamente anche io sarei stato tentato di dare maggior enfasi al calo della domanda come fattore principale giungendo pertanto a valutazioni più pessimistiche circa lo scenario futuro. Tuttavia cerco di cogliere positività e avere un atteggiamento ottimista, proprio perché bilancio le diverse concause e mi soffermo solo sul dato di fatto. Minore spesa per l’approvvigionamento energetico, maggiore capacità di spesa privata (delle famiglie e delle imprese) e pubblica.

Con questo finale di anno rigido in quasi tutta Italia, buon “riscaldamento e caloriferi più economici” a tutti con l’augurio di un 2015 meno salato per le bollette.

 

 

 

 

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