E’ possibile tracciare un profilo psicologico di un antivaccinista, proprio come farebbe un profiler o un criminologo nel proprio ambito di lavoro per la  comprensione  di un atteggiamento o di un’abitudine disfunzionale?

Dal nostro punto di vista riteniamo che gli antivaccinisti seguano un’unica linea di pensiero tanto da poterne tracciare una modalità comportamentale sovrapponibile con chi ne condivide la stessa  ideologia. Dalla nostra esperienza sul campo, dal confronto clinico e/o dialettico con chi ha assunto un’ideologia novax (ancor più radicata ai tempi del coronavirus) e la sostiene in barba ai dati, alle evidenze e alla ricerca scientifica, è possibile osservare una linea di pensiero che difficilmente muta da un soggetto all’altro, sia nello stile comunicativo, sia nella condivisione di idee molto radicate, sia nella ricerca di informazioni. Il profilo di un novax ci consente di comprendere il tipo di percezione che ha del mondo circostante e, soprattutto, il rapporto oseremmo dire tormentato e conflittuale con la scienza e i suoi rappresentanti. Lo stesso rapporto conflittuale, e spesso aggressivo, che ha verso quelle istituzioni che hanno deciso di tracciare delle linee guida sulla base del sostegno alle evidenze scientifiche.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il rapporto con la scienza. 

Come abbiamo già accennato, il novax ha un rapporto piuttosto conflittuale con la scienza: è orientato a prenderne le distanze quando questa giunge a conclusioni che sono in netto contrasto con il suo credo ideologico. In linea generale ha scarse competenze in materie scientifiche, la sua conoscenza è limitata alle letture mirate fatte sul web o allo scambio di informazioni che circolano esclusivamente all’interno della sua “bolla” di appartenenza, ovviamente composta esclusivamente da antivaccinisti radicali.

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Dopo aver parlato, a febbraio, dell’interconnessione in “Virale” ed esserci interrogati a marzo sulla situazione attuale in “Tutto andrò bene (?)”, oggi, con “Reset”, vogliamo parlare di soluzioni concrete. L’online ed il digitale saranno quantomai utili per offrire soluzioni e creare nuove opportunità.

Il novax si istruisce quasi esclusivamente tramite altri novax che, a loro volta, si informano presso chi ne condivide, in modo piuttosto rigido, le stesse idee. Egli ritiene la scienza al soldo di case farmaceutiche, nella convinzione che la spinta a vaccinarsi sia esclusivamente l’espressione di un giro economico che nulla ha a che fare con l’interesse verso la salute collettiva. Il novax vede la scienza come una sorta di élite da tenere a distanza, poiché opera solo per l’interesse di qualcuno. L’antivaccinista radicale non ha la minima idea di come si effettui una ricerca scientifica, né sa come si legga un articolo scientifico o come si distingua una fonte attendibile da una inaffidabile; in molte occasioni condivide fake news scambiandole per notizie degne di fede semplicemente perché non sa riconoscerle o perché vanno a confermare una sua convinzione. La foga di condividerla, nel tentativo di rinforzare le idee di coloro che “abitano” la sua stessa bolla, lo rende cieco verso ogni osservazione critica e oggettiva. Il novax sarebbe, addirittura, in grado di effettuare una conferenza sulla base delle sue informazioni, ma confonderebbe dati, interpretazioni e fatti storici, attribuendo loro una coerenza percepita solo e sempre all’interno del suo gruppo di condivisione.

E quando un novax è un medico?

Quest’ultimo ha lo stesso rapporto conflittuale con la scienza e, spesso, una visione alternativa di essa. Il medico novax non condivide il metodo della cosiddetta “scienza ufficiale”, denuncia spesso la mancanza di apertura dei suoi colleghi verso medicine alternative e/o infondate che lui stesso coltiva e, in numerose occasioni, aderisce a metodi pseudoscientifici con relative cure che da questi ne derivano. Il medico novax è spesso il paladino dei gruppi antivaccinisti e da questi ultimi è considerato un eroe che sfida, senza paura, la comunità scientifica, a loro dire, cieca, di parte e corrotta.

La ricerca di informazioni.

Come già accennato il novax condivide informazioni che emergono solo all’interno della sua cerchia. A volte fa ricerche personali, ma opera in base ad un vero cherry picking, ossia va direttamente alla ricerca di dati che non fanno altro che confermare la sua idea, scartando, in modo più o meno volontario, tutto ciò che la confuta. Nella ricerca di informazioni è possibile osservare tre atteggiamenti cardine o, meglio, tre difese per eccellenza che gli consentono di esporsi solo a notizie che concordano con il suo credo ideologico.coronavirus-no-vax

L’immunizzazione e razionalizzazione: ossia cerca in continuazione legami arbitrari che sostengano le sue tesi ed elimina deliberatamente tutti i nessi con ciò che invece le contrasta, confutando dialetticamente e sulla base di dati scorretti ogni idea a favore dei vaccini.

Esposizione selettiva: partecipa solo a dibattiti di natura antivaccinista e rifiuta ogni lettura, argomentazione e/o dibattito o conferenza sull’importanza dei vaccini, partendo già dall’idea preconcetta che le informazioni saranno volutamente alterate.

Percezione selettiva: in occasione di un contraddittorio, soprattutto televisivo, tenderà a dimenticare ciò che è stato detto in favore delle campagne vaccinali e ricorderà solo le parole dette in loro sfavore. In pratica adoperano una sorta di filtro mentale contro tutto ciò che è pro vaccini[1].

L’antivaccinista aderisce spesso a teorie complottistiche, talvolta, addirittura, fantascientifiche. Parla di controlli da parte di poteri occulti, virus pro cancro e/o microchip per il controllo mentale trasmessi tramite gli stessi vaccini. Come già sottolineato in altri articoli, il novax è un negazionista. Oggi, ai tempi del coronavirus, per esorcizzare la paura che prova verso la malattia, fa circolare l’idea che il virus sia o un’invenzione portata avanti allo scopo di favorire la diffusione di eventuali nuovi vaccini (ovviamente sempre per interessi economici) o un’arma molto pericolosa[2]. Spesso lo stesso novax non si definisce tale, ma si considera solo uno che vuol capire, peccato che lo faccia con le stesse informazioni condivise solo dai novax.

Scopri “Il sonno della Ragione”: la nostra rubrica dedicata alla lotta alle pseudoscienze ed alle fake news.

L’antivaccinista è in continua ricerca di un capro espiatorio. Egli non ammette la possibilità che una malattia possa essere trasmessa in modo casuale o che possa essere la conseguenza di fattori incontrollabili, ma sente il continuo bisogno di attribuire la colpa a qualcuno o a qualcosa. Quindi per malattie legate allo sviluppo, come l’autismo e/o altre sindromi neurologiche, il vaccino e il suo eventuale promotore diventano il capro espiatorio perfetto, coloro ai quali attribuire la colpa. Così essi sentono di avere finalmente qualcosa contro cui combattere, nell’illusione di controllare e/o prevenire una malattia, in genere, incontrollabile[3].

Foto di Angelo Esslinger da Pixabay
Foto di Angelo Esslinger da Pixabay

Il suo rapporto con la medicina.

Il novax spesso si presenta come una sorta di naturista. Per lui ha importanza tutto ciò che è naturale e crede di saper distinguere, senza conoscerne l’origine, i prodotti chimici da quelli naturali. Assume con riluttanza medicinali quali antibiotici e/o antiinfiammatori e fa spesso uso di prodotti omeopatici oppure fitoterapici nell’illusoria convinzione che quest’ultimi siano privi di sostanze chimiche. Anche la scelta del medico è spesso mirata oppure presenta lo stesso filtro che abbiamo visto per le informazioni di carattere scientifico. Questi saranno presi in considerazione finché si manterranno nei limiti del loro credo ideologico e saranno scartati quando oltrepasseranno questi limiti. Ovviamente la proposta di un vaccino è il confine che il loro medico non dovrà mai superare.

Come abbiamo evidenziato, gli atteggiamenti summenzionati rappresentano una sorta di novax profiler poiché sono più o meno distinguibili in ogni fautore di ideologie antivacciniste radicali e, tenendo conto di questi, si potrà tracciare una mappa mentale di chi sta sostenendo l’inutilità o la pericolosità di un vaccino. L’utilità di questo profilo sarà solo quella di far scegliere a chi si troverà di fronte a un sostenitore di tale ideologia se sia o meno il caso di affrontare un estenuante dibattito, con la consapevolezza che quest’ultimo sarà affrontato con i meccanismi cognitivo/percettivi sopra descritti.

[1] Armando De Vincentiis, Comunicare la scienza, Padova, CICAP edizioni, 2015.

[2] https://medstories.it/2020/03/novax-e-coronavirus/

[3] AA. VV., Vaccini Complotti e pseudoscienza. Tra fobia, disinformazione e consapevolezza, Roma, C1VEdizioni, 2015.

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