I 5 migliori film italiani sulla Pasqua + 1 film “alternativo”

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Considerata la festa religiosa più importante del Cristianesimo, la Santa Pasqua celebra la risurrezione di Gesù. Moltissimi sono i film che raccontano la vita del Messia e la maggior parte di essi girati proprio nel nostro Paese, soprattutto nel sud-Italia, ricco di quei paesaggi brulli, di quelle gole scavate dal tempo e dalla siccità, similari a quelle originarie della Palestina. Ovviamente girare in Italia, significava abbattere i costi, tanto per le produzioni nazionali, tanto per quelle estere, con la possibilità di realizzare il film in un Paese dove non mancava certo la manodopera attoriale, anche e soprattutto nelle innumerevoli comparse. Già perché, la caratteristica dei film, in qualche modo incentrati su Gesù, dalla sua nascita alla sua morte in croce e della sua resurrezione, hanno fin dagli albori del cinema, attirato l’attenzione di cineasti e produttori.

Tra kolossal di chiaro stampo hollywoodiano, cinema d’autore italiano e internazionale, numerosissime sono state le rappresentazioni cinematografiche di uno degli episodi più sentiti della storia del Cristianesimo; ma pochi sono stati quelli definibili “capolavori” sia da un punto di vista storico-sociologico, sia dal punto di vista figurativo. Certamente non possono mancare le opere di Pier Paolo Pasolini, scrittore e intellettuale laico, che da laico ha offerto quella che anche dal mondo della Chiesa è ritenuto il più bel film sulla vita di Gesù, ovvero Il vangelo secondo Matteo; e poi non va scordato il tormentato Gesù di Martin Scorsese, oppure la cruenta pellicola di Mel Gibson o il nazareno di Franco Zeffirelli. Insomma, tante visioni differenti, di un momento cruciale della storia del mondo e del cristianesimo, che prendono spunto sia dal Vangelo, che dal Nuovo Testamento, ma anche da romanzi ispirati alla vità di Gesù Cristo. E non solo, non mancano pellicole ambientate nei tempi moderni, che in qualche modo raccontano la Pasqua, sia da un punto di vista simbolico che commerciale, ma anche bizzarre ed innovative. Quelle che citeremo quì sono 6 pellicole italiane, le quali investono tutti i sottogeneri sopra indicati e rappresentano un’esaustiva selezione per comprendere l’autorialità nazionale di intendere la Pasqua. Si noti bene, come specificato sopra, si parla di Pasqua in tutte le sue innumerevoli declinazioni, anche ma non esclusivamente la descrizione storica della crocefissione di Gesù.

  1. Il Vangelo secondo Matteo (1964), di Pier Paolo Pasolini

Il film del maestro Pasolini restituisce la forza dirompente e “scandalosa” della parola di Gesù senza gli orpelli della iconografia tradizionale. Fa il tutto rimanendo fedele alla versione dell’apostolo Matteo, raccontando la storia di Gesù, dall’annunciazione alla Madonna, all’angelo che annuncia la sua resurrezione. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli aridi paesaggi delle Gravine di Massafra e Ginosa, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione), all’elegia estatica (il battesimo, l’annuncio finale, qui proposto). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato trattato dai Vangeli, al di là delle intenzioni d’autore e delle polemiche che lo accompagnarono. Nel cinquantenario della sua uscita, la Chiesa Cattolica, lo ha ritenuto il miglior film sulla vita di Gesù, interpretato dall’allora sconosciuto attore spagnolo Enrique Irazoqui e reso in maniera sublime dal genio di un uomo dichiaratamente laico, ma che ha saputo capire l’essenza dell’essere Cristiano, ben più di molti che si ritengono tali.

  1. Gesù di Nazareth (1977), di Franco Zeffirelli

Probabilmente un po’ troppo melenso nel suo messaggio di fondo e certamente inferiore al capolavoro pasoliniano, questa versione della vita di Gesù, diretta da Franco Zeffirelli ebbe un enorme successo di pubblico. Concepito inizialmente solo per la televisione, era infatti diviso in sei puntate, ottenne una riduzione cinematografica forse migliore di quella televisiva, perché epurata di parti “inutili”, venendo trasmessa in tutto il mondo. Interessante anche per le numerose comparse famose che presero parte al film.

  1. Non c’è pace tra gli ulivi (1950), di Giuseppe De Santis

Ritratto di un mondo arcaico, segnato dalla storia ed assolutamente originale in un periodo storico in cui il “Neorealismo” era il genere più affermato nel panorama cinematografico italiano, il film di De Santis è legato alla Pasqua dal suo simbolismo. Ovvero quello che, 70 anni fa, ma anche oggi è tipico dell’Italia rurale e delle sue antiche tradizioni: quando è Pasqua significa che ormai per gli ulivi è tempo di fioritura. La vicinanza alla simbologia pasquale di questo raffinato film bucolico che è un intenso melodramma sociale, lo rende uno dei più interessanti legati ad una visione contadina della festività religiosa.

Prima comunione (1950), di Alessandro Blasetti
Prima comunione (1950), di Alessandro Blasetti
  1. Prima comunione (1950), di Alessandro Blasetti

Supportato da un Aldo Fabrizi a dir poco magistrale e diretto con mano sapiente dal maestro Alessandro Blasetti, il film in perfetta commistione tra commedia e neorealismo narra della mattina di Pasqua travagliata di un commendatore che deve ritirare il vestito della prima comunione di sua figlia. Gliene succederanno di tutti i colori, affrontando contrattempi di ogni tipo. Il commendatore interpretato da Fabrizi è particolarmente azzeccato nella sua pretesa di risolvere ogni problema estraendo il portafoglio, sintomo ancora ai “primordi” di un’Italia pronta a farsi travolgere dal consumismo frenetico, quale è al giorno d’oggi anche una festa religiosa.

  1. Volere volare (1991), di Maurizio Nichetti

Uno scioglilingua cinematografico che presenta un ammiccamento puro e metaforico alla maschera da cartoon, ovvero un magistrale esempio di comicità intelligente e non volgare. Questo è Volere volare, bizzarro film diretto ed interpretato da Maurizio Nichetti, risposta italiana a Roger Rabbit. Il protagonista che di lavoro sonorizza cartoni animati, ad un certo punto si trasforma in cartoon e il film va avanti così, con una riuscita e fantasiosa tecnica mista tra realtà e animazione. Dinamico, irrazionale, divertentissimo, supportato da una bravissima Angela Finocchiaro e dai suoi fidi cartoon, il film è basato tutto sull’estro di Nichetti, che riesce a tirare fuori di tutto e di più dalle situazioni quotidiane, con una sfrenata allegria infantile. E siccome si tratta di qualcosa che ha a che fare con l’istinto fanciullesco che ognuno ha nascosto dentro di sé, nel film sono presenti, in numerose scene le uova di Pasqua, simbolo, oltre che del consumismo, di quella spensieratezza fiabesca tipica dell’animo candido dei bambini: il cioccolato, la gioia della sorpresa, l’affetto dei propri cari.

Ed eccoci al film alternativo enunciato anche nel titolo.

  1. White Pop Jesus (1979), di Luigi Petrini

Un bizzarro, trash e atipico musical moderno interpretato da Awana Gana. Il suo personaggio è Jesus, un giovane, fuggito da un manicomio, convinto di essere il Messia, ritornato sulla terra: emerge dalle acque del mare a Taranto, vestito di bianco e va in giro per la città a professare. Parodia di Jesus Christ Superstar, film di Norman Jewison del 1973, il film di Petrini è una sorta di musical che ripercorre la vita di un moderno Gesù Cristo. Il tutto per le strade di Taranto, nelle quali si riconoscono il Lungomare, la Villa Peripato e tutto il Borgo.

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