Sempre più spesso e soprattutto nelle nuove generazioni i social network ancora più di quotidiani cartacei e digitali diventano strumento e fonte di informazione e ricerca e questo è un dato interessante perché mostra come il comportamento dei consumatori online si avvicini sempre di più a quello dello stesso consumatore nella vita di ogni giorno. Non credete sia più naturale che sia diverso?

Immaginiamoci nel momento prima di compiere una decisione d’acquisto: nella vita reale ci informeremmo presso amici, conoscenti, parenti, compreremmo riviste, sfoglieremmo cataloghi e acquisiremmo informazioni dalle conversazioni avute nel corso della giornata. Il web si presenterebbe solo come strumento in più per ampliare le possibilità di contatto e informazione. Quello che non cambia tra informazione online e offline nel caso di un acquisto sono le domande canoniche che rimangono le stesse: “E’ un buon prodotto?” , “ Vale davvero la pena?” , “ Costa meno?”, “Il venditore è affidabile?”social_media_politics

Se fino a qualche anno fa Google era l’unico centro di informazione oltre ai canali tradizionali oggi si affaccia prepotentemente un nuovo protagonista che cattura la nostra attenzione: i social media. Twitter, Facebook, Instagram trasportano e diffondono notizie rilevanti per i consumatori. Consideriamo poi che il 2.0 non è solo informazione ma include il social shoppung, fa leva sui siti web, sui blog e sulle reti sociali mettendo in contatto informazione, utente e venditore in uno stesso spazio virtuale.

Oltre alla ricerca di informazione i social media permettono di svolgere una serie di attività che hanno un notevole impatto sulle vendite: sul web possiamo lasciare opinioni, feedback e recensioni che possono includere anche foto o video. Quanti di noi oggi cercano online informazioni sul prodotto tralasciando i cataloghi cartacei e rivolgendosi direttamente a chi l’ha acquistato e utilizzato?

Ma le fonti di informazione su un prodotto online non includono solo le recensioni ma anche i widget shopping, ovvero pezzi di contenuto che possono essere visualizzati ovunque online e che i venditori utilizzano per spingere l’utente ad una esperienza interattiva molto più coinvolgente della tradizionale brochure.Socialmedia-pm

Infine ci sono siti che in aggiunta alle recensioni dei clienti offrono strumenti di domanda e risposta per migliorare l’informazione sul prodotto e aiutare la conversione. Inoltre queste pagine aiutano il venditore a migliorare e perfezionare la descrizione del prodotto facendo capire al cliente i vantaggi rispetto ai competitor e le caratteristiche principali. Altro canale utilizzato per fornire risposte immediate ai clienti  è Twitter che si presenta come forma alternativa anche per azioni di marketing, con la condivisione di buoni sconto e la promozione di prodotti.

In generale quando cercano informazioni su un prodotto le persone preferiscono vedere cosa altri utenti hanno comperato e l’esperienza vissuta con quel determinato brand, piuttosto che quello che il negozio stesso propone. Ecco dunque come nel 2017 la pagina Facebook aziendale ha sostituito la tradizionale pubblicità sui mass media e le brochure cartacee, i cataloghi e i bigliettini da visita proponendosi come strumento di facile utilizzo e a basso costo nel caso di avvio di campagne tramite la piattaforma Facebook Ads.Facebook video

La pagina Facebook permette la condivisione tra amici e utilizza la riprova sociale andando ben oltre la comunicazione via email anche se richiede tempo e costanza per ottenere risultati.

Social media e informazione: come rispondono i giornali online
I giornali online per quanto rappresentino un’opportunità unica per il giornalismo indipendente non sono ancora pienamente riconosciuti dalla società civile e anche la politica preferisce governare i media tradizionali e successivamente i blog e i social media. Il tutto unito a esempi di scarsa professionalità e malafede che screditano la rete in quanto fonte affidabile di notizie.

Probabilmente abbiamo tutti creduto con facile entusiasmo che i blog e le testate online potessero garantire un’informazione non di parte, un’informazione che parte dal basso ma – la storia lo dimostra – quando al popolo sono date grandi occasioni questo non le sa usare, non ne coglie la portata e ritorna in breve tempo schiavo dei suoi padroni. E’ il caso delle tante false notizie pubblicate online che screditano tutto il settore dell’informazione online.

Purtroppo i giornali online sono spesso oggi una risorsa mal gestita, per due motivi: non c’è il sostegno alla corretta informazione perché alla politica conviene governare i media tradizionali piuttosto che favorire il pionierismo di un’informazione professionale. Inoltre il politico preferisce il blog personale o il social network piuttosto che sdoganare una stampa libera e indipendente. E purtroppo questo comportamento non riguarda solo la politica ma tutta la società civile.

Giornali online: come si comportano sui social media?
In Italia i giornali più attivi sui social media sono Repubblica con la prima posizione su Facebook con 5 milioni di interazioni mensili (like-commenti-condivisioni) seguita da il Fatto Quotidiano mentre su Twitter troviamo sempre Repubblica davanti alla Gazzetta dello Sport e Fatto Quotidiano. (dati 2016)Italiani connessi 2

Emerge inoltre una sempre maggior coscienza dell’importanza dei social media anche se il loro uso è oggi per lo più strumentale con l’obiettivo di veicolare traffico sul sito web principale e scarso utilizzo delle tecniche di coinvolgimento del lettore con la preferenza di link puri e semplici a immagini che avrebbero un maggior impatto sul lettore. Non vi è dunque la cura del contenuto postato su Twitter né il dialogo con fan e follower anche se oggi costruire un rapporto con la community sarà sempre più importante per invogliare gli utenti a pagare per contenuti di maggiore qualità. Ma i social media sostituiranno la stampa tradizionale?

Se è vero che oggi emerge il tema della street information e della informazione fatta sul campo con foto, video, post immediatamente condivisi allora anche il giornalista deve riscoprirsi social divulgando la notizia prima sui social e poi sui mass media classici dando un nuovo ruolo mediatico ai social come fonte di informazione e comunicazione.
Staremo a vedere cosa accadrà.

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