Una ragazza in pantaloncini e t-shirt si gode un cocktail, seduta su una sdraio sotto un ombrellone in riva a una spiaggia tropicale.
Un’immagine classica delle vacanze, se non fosse per due elementi: uno più evidente, l’altro più discreto. Quest’ultimo è rappresentato da una valigetta 24 ore blu, mezza sepolta nella sabbia accanto alla sdraio; l’altro, più evidente, è la mano gigante che regge uno smartphone con lo schermo che mostra grafici a torta e a barre, simili a un rapporto sui rendimenti finanziari.
Il tutto in uno stile smaccatamente illustrativo, quasi fumettistico, che un po’ ricorda le iconiche copertine del The New Yorker.
È questa l’immagine che la GenAI artistica Ideogram ha generato in risposta a un prompt che chiedeva una copertina ironica e irriverente sul refrain “Ne riparliamo a settembre”, sempre più usato da chi, in estate, va in vacanza e viene infastidito da chiamate di lavoro.
Un’ottima immagine, non c’è che dire, quella realizzata dall’AI, anche se presenta due piccoli errori che però non mi hanno fatto desistere dall’utilizzarla come Copertina d’Artista di questo numero del magazine.
La GenAI che sto adoperando negli ultimi mesi, come sapete, è Ideogram e, benché io la stia utilizzando nella versione free, devo ammettere che è estremamente performante. Certo, è un po’ più tecnica e non mi permette di giocare con tutti gli stili di Dream di Wombo, ma è più realistica, più artistica e, soprattutto nello stile realistic, la resa è davvero fotografica.
Se guardo alle Copertine d’Artista che ho realizzato negli ultimi due anni grazie all’intelligenza artificiale, e alla fatica che facevo prima nello scovare, contattare e convincere gli artisti in carne e ossa a realizzare una cover a tema con il numero di ogni mese, non posso fare a meno di riflettere su quanto le AI generative abbiano rivoluzionato il mio lavoro.
Ovviamente non sto paragonando le copertine realizzate dagli artisti con quelle generate dall’AI, ci mancherebbe: chi mi conosce sa quanto io sia appassionato di arte e mostre. Sto parlando di procedure, di tempo risparmiato e di risultati più che apprezzabili per finire sulla copertina di un magazine come il nostro.
Oddio, mi manca l’effetto sorpresa che mi dava lo scoprire come l’artista coinvolto avesse interpretato il tema, e anche la sfida di scrivere il pezzo “critico” che cercava di interpretare l’opera. Ma l’uso delle AI mi permette di sperimentare, imparare a utilizzare al meglio questi strumenti e, non da ultimo, riflettere sulle trasformazioni che queste tecnologie stanno apportando alle nostre società.
Credo che, come già successo con i social vent’anni fa, anche questa volta stiamo trascurando la portata dell’ondata tecnologica che ci sta travolgendo, per dirla alla Mustafa Suleyman. Le GenAI sono state introdotte al pubblico meno di tre anni fa, nel novembre 2022, e da allora stiamo assistendo a un susseguirsi ininterrotto di successi, trionfi e innovazioni, il tutto finanziato da un fiume di denaro senza precedenti.
Lì dove la rivoluzione del web ha scosso e trasformato il settore dei servizi, oggi – e ancor più nei prossimi dieci anni – le AI trasformeranno radicalmente il nostro mondo, cominciando, temo, proprio dal mercato del lavoro.
Scopri il nuovo numero: “Ne riparliamo a Settembre”
La procrastinazione porta con sé un’idea tanto rassicurante quanto ingannevole: quella di avere ancora tempo. Ci convinciamo che rimandare equivalga a risolvere. E che, in fondo, ciò che conta, possa sempre aspettare. Pura illusione.
Video, audio, immagini e testi sempre migliori metteranno a rischio molti lavori e interi comparti. Non solo: tutto questo materiale sarà a buon mercato per l’utente finale (ma non per l’impatto ambientale), e la sua produzione massiva sommergerà internet al punto da rendere difficile trovare, riconoscere e distinguere le produzioni umane.
Allenare il nostro senso critico è la prima cosa che possiamo fare per correre ai ripari. E per sviluppare questa fondamentale soft skill non c’è niente di meglio della formazione. Una formazione duale, che ci aiuti sia a comprendere che a utilizzare queste nuove tecnologie.
Forse è proprio questo il compito che ci attende nei prossimi anni: imparare a convivere con strumenti che non sono soltanto tecnologici, ma culturali, capaci di ridefinire linguaggi, processi e immaginari. Le Copertine d’Artista generate dall’AI diventano così non soltanto un gioco creativo, ma anche una lente attraverso cui osservare l’impatto profondo delle GenAI sulle nostre vite.
Il confine tra umano e artificiale, tra sorpresa e prevedibilità, tra opera e simulazione, non è mai stato così sottile. E se il web vent’anni fa ha cambiato il nostro modo di comunicare, oggi l’intelligenza artificiale sta già cambiando il nostro modo di immaginare.
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Per generare l’immagine di questa Copertina d’Artista, nello specifico, ho utilizzato:
AI GENERATIVA
Ideogram 3.0
STYLE
General
PROMPT
“Create an ironic and irreverent magazine cover illustration that visually represents the phrase ‘Let’s talk about it in September.’ The scene should capture the humorous clash between summer vacation and unwanted work calls. Imagine a relaxed person on the beach, sunbathing under a colorful umbrella, sipping a cocktail, while their phone keeps ringing with work-related notifications. The person’s expression should mix annoyance and indifference, almost saying ‘not now.’ The mood should be playful, witty, and satirical, with exaggerated contrasts between leisure (sun, sea, cocktails, flip-flops) and business (phones, emails, briefcases, charts). Use bold colors, pop-art style, and a cheeky, rebellious vibe, as if mocking the corporate obsession with always being available”.
(Crea un’illustrazione ironica e irriverente da copertina che rappresenti visivamente la frase «Ne riparliamo a settembre». La scena deve catturare il contrasto umoristico tra le vacanze estive e le fastidiose chiamate di lavoro. Immagina una persona rilassata in spiaggia, distesa sotto un ombrellone colorato e con un cocktail in mano, mentre il telefono continua a squillare con notifiche legate al lavoro. L’espressione della persona deve trasmettere un misto di noia e indifferenza, come a dire «non ora». L’atmosfera deve essere giocosa, spiritosa e satirica, con contrasti esagerati tra tempo libero (sole, mare, cocktail, infradito) e business (telefoni, email, valigette, grafici). Usa colori vivaci, stile pop-art e un tocco sfacciato e ribelle, come se prendesse in giro l’ossessione aziendale dell’essere sempre disponibili)
NB: Questo prompt è stato scritto in inglese da un’altra AI generativa ChatGPT e poi modificato ulteriormente da Ideogram con la funzione Magic Prompt.


