“L’estranea” di Paolo Strippoli: siamo davvero pronti a pagare il prezzo delle nostre scelte?

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“L’estranea” di Paolo Strippoli: siamo davvero pronti a pagare il prezzo delle nostre scelte?
Immagine estratta dal video trailer ufficiale.

Quanto siamo disposti a sacrificare pur di ottenere ciò che desideriamo? E, soprattutto, chi?
Forse il diavolo si nasconde, almeno in parte, dentro ognuno di noi?
E fino a che punto siamo capaci di riconoscerlo?
Chi può dire di sapere cosa sia realmente il meglio per qualcuno che amiamo?

Sono queste, e molte altre, le domande che continuano a ronzarci in testa una volta usciti dalla sala dopo aver visto “L’Estranea”, ultimo film di Paolo Strippoli. Il regista barese, ormai voce riconoscibile del cinema horror italiano, firma insieme a Salvatore De Chirico una sceneggiatura intensa e suggestiva, capace di insinuare dubbi e inquietudini ben oltre i confini dello schermo.

Dopo il percorso che l’ha portata all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e al Toronto International Film Festival, l’opera è ora in corsa per rappresentare l’Italia agli Oscar 2027 nella categoria Miglior film internazionale ed è notizia delle ultime ore, anche l’ingresso nella shortlist degli EFA (European Film Awards), l’unico italiano ad essere entrato sui titoli selezionati per la corsa al massimo riconoscimento per il cinema europeo. Dopo “A Classic Horror Story”, “Piove” e “La Valle dei Sorrisi”, Strippoli potrebbe trovare proprio con questa pellicola la consacrazione definitiva.

Un lungometraggio che segna un’evoluzione nel suo percorso autoriale, forte di una produzione più solida e di una maturità artistica più consapevole e ad impreziosire il progetto contribuisce sicuramente un cast di assoluto livello, che riunisce interpreti come Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Valeria Bruni Tedeschi e Adriano Giannini. Trama: siamo a Roma nel 2026, in una giornata di forte pioggia la giovane studentessa di moda Alice Colonna (Romana Maggiora Vergano) riceve l’improvvisa visita della madre Anna (Jasmine Trinca), che è lì per rivelarle la verità sulla loro storia familiare.

Dopo il suo arrivo iniziamo a guardare frammenti di vita dei Colonna, una ricca famiglia della Bari bene, proprietaria di una boutique del centro. Loro erano quello che tutti avrebbero voluto essere, bellissimi con bambini perfetti e una nuova lussuosa villa, simbolo del loro benessere, ma è proprio durante la festa d’inaugurazione della casa che qualcosa si spezza irrimediabilmente. Un evento tragico e inaspettato segna l’inizio di una spirale di sventure (titolo in inglese “The Spiral”), destinate a sconvolgere ogni certezza e a trascinare l’intera famiglia in un vortice di dolore.

L’atmosfera cupa e ansiogena dell’opera si impone fin dalle prime sequenze e accompagna lo spettatore per tutta la durata della proiezione, avvolgendolo in una tensione costante, sostenuta anche da un montaggio sapientemente calibrato, che scandisce il ritmo della narrazione e alimenta progressivamente il senso di inquietudine. Elemento cardine la colonna sonora firmata dal musicista e compositore Robin Coudert che, accanto ai suoi brani strumentali inediti, inserisce in momenti cruciali del racconto due canzoni strepitose, “Nessuno” dei Baustelle e “Narcotic” dei Liquido, indimenticabile hit del 1998. Tutto ha inizio subito dopo la festa, Anna in ospedale incontra una donna misteriosa (Valeria Bruni Tedeschi), che le propone un patto di salvezza, o meglio, un inquietante scambio e da quel momento la vita non sarà più la stessa.

A guidare Anna nelle sue scelte è l’amore per la propria famiglia, un sentimento che la porta a convincersi, o forse a illudersi, che il suo unico e più grande scopo sia il benessere delle persone che ama di più al mondo. Un intento apparentemente nobile e legittimo, che apre però la strada a interrogativi più profondi. Da spettatori ci immedesimiamo e ci chiediamo che cosa avremmo fatto al suo posto, di fronte a situazioni disperate e a dilemmi morali così oscuri. Le sue scelte sono davvero dettate dall’amore o ciò che spesso giustifichiamo in nome di questo sentimento riflette, in realtà, ciò che noi stessi riteniamo giusto, rivelando forse, dietro il desiderio di proteggere chi amiamo, anche un bisogno di tutelare noi stessi? Un’altra “lezione”, anzi due, mi sono venute in mente durante la visione e per condividerle con voi, devo scomodare il filologo e scrittore Igor Sibaldi, di cui ho già parlato in un precedente articolo.

La prima: quando si è felici, forse è meglio non ostentarlo troppo. L’universo ascolta e, prima o poi, potrebbe presentare il conto. La seconda: quando esprimiamo un desiderio, quando chiediamo qualcosa al cosmo o a un’entità superiore dobbiamo essere estremamente precisi, perché le parole che scegliamo possono fare la differenza.

È proprio quando Walter (Adriano Giannini), il marito di Anna, si lascia andare con sarcasmo a un commento sprezzante nei confronti di una bambina sottolineando implicitamente la differenza di bellezza tra quest’ultima e la propria figlia, splendida bambina scelta come modella per una pubblicità Barilla, che la tragedia irrompe nelle loro vite. Ed è quando Anna si trova a “contrattare” con quella donna, l’estranea, travolta dall’angoscia del momento, che accetta le condizioni senza soffermarsi abbastanza sulle parole pronunciate dalla donna, né sulle implicazioni nascoste della sua proposta, un gesto profondamente comprensibile, ma che finirà per costarle un prezzo sempre più alto.

Non mi resta, quindi, che rinnovarvi il mio invito a non lasciarvi sfuggire questo straordinario horror familiare, augurandogli di intraprendere un percorso ricco di soddisfazioni, dalla corsa agli Oscar fino ai numerosi riconoscimenti che sicuramente saprà conquistare.

Hai letto fino qui? Allora questi contenuti devono essere davvero interessanti!

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Simona De Bartolomeo
Laureata in Scienze della Comunicazione, ha conseguito la qualifica di Esperto in marketing culturale. Dal 2011 addetta stampa, con particolare attenzione all’interazione col pubblico e i media, anche tramite i social network. Di pari passo con l’esperienza di addetto stampa, quella di organizzatrice di eventi di tipo culturale come presentazioni di libri, mostre fotografiche e workshop cinematografici, in cui ha svolto anche il ruolo di relatrice. Da ottobre 2014 è coordinatrice e responsabile della comunicazione del Laboratorio Urbano MEDITERRANEO di San Giorgio Jonico (TA). Recentemente sta ampliando le sue competenze nel marketing, affacciandosi al mondo dell’e-commerce, di cui sta approfondendo la conoscenza. Per questi motivi trascorre molto tempo al pc, ma per i suoi confusionari appunti continua a preferire carta e penna. Le sue passioni sono l’arte, il cinema e la musica, sogna di trascorrere la vita tra mostre, sale cinematografiche e concerti ed infatti è proprio quello che fa.