Un uomo di spalle è appoggiato allo stipite di una porta aperta che dà all’esterno, il suo sguardo osserva l’orizzonte e una cittadina rurale tipicamente americana che sembra uscita dagli anni ’50, con la maggior parte delle case in legno.
L’atmosfera è rarefatta, quasi lattiginosa, i colori pastello, morbidi, avvolgenti, in più c’è una bellissima “Golden Hour”, la luce magica della fotografia che si verifica all’alba o al tramonto, quando il sole basso sull’orizzonte, allunga le ombre e colora tutto di toni dorati.
Nella Copertina d’Artista di questo mese tutto pare sospeso ed etereo, ma anche carico di promesse, e chi ha l’occhio allenato ed è appassionato di arte avrà riconosciuto nella copertina lo stile e le tonalità di Edward Hopper, il celebre pittore statunitense, esponente del realismo americano, che divenne particolarmente noto per i suoi dipinti che raffiguravano le molte sfaccettature dell’American way of life. Un artista così bravo a giocare con luci ed ombre, atmosfere e tonalità, di cui molti critici dicevano che sapeva “dipingere il silenzio”.
Ma a parte riferimenti alla storia dell’arte, questa volta l’opera generata dall’AI Ideogram è perfettamente a fuoco con il tema del numero “Il Futuro è aperto 2026”.
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Il futuro è aperto, ma non aspetta. Serve consapevolezza e azione. Il mondo procede tra movimenti geopolitici e rivoluzioni tecnologiche. La Storia ha ripreso a correre anche alle nostre latitudini. Tu, cosa vuoi fare?
Adesso, come dico spesso in questo tipo di articoli, un po’ come mi succedeva con gli artisti in carne ed ossa, non so se sono stato io a spiegare bene alla macchina cosa fare, ossia se il mio prompt è stato più chiaro e dettagliato del solito, o se la macchina con cui lavoro da un po’ ha cominciato a capire meglio i miei gusti e le mie passioni e riesce a riempire i buchi presenti nello stesso prompt.
Certo, sono consapevole che nel caso della macchina, di Ideogram in questo caso, quando scrivo questo articolo simil-critico sull’opera realizzata, sto facendo un lavoro simile al reverse engineering, o meglio, di reverse art criticism, dove parto da un risultato che ho contribuito ad ottenere con il mio prompt e poi, dopo aver scelto l’immagine migliore, mi adopero per scrivere, o meglio trovare, un significato all’immagine stessa.
Qualcuno potrebbe obiettare che è un lavoro inutile quello di spiegare a me stesso e poi ai lettori i passaggi, soprattutto se inversi, che mi hanno portato al risultato, ma come ho detto lo scorso mese qui e in altri articoli, da sempre prediligo un approccio analitico e consapevole, oltre che pratico, alle cose, alla conoscenza e alla cultura.
Da quando uso le AI generative artistiche per realizzare le Copertine d’Artista di Smart Marketing, e sono ormai più di 3 anni, spiegare l’opera, i passaggi, il prompt, i tentativi riusciti o meno, per giungere al risultato finale, è un esercizio che serve anzitutto a me per comprendere sempre meglio come interagire con queste macchine.
Intelligenze artificiali che, quando usate al meglio, diventano assistenti importantissimi per il nostro lavoro.
E tu cosa ne pensi della “Copertina d’Artista” di questo mese?
Fammelo sapere nei commenti.
Per generare l’immagine di questa Copertina d’Artista, nello specifico, ho utilizzato:
AI GENERATIVA
Ideogram 3.0STYLE
Pop ArtPROMPT
Un’immagine evocativa che ispira uno spirito di ripartenza. Una ripartenza non solo animata dai “perché” ma anche dai “Come”.
Qualcosa che si ispiri ad un quadro di Edward Hopper, con la stessa poesia rarefatta e la poetica struggente che però coltivi la speranza.Magic prompt (Ideogram)
A painting in the style of Edward Hopper depicting a solitary figure standing at the threshold of a sunlit doorway, silhouetted against warm golden light streaming from within. The person’s posture suggests contemplation and resolve, with one hand resting on the doorframe as they gaze toward a new dawn breaking over a quiet street. The composition features Hopper’s characteristic use of geometric shadows and muted colors—soft blues, warm yellows, and gentle grays—creating an atmosphere of melancholic hope. In the distance, empty streets stretch toward the horizon where the first light of morning promises renewal, while architectural elements frame the scene with clean lines that emphasize both solitude and possibility.(Un dipinto nello stile di Edward Hopper raffigurante una figura solitaria in piedi sulla soglia di un portone illuminato dal sole, stagliata contro la calda luce dorata che filtra dall’interno. La postura del personaggio suggerisce contemplazione e determinazione, con una mano appoggiata allo stipite della porta mentre osserva una nuova alba che sorge su una strada tranquilla. La composizione presenta il caratteristico uso di Hopper di ombre geometriche e colori tenui – blu tenui, gialli caldi e grigi delicati – che creano un’atmosfera di malinconica speranza. In lontananza, strade deserte si estendono verso l’orizzonte dove la prima luce del mattino promette rinnovamento, mentre elementi architettonici incorniciano la scena con linee pulite che enfatizzano sia la solitudine che la possibilità).
NB: Il prompt originale è stato modificato da Ideogram con la funzione Magic Prompt.


