Spesso i colori di un’immagine sono più che sufficienti per definirne la natura e il significato.
Credo che sia ciò che accade nell’immagine che DALL-E ha generato per la Copertina d’Artista del nuovo numero di Smart Marketing dedicato al “Marketing del caldo”.
Quasi tutta l’immagine è caratterizzata da un gigantesco sole arancione, un colore che pervade ¾ dello spazio disponibile. Il sole ricorda – e questa era una richiesta del prompt – la grande installazione The Weather Project, del 2003, alla Tate Modern di Londra, realizzata dall’artista Olafur Eliasson.
L’atmosfera è umida, quasi lattiginosa, e in questa cappa di caldo, che non solo vediamo ma quasi sentiamo, si muove un’umanità stanca e accaldata che cerca di proteggersi da un sole implacabile con ombrelli, ventagli e cappelli.
Solo un quarto dell’immagine è caratterizzato da un’atmosfera diversa: una luce blu indaco, elettrica e diafana allo stesso tempo, che filtra da un negozio sul lato della strada. Al suo interno si vede, quasi si sente, tutta la potenza dei climatizzatori e dei ventilatori.
Arancio caldo e lattiginoso contro blu freddo e diafano. È questa la sintesi a cui è giunta l’AI DALL-E quando le ho chiesto un’immagine che condensasse il tema di quest’ultimo numero di Smart Marketing.
Ed è proprio qui che l’immagine smette di essere soltanto una rappresentazione del caldo e diventa una fotografia dei nostri nuovi comportamenti. Quel negozio illuminato di blu non è più soltanto un luogo di acquisto, ma un rifugio climatico, uno spazio in cui cercare refrigerio, fermarsi più a lungo e, inevitabilmente, consumare. È forse in questo passaggio, quasi impercettibile, che il caldo smette di essere solo un problema ambientale e diventa anche un fenomeno sociale, urbano ed economico.
Uno scontro, una lotta, una guerra nella quale il clima diventa sempre più estremo e il surriscaldamento globale sempre più drammatico. Tanto che la copertina non solo ci dice che l’arancio, il caldo, sta vincendo, ma che il blu, il freddo artificiale, è solo un rimedio temporaneo, un palliativo che non cura le cause, ma cerca di alleviare solo i sintomi.
Sia quel che sia, la crisi climatica, come la definiscono gli scienziati, è qui non solo per rimanere, ma per acuirsi sempre più. E, per quanti climatizzatori e ventilatori possiamo installare, la situazione non migliorerà, a meno che non si decida di cambiare abitudini e stili di vita per cercare di limitare l’impronta antropica che ha portato all’innalzamento senza freni delle temperature.
Scopri il nuovo numero: “Il marketing del caldo”
La percezione del caldo si è evidentemente spostata in avanti in un’estate, quella del 2026, in cui abbiamo perso il conto delle ondate di calore, in cui abbiamo fatto la conoscenza delle notti tropicali. Senza i benefici di vivere ai tropici, però, e dentro città sempre più cementificate. Le temperature hanno accarezzato a lungo i 40 gradi. Così, quando il termometro si ferma a 32 o 33 gradi, tiriamo un sospiro di sollievo ed esclamiamo: “Dai, oggi si sta bene”.
Forse è proprio questo che ci racconta questa copertina: possiamo cercare riparo nel blu artificiale dei nostri climatizzatori, ma là fuori l’arancio continua ad avanzare.
D’altronde, come ha detto António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite: “L’era del riscaldamento globale è finita; è arrivata l’era dell’ebollizione globale”.
E guardando quel gigantesco sole arancione che occupa quasi tutta l’immagine, forse quella frase non è mai sembrata così inquietantemente concreta.
Per generare l’immagine di questa Copertina d’Artista, nello specifico, ho utilizzato:
AI GENERATIVA
ChatGPT Plus (Dall-E)
STYLE
Realistic
PROMPT
Editorial magazine cover, powerful conceptual visual about extreme heat, climate change and consumer behavior. A contemporary European city during a record-breaking summer heatwave, almost deserted under an enormous glowing artificial orange sun suspended low above the urban landscape, visually inspired by the immersive atmosphere of Olafur Eliasson’s “The Weather Project”, but reinterpreted in an original way. Dense golden-orange haze, oppressive light, shimmering hot air, asphalt and buildings radiating heat. Small human figures move through the city looking exhausted, seeking shade and relief; some enter brightly lit air-conditioned shops and shopping spaces that appear like cool refuges from the unbearable outdoor heat. Subtle visual references to portable fans, cooling technology and changing urban habits, without turning the image into product advertising. The giant sun should feel beautiful, hypnotic and threatening at the same time. Strong contrast between the burning orange outdoor environment and cooler artificial interiors. Climate anxiety, health risk, urban transformation and new business opportunities all suggested through visual storytelling. Minimalist composition, sophisticated contemporary editorial photography, cinematic realism, surreal but believable, high-end magazine cover, dramatic scale, strong visual hierarchy, unsettling elegance, no text, no logos, no typography, vertical composition, generous negative space at the top for magazine masthead.
(Copertina editoriale di forte impatto concettuale sul caldo estremo, il cambiamento climatico e il comportamento dei consumatori. Una città europea contemporanea durante un’estate da temperature record, quasi deserta sotto un enorme sole artificiale arancione sospeso molto basso sopra il paesaggio urbano, visivamente ispirato all’atmosfera immersiva di “The Weather Project” di Olafur Eliasson, ma reinterpretato in maniera originale. Foschia densa color oro e arancio, luce opprimente, aria calda che vibra, asfalto ed edifici che sembrano irradiare calore. Piccole figure umane attraversano la città visibilmente provate, cercando ombra e refrigerio; alcune entrano in negozi e spazi commerciali fortemente illuminati e climatizzati, rappresentati quasi come rifugi freschi dal caldo insostenibile dell’esterno. Sottili riferimenti visivi a ventilatori portatili, tecnologie per il raffrescamento e nuove abitudini urbane, senza trasformare l’immagine in una pubblicità di prodotto. Il grande sole deve apparire allo stesso tempo bellissimo, ipnotico e minaccioso. Forte contrasto tra l’ambiente esterno bruciante, dominato dall’arancio, e gli interni artificialmente più freddi. Ansia climatica, rischi per la salute, trasformazione urbana e nuove opportunità di business suggeriti attraverso la narrazione visiva. Composizione minimalista, fotografia editoriale contemporanea sofisticata, realismo cinematografico, surreale ma credibile, copertina da magazine di fascia alta, scala monumentale, forte gerarchia visiva, eleganza inquietante, nessun testo, nessun logo, nessuna tipografia, composizione verticale, ampio spazio negativo nella parte superiore per la testata della rivista).
NB: Questo prompt è stato scritto in inglese (e poi tradotto in italiano) sempre dall’AI generativa ChatGPT.


