Simply the best 2025 – L’editoriale di Ivan Zorico

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Gennaio è contemporaneamente tempo di bilanci e buoni propositi. Bilanci sull’anno appena passato, su come è andata, su come l’abbiamo vissuto, su cosa abbiamo realizzato. E buoni propositi, per darci una direzione o degli obiettivi, tracciare nuove traiettorie e magari provare ad aggiustare il tiro rispetto all’anno appena passato.

Gennaio è contemporaneamente tempo di bilanci e buoni propositi.

Bilanci sull’anno appena passato, su come è andata, su come l’abbiamo vissuto, su cosa abbiamo realizzato, su quanto tempo abbiamo dedicato ai nostri progetti, a noi e alle persone davvero importanti della nostra vita. E buoni propositi, per darci una direzione o degli obiettivi, tracciare nuove traiettorie e magari provare ad aggiustare il tiro rispetto all’anno appena passato. Perché qualche rimpianto, nei bilanci, c’è sempre.

Partiamo quindi dai bilanci.

Dimmi la verità: stai provando a fare una rassegna di come hai vissuto negli ultimi 365 giorni, di cosa hai fatto di buono e di cosa è andato storto, ma ti viene in mente giusto qualche immagine qua e là? È un grande classico. Non preoccuparti. Non sei da solo.

Quotidianità è sinonimo di ripetitività. E quando ripeti “lo stesso giorno” per molti giorni, è facile non avere ricordi nitidi, ma solo qualche frammento di memoria. E questo ci porta ad avere la sensazione di aver fatto poco, di non avere realizzato abbastanza e così via.

Fare i bilanci in questa situazione non è facile. Perché non abbiamo una reale contezza del tempo passato e di come lo abbiamo impiegato. E questo, spesso, ci lascia un po’ di amaro in bocca e ci mette di cattivo umore. Poi ci torniamo.

Passiamo ai buoni propositi.

Per converso, qui la situazione è al punto zero. Partiamo da una tabula rasa. Tutto deve avere inizio e siamo di fronte al campo delle possibilità. Possiamo pensarci come vogliamo. Più in forma, più istruiti, più consapevoli. È tutto bellissimo.

Nei buoni propositi ci possiamo mettere di tutto e tutto assieme. Tanto sarà il nostro “io” del futuro che dovrà provvedere a mantenere le promesse.

Tornando al cattivo umore figlio dei bilanci, spesso, in questi primi giorni di gennaio, si trasforma in euforia e gran voglia di fare. Ci diciamo che vogliamo spaccare il mondo. Che questo sarà il nostro anno. E altre cose così. Salvo poi risvegliarci intorno al 20-25 gennaio e scoprire che nulla è cambiato e che stiamo facendo le stesse cose che facevamo nell’anno precedente, con le medesime modalità. E amen ai buoni propositi. Il nostro “io” futuro si è rivelato essere fedele a sé stesso. Non una gran cosa.

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Gennaio è contemporaneamente tempo di bilanci e buoni propositi. Bilanci sull’anno appena passato, su come è andata, su come l’abbiamo vissuto, su cosa abbiamo realizzato. E buoni propositi, per darci una direzione o degli obiettivi, tracciare nuove traiettorie e magari provare ad aggiustare il tiro rispetto all’anno appena passato.

Non tutto è perduto.

Sul passato, per definizione, non possiamo fare nulla. Ma sul presente e futuro, sì. Ed è quello che ci interessa per davvero. Allora iniziamo a mettere le fondamenta per il nuovo anno e costruiamoci qualcosa di bello sopra.

Primo: annota tutto. Per non cadere nel classico errore di ogni anno, ossia non ricordare bene cosa hai fatto negli ultimi 365 giorni, prendi l’abitudine di tenere un diario di quello che fai: lavoro, palestra, viaggi, hobby. Dettagliato, mi raccomando.

Secondo: pianifica tutto quello che puoi. Per non cadere nel secondo errore, ossia dire addio ai buoni propositi già entro gennaio, metti nero su bianco cosa dovrai fare ogni giorno per avvicinarti ai tuoi obiettivi. Anche questa volta, dettagliato. Mi raccomando, ancora una volta.

Annotare e pianificare, ti aiuterà anche a mettere il focus sulle cose importanti.

Uno dei motivi per cui i propositi non trovano seguito è che sono troppi. Il tempo è limitato, le tue risorse sono limitate e, di conseguenza, anche i buoni propositi devono esserlo. Qualsiasi cosa ti metti in testa di voler fare, deve essere sostenibile. Magari sfidante, ma comunque fattibile.

Altrimenti le percentuali di abbandono saranno altissime. Vedi il tuo storico, e mi darai ragione.

Spero che questi miei consigli ti possano tornare utili. Parliamone: ti aspetto nei commenti.

Buona lettura,

Ivan Zorico

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