Le offerte del Black Friday, le lucine che adornano negozi e strade, le pubblicità dei profumi in televisione. Se, come diceva Agatha Christie, “tre indizi fanno una prova”, allora è evidente che siamo al cospetto del Natale. A dire la verità, dal momento in cui scrivo, mancano ancora più di tre settimane, ma da qui in avanti è tutto in discesa.
Una festività che porta con sé molteplici significati, religiosi ma non solo, comunque tutti attinenti alla sfera del “buono”: buoni sentimenti, buone azioni, buone relazioni. “A Natale siamo tutti più buoni” o “Fate i buoni”, sono infatti claim piuttosto famosi che circolano sui vari media in questo periodo: Natale, ricordiamolo, resta per distacco anche la festa più commerciale dell’anno.
Una ricorrenza attesa un po’ da tutti. “Grandi e piccini” si potrebbe dire, utilizzando ancora un’espressione di stampo promozionale che indica appunto la sua natura eterogenea.
Ci prepariamo quindi a vivere l’Avvento, contando i giorni che precedono il 25 dicembre. Organizzando attività con amici e parenti per stare insieme e vivere le gioie dell’atmosfera natalizia.
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Il Natale porta con sé molteplici significati, religiosi ma non solo, comunque tutti attinenti alla sfera del “buono”: buoni sentimenti, buone azioni, buone relazioni. “A Natale siamo tutti più buoni” o “Fate i buoni”, sono infatti claim piuttosto famosi che circolano sui vari media in questo periodo: Natale, ricordiamolo, resta per distacco anche la festa più commerciale dell’anno.
E a proposito di Avvento, come non citare “Il Natale quando arriva arriva”, altro claim famoso (sì, sono un Millennials semplice: sono fissato con le pubblicità e i claim anni ‘90) che mi dà il La per fare una riflessione.
Il Natale è il 25 dicembre, non si scappa da lì. Sappiamo che quella è la data e ci prepariamo in tal senso. Compriamo i regali per il 25 dicembre, facciamo la spesa per il pranzo del 25 dicembre, invitiamo amici e parenti a casa per il 25 dicembre, diamo gli auguri per il 25 dicembre, acquistiamo biglietti di aereo/treno per tornare a casa per il 25 dicembre, e così via. Non è che possiamo arrivare in ritardo. Oddio possiamo, ma il 25 dicembre e Natale, sarà ormai passato. Fine dei giochi.
Ecco perché, salvo casi eccezionali, facciamo di tutto per esserci. Per rispettare quella “scadenza”.
E la riflessione è proprio questa: basterà mica fissare solo una data e darle un valore per poter essere certi di centrare l’obiettivo?
La domanda è ovviamente retorica. La risposta già la sai.
Ivan Zorico


