Molti di noi hanno una percezione sbagliata della sicurezza informatica o cybersecurity, crediamo che le principali vulnerabilità siano a livello dei sistemi, ma in realtà gran parte degli attacchi hacker e delle truffe di cui restano vittime individui, gruppi, organizzazioni e aziende riesce perché ad essere violato è il principale anello debole di ogni difesa informatica: l’uomo.
Questa è la tesi, facilmente condivisibile una volta letto il libro “Hackerare la mente”, scritto a quattro mani dagli esperti di cybersecurity Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco.
La riflessione e la disamina dei due autori parte dalla celebre citazione di Bruce Schneier, il celebre crittografo ed esperto di cybersecurity statunitense, che disse: “I dilettanti hackerano i sistemi, i professionisti hackerano le persone”.
Che ci crediate o meno, il principale grimaldello per scardinare le nostre difese passa ancora dalla più classica e collaudata email di phishing.
Gli autori si concentrano su diversi pericoli, ma ci dicono con una certa sicurezza che l’ingegneria sociale, unita alle moderne tecnologie di AI, permette di confezionare messaggi estremamente convincenti, completi di loghi e marchi e collegati a siti cloni di quelli veri, sui quali entriamo dopo aver cliccato il più classico pulsante o link nella email di phishing che ci è stata recapitata.
C’è di più: AI come ChatGPT e simili oggi consentono di fare campagne di phishing strutturate e massicce anche a chi ha poco budget e personale a disposizione. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, anche un individuo solo, motivato e con un po’ di tempo a disposizione, potrebbe mettere su una truffa online pervasiva ed efficace.
Insomma, le GenAI – lo sappiamo molto bene – non servono solo a generare testo per articoli, ricerche, compiti e copy di marketing, ma possono essere utilizzate per generare i contenuti di un sito clone, le email di un attacco phishing, la ricerca di vulnerabilità specifiche e tanto altro.
Come difendersi allora?
Il libro propone una serie di strategie e soluzioni percorribili sia dalle aziende che dai singoli. La prima parte del libro, che si concentra su quella che gli autori definiscono “cybersecurity linguistica”, è la parte più interessante e utile del testo.
Partendo dalla dichiarazione che “in futuro, gli attacchi non inizieranno da una riga di codice, ma da una riga di testo: le parole faranno il lavoro”, gli autori sviluppano i capitoli affrontando gli attacchi più comuni e suggerendo delle vere e proprie checklist per imparare a riconoscerli ed eliminarli.
Hackerare la mente
Parole, algoritmi e inganni.
Come difendere la propria libertà digitale
Autori: Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco
Editore: Il Sole 24 Ore
Anno: Marzo 2026
Pagine: 240
Isbn: 9791254846148
Prezzo: € 16,90
Perché dovremmo leggere Hackerare la mente di Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco?
I motivi sono tanti. In primo luogo è un libro divulgativo pensato per un pubblico ampio: professionisti, genitori, educatori o semplici curiosi digitali. È un saggio che unisce linguaggio chiaro e profondità per offrire una guida concreta. Secondo: gli autori hanno raccolto ed esaminato casi reali, analisi accessibili e strumenti pratici per sviluppare consapevolezza e difesa personale. Il testo è un vero manuale pratico, oltre ad essere un saggio accessibile.
Terzo ed ultimo motivo è che ciò che davvero ci rende meno hackerabili e manipolabili, in quest’era di condizionamenti invisibili, è la conoscenza.
Conoscere l’ingegneria sociale, il cognitive hacking e gli strumenti utilizzati per manipolarci e indurci a dire di sì o cliccare sui link nelle email, che si moltiplicano e diventano sempre più raffinati, è fondamentale: possiamo difenderci solo conoscendo, studiando e apprendendo.
Insomma, la cultura è forse la nostra arma di difesa principale, sia nel mondo online che in quello fisico.



Hackerare la mente