Lo Specchietto Retrovisore: a cena con Francesco Garzarelli, Co-Head of Global Macro Research and European Economics di Goldman Sachs

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Christian Zorico (112)

 

 

 

UnLo Specchietto Retrovisorea cena non come tante: Francesco Garzarelli, Co-Head of Global Macro Research and European Economics di Goldman Sachs, ad arricchire di contenuti una tavola già ricca di prelibatezze. E la sorpresa più bella è stata l’interazione che si è creata, in maniera del tutto naturale, tra i partecipanti. La location ha fatto il resto: il Widder Hotel di Zurigo, innovazione nella tradizione, in un palazzo del dodicesimo secolo.

Occasione ideale per potergli rivolgere delle domande dirette e mostrare eventuali perplessità circa l’andamento dello scenario attuale. Una cena che ha preceduto il consueto evento di inizio anno che vede la banca d’affari americana presentare la propria Global Strategy. La conferenza infatti si è tenuta il giorno seguente, venerdì 13 Gennaio, presso il Park Hyatt di Zurigo. Merito dell’organizzazione, hanno presenziato attori a diverso titolo del mercato finanziari.

Lo Specchietto Retrovisore di questa settimana assume in via eccezionale un formato diverso: per certi aspetti un menù vero proprio dove gli ingredienti si mescolano alle domande. E si racconta la cena, soprattutto gli spunti emersi. Si intreccia tutto, quasi a rendere comprensibilmente la situazione attuale intensa, se non complicata. L’obiettivo è che resti al lettore esattamente la mia impressione dopo la cena: un senso generale di incertezza perché ogni trade sembra essere plausibile, ma anche il contrario esatto ha le sue valenze logiche. Quanto mai quest’anno occorrerà leggere i dati prima di avventarsi in decisioni ex ante e soprattutto essere esperti di politica. Esperti non solo nel prevedere l’outcome degli eventi che caratterizzeranno il 2017, ma più importante sarà comprendere le eventuali reazioni del mercato, che sino ad ora hanno lasciato attoniti molti investitori.

Il menù era semplice negli ingredienti, tuttavia elaborato nella presentazione. Ed anche il più “banale” raviolo di manzo e tartufo nero presentato in una brodo tipico della cucina svizzera con verdure sapientemente sminuzzate, in realtà era semplice solo sulla carta. Intanto la view sull’euro-dollaro, ribadita a più riprese per rafforzare la view della banca americana, ha infine trovato tra i partecipanti qualche parere discordante. Dinanzi alla previsione di vedere il cambio prossimo alla parità nel 2017, la tavolata ha iniziato a disquisire sulla bontà della politica fiscale di Trump, sulla reale tolleranza della FED verso un dollaro più forte, ma soprattutto sull’altra variabile fondamentale: l’abilità di Draghi nel destreggiarsi tra pressioni politiche (la Germania tanto restia ad un easing aggressivo è chiamata alle urne nel prossimo autunno) e le previsioni di inflazione che potrebbero incorporare anche un secondo round effect delle materie prime.Ricchezza, Azioni e partecipazioni, Mercato, Moneta, Certificato azionario, Borsa Valori, Guadagnare soldi, Finanza

Non c’è molto tempo per pensare, quasi pillole da buttare giù, farle proprie per poterci riflettere nel corso dell’anno. Appunto non c’è tempo e arriva il piatto principale. Servito con incedere lento, trionfale quasi. L’istinto di voler esprimere il proprio parere comprime i tempi. Vengono servite delle costolette di agnello insieme ad una tartare di ortaggi su un’emulsione di lamponi. Un mix di sapori forti accanto ad ingredienti delicati.

E allora si parla bene di inflazione, quella attesa in America quasi del tutto incorporata nei prezzi dei breakeven. La mia domanda se poter scommettere su un livello “inatteso” ancora in Europa, trova il parere positivo dello Strategist, suscita qualche perplessità intorno tra gli altri partecipanti, sicuramente appare essere un trade ancora non troppo affollato, soprattutto in comparazione con lo stesso, ma sulla curva americana.

Infine eccoci praticamente unanimi nel condividere l’idea di che una pressione sui prezzi in America, si trasformerebbe in un catalist negativo per la crescita negli USA. L’economia europea, invece, in questo contesto di alto debito e occupazione ben lontana dal pieno regime, ne potrebbe beneficiare.

Per quanto riguarda il credito, specialmente quello High Yield, sembra ci sia una preferenza per quello europeo in grado ancora di beneficiare indirettamente del piano di acquisti della BCE. Quando si è levata la domanda circa le interazioni di un possibile steepening dei rendimenti in Europa sulle valutazioni dei finanziari europei, lo strategist di GS ha sottolineato che continua a pesare il divario nel numero dei prestiti nel Vecchio Continente rispetto a quelli offerti dalle banche in USA.

Il valore aggiunto della serata credo risieda nell’aver avuto l’opportunità di parlare di flussi, quanto mai importanti per capire l’andamento del mercato in questo periodo. È stato segnalato un forte sostegno al mondo del credito nell’inizio d’anno con una fame di rendimento e di carta che ha portato le nuove emissioni ad essere spazzate via. Un sostegno, quello del primario, che dovrebbe fare ancora da catalist positivo. Segno che il livello di cassa a disposizione degli investitori è ancora alto. La evidente conclusione da trarre è che bisogna monitorare l’esito delle nuove emissioni future per carpire qualche elemento di debolezza eventuale.

Donald Trump. Fonte: blog.ilGiornale.it
Donald Trump. Fonte: blog.ilGiornale.it

Per quanto riguarda infine l’azionario e nello specifico quello americano, l’opinione di GS resta ancora costruttiva: con gli indici in grado di avanzare subendo l’ennesima rotazione. Di certo resta l’incognita Trump, almeno nel breve termine.

Ecco che arriva il dessert: un piatto unico con del gelato, una meringa, della frutta. Il dessert; il 20 di gennaio, metaforicamente, lo presenterà al mondo il nuovo presidente degli Stati Uniti. Nell’argomentare la manovra fiscale, GS avverte che il beneficio finale per l’economia, almeno nel 2017, potrebbe affievolirsi in poco più di un quarto di quanto promesso da Donald Trump.

Non manca ormai molto tempo per capire qualcosa in più. Tante idee emerse in 3 ore di cena, molte anche in contrapposizione. Come si diceva all’inizio è emersa molta incertezza e forse un’unica indicazione condivisa: incrementare la liquidità quale strumento di protezione prima ancora dell’oro e dei governativi considerati safe.

Infine un’ultima nota di colore: i partecipanti erano abbastanza preoccupati, e lo stesso economista di GS, dai modelli che fanno della Risk parity e dell’uso del VaR, lo strumento per allocare i propri investimenti: ancora una volta in un contesto di bassa volatilità a spaventare è la correlazione tra le asset class e la velocità di reazione dei sistemi quantitativi in grado di fare da volano.

 

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