Quale periodo migliore del Natale per esplorare i bisogni e le necessità delle persone?
Sia che si tratti della corsa ai regali o di come si trascorreranno le vacanze o delle pietanze delle tavole imbandite a festa, le scelte che si effettueranno possono a volte (o forse più spesso di quanto ci si crede) essere condizionate.
Il più delle volte a condizionarle è l’influenza di una comunicazione e messaggi a volte insistenti che fanno emergere dei bisogni o dei desideri che specialmente durante le festività si cerca di ottenere. Quest’anno, almeno dai dati pubblicati secondo la ricerca “Bringing Joy This Christmas”, condotta da Pure Spectrum per Teads, i brands sono chiamati ad adottare un approccio integrato e data-driven per intercettare consumatori sempre più dinamici e frammentati nel loro percorso d’acquisto, puntando sulla creatività e sull’innovazione.
Ma si tratterà di un Natale all’insegna della fiducia e della ripresa, almeno secondo il campione dei 1000 intervistati, di cui il 42% si aspetta una stagione più favorevole. Si evidenziano comportamenti d’acquisto sempre più ibridi, con una crescente integrazione tra canali fisici e digitali: gli over 55 trovano ispirazione visitando i negozi di persona (51%), mentre la fascia 35-54 anni preferisce cercare online idee e spunti per i regali (35%).
Il Natale 2025 è all’insegna della convivialità, una tendenza confermata dai dati. Il cibo si conferma re degli acquisti festivi, scelto dal 73% degli italiani, il 41% destina parte del budget alle decorazioni, un indicatore della ritrovata attenzione alla casa e all’atmosfera domestica.
Quest’attenzione alla sfera intima non è casuale ma la ritroviamo anche, dando uno sguardo al futuro, nelle tendenze della “treatonomics” la cultura del piccolo piacere che consiste nell’infondere ottimismo e senso di controllo attraverso piccole gratificazioni.
Possono essere momenti conviviali, il concederci un dolce, un caffè al bar, una bevanda speciale, un pasto preferito o un piccolo acquisto solo per sentirci un po’ meglio.
Un modo per premiarci, anche quando non abbiamo davvero nulla da festeggiare.
Perché in realtà il vero festeggiamento è la vita di tutti i giorni fatta di normale quotidianità durante la quale non avviene nulla di speciale se non la più importante… vivere ogni singolo momento.
La generazione Z e i Millennial ne fanno una esperienza continuativa rifugiandosi nei piccoli piaceri quotidiani, per ricordarci che esistiamo. Da una parte è vivere il qui e ora, dall’ altra è una sopravvivenza emotiva fatta di piccoli gesti che donano minuti intensi e profondi di una generazione che cerca conforto nei piaceri del quotidiano, in un periodo in cui, differentemente dall’epoca dei genitori e nonni dove le grandi cose, una casa, un futuro stabile, un po’ di sicurezza, sono diventate difficili e ambiziose; le piccole soddisfazioni regalano emozioni breve ma intense che permettono di andare avanti verso tante e diverse nuove opportunità.
È interessante capire come questa modalità di vita sia stata tracciata nel report “Marketing Trends” per il 2026 di Kantar dove emerge che il 36% delle persone sarebbe disposto a indebitarsi per concedersi ciò che ama.
E se le scelte e le propensioni all’acquisto sono spesso guidate dalle necessità e i bisogni ecco che la cultura del piccolo piacere entrerà prepotentemente nelle tendenze del prossimo anno che sicuramente faranno scatenare campagne marketing focalizzate a creare gioia nei momenti quotidiani… La comunicazione massiva delle grandi conquiste lascerà il posto alle piccole ma importanti soddisfazioni, e sarà davvero curioso seguire la sua evoluzione mentre continuiamo a goderci il momento.


