Come un bambù che cresce nell’ombra: innovazione e resilienza sono due facce della stessa medaglia.

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Come un bambù che cresce nell’ombra: innovazione e resilienza sono due facce della stessa medaglia.

Il bambù, la pianta verde che fa tanto zen, è un simbolo di resistenza, flessibilità, longevità, fortuna e integrità morale, specialmente nella cultura orientale. La sua capacità di piegarsi senza spezzarsi, la sua rapida crescita, la sua semplicità e la sua natura sempreverde sono metafore di forza interiore, adattabilità e perseveranza. È un po’ la metafora della vita: cresce con forza e flessibilità, si piega ma non si spezza, e porta benefici al corpo e all’ambiente.

Immaginate di immergervi in una foresta di bambù avvolti dalla loro melodia del vento tra gli arbusti. Questa pianta così vitale è molto più di un elemento naturale. È il simbolo della nostra forza interiore. Risponde alla forza del vento con insolenza e gioco. Si piega, ma non si spezza. Sussurra, trema, filtra la luce, gioca con le ombre. È l’emblema vivente di crescita e perseveranza, ma allo stesso tempo è così delicato, come se danzasse leggero sulla brezza.

Il bambù ha anche un’altra peculiarità, che si nasconde nell’ombra, meno conosciuta, come a rimanere dietro le quinte; appena piantato, infatti, non mostra alcun segno di crescita, nulla è visibile per i primi cinque anni ma poi all’improvviso qualcosa cambia… tutto ad un tratto diventa speciale.

In sole sei settimane il bambù emerge dal terreno e può arrivare ad altezze record fino anche a cinque metri, un’esplosione di vita. La pianta negli anni, nell’oscurità del terreno ha continuato ad accumulare progressi sebbene non visibili per poi esprimere tutta la sua energia in quelle sei settimane di forte ed improvvisa crescita.

L’associazione e la metafora non può che essere accostata a quanto avviene per le progettualità e iniziative di innovazione, sebbene si possa pensare che innovare è un processo smart, veloce, improvviso in realtà è un percorso è un processo e di improvviso ha ben poco…

Oltre ai tempi necessari spesso ciò che occorre è soprattutto l’aver “fede” e continuare a concentrarci sul compiere ogni giorno piccole azioni che messe insieme possono fare la differenza. Ciò che invece spesso avviene è che si inizia un progetto o un obiettivo con entusiasmo ma poi quando non si vedono arrivare i primi risultati nel giro di poco tempo, molliamo subito, per passare a qualcosa di nuovo, più gratificante più facile. Il risultato è che non facciamo progressi in nulla, rimanendo nel limbo per anni che non porta poi, davvero, da nessuna parte. Ed ecco che l’innovazione rimane nelle mani di pochi, dei visionari che sanno che quel qualcosa può fare la differenza, ma sanno anche che per arrivarci ci vorrà del tempo, delle piccole battaglie, far comprendere ad altri l’importanza e avvicinare piano piano al cambiamento. Spesso si abbandona il percorso a metà… altre volte, invece, concentrandosi sul compiere ogni giorno quelle azioni che fanno la differenza, e continuando a crederci, prima o poi qualcosa si muove.

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Il senso si nasconde nei perché, ma lo scopo vive nei come: ripartire è allora un atto di verità verso ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.

È stato questo il sentimento che mi è venuto in mente leggendo l’ultima novità di questo mese rispettivamente ad un grande passo avanti lato innovazione dal punto di vista governativo.

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge italiana sull’Intelligenza Artificiale, il primo quadro normativo nazionale in Europa che disciplina sviluppo, adozione e governance dei sistemi di intelligenza artificiale nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali e in piena coerenza con l’AI Act europeo.

Un focus importante relativamente alla trasparenza e sicurezza dell’AI   con particolare attenzione a innovazione, cybersicurezza, accessibilità e tutela della riservatezza, prevendendo un meccanismo di programmazione strategica con aggiornamento biennale e un monitoraggio annuale al Parlamento.

Quattro punti chiave della legge:

  • Principi e tutele: uso antropocentrico e sicuro; trasparenza, accessibilità e protezione dei dati.
  • Settori applicativi: sanità (centralità del medico, dati per ricerca), lavoro (osservatorio e dignità del lavoratore), PA e giustizia (supporto decisionale tracciabile), scuola e sport (formazione e inclusione).
  • Governance nazionale: ACN e AgID Autorità competenti; coordinamento presso la Presidenza del Consiglio; Strategia IA aggiornata ogni due anni e report annuale al Parlamento.
  • Sostegno all’innovazione1 miliardo di euro per startup e PMI in IA e tecnologie correlate.

Un quadro pro-innovazione che vuole spingere e allo stesso tempo tutelare.

Si apre quindi un nuovo scenario fatto di novità e allo stesso tempo di valutazioni e sperimentazioni ed è proprio su questo che la riflessione che mi sorge spontanea è come essere piante di bambù: prima o poi si riesce a raccogliere piccole vittorie per strada che messe insieme possono portare a grandi cambiamenti.

Hai letto fino qui? Allora questi contenuti devono essere davvero interessanti!

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