Marketing in Love – L’editoriale di Raffaello Castellano

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Nell'immagine la scritta
Photo by Nick Fewings on Unsplash.

Raffaello Castellano direttore responsabile Smart Marketing“Ed alla fine la guerra arrivò.

Non fu annunciata da un angelo con la sua tromba, ma dalla sirena della contraerea.

Non arrivò galoppando su quattro cavalli, ma sui cingoli dei carri armati.

Non cadde nessuna grande stella dal cielo ma solo missili e razzi.

Non fu un giudizio universale, ma la folle decisione di un dittatore.

Alla fine la guerra arrivò, con i suo carico di morte, devastazione, fame e pestilenza”.

Non ho trovato che queste parole per descrivere il mio stato d’animo di questi giorni, è strano che proprio io, appassionato di scienza e filosofia, oltre che convinto agnostico, per scrivere questo incipit mi sia ispirato ad un passo della celebre Apocalisse di Giovanni.

Come annunciato da un mio articolo del 13 febbraio scorso e con un card di un paio di giorni fa, questo numero del nostro magazine è dedicato al “Marketing in Love”; attraverso i nostri articoli e con l’aiuto dei nostri contributor volevamo analizzare la comunicazione, i dati e le cifre della festa degli innamorati, che sempre di più negli ultimi anni è diventata un appuntamento atteso dai brand e dalle aziende direttamente interessate dall’evento.

Poi la crisi russo-ucraina, cominciata con la svolta europeista del governo di Kiev del 2014, ha visto il precipitare degli eventi nelle prime ore del 24 febbraio 2022, quando il presidente russo Putin ha annunciato un’operazione militare in Ucraina.

Spesso il problema con un mensile online come il nostro è che il macro-argomento di ogni numero viene sempre deciso nei primissimi giorni del mese e che se un avvenimento come una guerra scoppia negli ultimi giorni dello stesso non è possibile modificare niente e si rischia di essere anacronistici, se non proprio indelicati verso quanto sta succedendo nel mondo.

A qualcuno dei nostri affezionati lettori, quindi, l’argomento scelto per questo mese, “Marketing in Love”, potrà sembrare quanto meno avulso dal contesto che stiamo vivendo e, nella migliore delle ipotesi, troppo anticonformista, al limite della spocchia.

Nell'immagine un grande cuore rosso disegnato su di una staccionata - Smart Marketing
Photo by Jon Tyson on Unsplash.

Ma credo che mai come ora parlare di marketing delle emozioni, marketing dell’amore e di sentimenti in generale sia “necessario”.

In questi giorni stiamo assistendo ad una nuova ondata di infodemia; in un paese come il nostro, dove da sempre i media mainstream sono avari di notizie e servizi dall’estero e poco interessati alla geopolitica internazionale, se non quando comporta possibili flussi migratori, i nostri palinsesti sono diventati i nuovi feudi di storici, diplomatici ed esperti di geopolitica che hanno scalzato dai loro troni mediatici e dal dibattito pubblico in generale tutti gli esperti di virologia e immunologia che dominavano stabilmente l’infosfera fino a pochi giorni fa.

In questo scenario mediatico, che troppo assomiglia a quanto successo nei primi mesi della pandemia da Covid19, rischiamo tutti di essere sommersi da questa valanga di informazioni e opinioni, senza riuscire a prendere la giusta distanza dalla questione per poterla analizzare con obiettività e lucidità.

Scopri il nuovo numero: “Marketing in love”

La festa degli innamorati è da sempre capace di catalizzare l’attenzione delle persone; attenzione che i brand cavalcano (a volte) sapientemente sfruttando le peculiarità del marketing dell’amore. Attraverso il nostro particolare punto di vista approfondiremo il marketing dei sentimenti e dell’amore. E chissà quanto, in questo particolare momento storico, ne avvertiamo il bisogno!

Ripetere gli errori del passato è un attimo, come ci dimostra il panico che ci ha colpito e che risulta evidente nelle file davanti ai distributori di benzina e ai supermercati.

Parlare di “Marketing in Love”, di comunicazione emozionale, quindi, non è una scelta elitaria e spocchiosa, ma forse una delle migliori alternative possibili: dovremmo sforzarci, ora più che mai, di pensare, creare ed analizzare una comunicazione più in sintonia con la parte migliore di noi. Anche adesso che l’ansia ci assale, adesso che abbiamo paura, dobbiamo sforzarci di immaginare un mondo migliore. Perché, come ha detto il cardinale Matteo Maria Zuppi: “Il contrario della paura non è il coraggio, ma l’amore”.

Ma, se giunti alla fine di questo editoriale non vi ho ancora persuasi dell’importanza dell’amore e delle emozioni nelle nostre vite e ancor di più nel nostro lavoro di marketers, permettetemi di farvi un esempio di cosa possano fare lo storytelling, la comunicazione ed il marketing quando vengono applicate a uno spot istituzionale.

Quello che vedete in questo articolo è lo spot delle Forze Armate Ucraine del 2014 (l’anno in cui inizia la crisi russo-ucraina), ridiventato virale sui social in questi giorni, che attraverso uno storytelling emozionale e con una messa in scena reale e documentaristica ci dice che: “Nessuno di noi è nato per la guerra, ma siamo qui per proteggere la nostra libertà”. A dircelo sono i soldati stessi, che scopriamo essere i nostri fratelli, i nostri amici, i nostri vicini, persone vere, con vere vite, ma pronte a rischiarle per restare liberi.

Uno spot che è più attuale oggi di quando fu ideato e che ci dimostra l’universalità di certe tematiche, come l’amore e le emozioni, che non scadono e non invecchiano.

Sono debitore per questo incredibile contenuto che non conoscevo ai post di Fabiano Pagliara e Marco Silvestri apparsi su LinkedIn il 26 e 27 febbraio e che ringrazio di vero cuore per la condivisione.

Mai come ora allora restate fedeli alla vostra parte più umana, restate fedeli alle vostre emozioni, restate fedeli alla vostra idea di amore, perché vi assicuro che vi porterà più lontano, nella vita e nel lavoro, di qualsiasi nuova idea alla moda abbiate appreso nell’ultimo corso che avete frequentato o libro che avete letto.

Buona visione e buona lettura, con l’augurio che ciascuno di voi, attraverso il suo lavoro, costruisca la pace.

Raffaello Castellano

 

 

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