Il Natale che verrà 2023 – L’editoriale di Ivan Zorico

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Finalmente ci siamo! Il periodo dell’anno con più lucine e decorazioni di sempre è arrivato.

In un mondo in cui tutto è infinitamente accelerato, dove non si fa in tempo a vivere qualcosa che già si è proiettati all’evento o all’impegno successivo, Natale è ancora uno di quei pochi momenti collettivi in cui tutto un po’ rallenta e si cerca di riscoprire un tempo dal lato più umano. Anche se meme, pubblicità e Black Friday vari, cercano di anticiparne l’arrivo rievocandolo già un paio di mesi prima.

Natale resta uno spazio nel quale poter riconsiderare il bello della scoperta e della fascinazione. Quella stessa fascinazione che troviamo negli sguardi dei bambini e che, allenandola, potremmo recuperare anche noi. Per farlo non serve poi così tanto. Non dobbiamo diventare per forza dei guru, trovare l’illuminazione o altre cose simili. Basterebbe tornare all’essenziale, vivere realmente il tempo presente ed eliminare qualche sovrastruttura di troppo. Sovrastrutture che ormai ci portiamo dappertutto, influenzano la nostra vita e la qualità delle nostre decisioni ed esperienze.

A proposito di sovrastrutture, dato che stiamo vivendo il periodo dell’anno – Natale – in cui si sviluppa il massimo sforzo promozionale per accalappiarsi le scelte d’acquisto dei consumatori, non posso non parlare di quelle che mi sembra ci siano nel mondo del marketing e della comunicazione.

Siamo nel tempo dell’intelligenza artificiale, delle automazioni e dei tecnicismi, che sembrano essere in grado di risolvere tutto: trovare il target giusto, scrivere un copy efficace, lavorare sul retargeting e quant’altro. Per carità, chi sottovaluta, osteggia o addirittura rifiuta queste tecnologie, sicuramente si sta creando un solco dal quale sarà difficile venir fuori. Ma è altrettanto vero che, in tutto questo percorso, spesso si dimentica che dietro le campagne promozionali ci sono delle persone a cui, semplicemente, vogliamo comunicare qualcosa.

Credo che il compito che abbiamo come comunicatori sia esercitarci a far vivere genuinamente esperienze in grado di suscitare attimi di benessere capaci di creare una relazione di fiducia con chi interagisce con noi (brand, prodotti e servizi, etc.). E, ovviamente, non solo a Natale. E, ovviamente, non solo nel mondo digitale.

Qualche settimana fa ho scritto dell’importanza della gentilezza e dei sorrisi nel marketing: lo trovi qui. Sembra una cosa scontata, ma se ci pensi non lo è per nulla. Quante volte, uscito da un ristorante o da un negozio, ti sei sorpreso per la gentilezza del cameriere o dell’assistente alle vendite venuto a contatto con te?

Sono certo che oltre a un senso di piacevolezza, quell’esperienza ti ha lasciato almeno altre due sensazione: 1) sorpresa (purtroppo, non è qualcosa che capita così di sovente), 2) la voglia di ritornarci.

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Finalmente ci siamo! Il periodo dell’anno con più lucine e decorazioni di sempre è arrivato.
Anche se meme, pubblicità e Black Friday vari, cercano di anticiparne l’arrivo rievocandolo già un paio di mesi prima, Natale è ancora uno di quei pochi momenti collettivi in cui tutto un po’ rallenta e si cerca di riscoprire un tempo dal lato più umano.

Con questo dico che possiamo esser bravi, anche molto bravi, a far andare le persone a provare fisicamente i nostri prodotti/servizi attraverso una campagna social o dem, automazioni o quant’altro, ma se non curiamo gli aspetti fondamentali sarà tutto vanificato e, anzi, l’aver alzato le aspettative ci tornerà contro.

E lavorare sui fondamentali vale anche se l’esperienza di acquisto si esaurisce nel mondo digitale. Pensare, ad esempio, a un servizio di customer care efficace, abbattere le barriere di navigazione, avvisare per tempo dei rinnovi automatici dei prodotti/servizi acquistati, etc., sono tutti aspetti che facilitano l’utente e generano una relazione di fiducia. Non possiamo limitarci, quindi, a far atterrare qualcuno su un sito.

Ecco, il mio augurio per questo Natale è tornare all’essenziale: nel marketing porta evidenti benefici, immagina quindi cosa può sviluppare per te nella vita di tutti i giorni.

Se ci pensi, per stare bene, hai bisogno di poche cose. Prenditi cura di quelle.

Buona lettura,

Ivan Zorico

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