Generazione X: una generazione di invisibili, in ritardo e di immigrati digitali

0
1418
Nell'immagine l'interno di una Sala Giochi degli anni '80 - Smart Marketing
Foto di cottonbro da Pexels.

In un recente e come sempre interessante video di Will Media il CEO Alessandro Tommasi spiegava ai Millennials e ai Gen Z l’importanza delle elezioni del 25 Settembre e la necessità per queste due generazioni di andare a votare per far sentire la loro voce e avere una rappresentanza.

Perché, sempre Will Media in un altro post spiegava che: “L’elettorato potenziale degli under 35 è di circa 10 milioni di persone, mentre quello degli over 50 è di circa 26 milioni di persone, senza contare i residenti all’estero”.

Ma fra gli under 35 e gli over 50 ci sono 15 anni, fra i millennials e i boomers ci sta  un’ampia fetta di popolazione che ha dai 36 ai 50 anni e che appartiene alla “Generazione X”, della quale non si parla quasi mai.

Nell'immagine degli adolescenti seduti fra schermi, TV a tubo catodico e vecchie console di videogame - Smart Marketing
Foto di cottonbro da Pexels.

In Italia la Generazione X è composta da circa 14,5 milioni di individui, più del 24% della popolazione.

Trovo molto singolare che questa generazione, che era adolescente e “giovane” fra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso, non faccia sentire la sua voce.

Una generazione che ha conosciuto i primordi dell’informatica e del gaming, che è passata dalle cabine telefoniche ai cellulari (1983) e poi agli smartphone (2007) imparando a gestire in poco più di 20 anni tre tecnologie completamente differenti.

Una generazione che acquistava vinili e musicassette e poi è passata ai CD (1979). Una generazione che ha tenuto a battesimo MTV (1981), ha consacrato il predominio della serialità in TV con i primi Telefilm (no, non si chiamavano ancora Serie TV) ed ha poi imparato a gestire i primi social network come MySpace (2003) e Facebook (2004).

È la generazione che ha ascoltato il grunge, ha giocato nelle sale giochi e ha smanettato sui Commodore 64, una generazione che è stata allo stesso tempo yuppie, paninara e metallara.

Insomma, una generazione che ha fatto esperienza di due mondi, quello analogico e quello digitale, traghettandosi avanti ed indietro, da una sponda all’altra, e per questo è stata chiamata la generazione degli “immigrati digitali”.

Una generazione che ha anche una “certificazione” letteraria, grazie al romanzo di “Generation X: Tales for an Accelerated Culture” (1991) di Douglas Coupland, e che in Italia ha visto anche un format televisivo, quel “Generazione X” condotto da Ambra Angiolini su Italia 1 fra il 1995 e il 1996.

Insomma, la Generazione X esiste, non è invisibile, anche se è schiacciata dai Boomers ed incalzata dai Millennials, non è solo la generazione con la “sindrome del ritardo”, ma è una generazione che ha vissuto l’incertezza e la perdita di senso degli anni ‘90, e, nonostante questo, ancora lotta per avere un posto nel mondo.

 

Ti è piaciuto? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti. Rispondiamo sempre.

SmakNews_Smart_Marketing_logo_SResta aggiornato sulle nostre pubblicazioni e sulle ultime novità dal mondo del marketing e della comunicazione.

Hai letto fino qui? Allora questi contenuti devono essere davvero interessanti!

Iscriviti per restare in contatto con Smart Marketing. Senza perderti nulla!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.