Recovery Fund: si torna a parlare di didattica a distanza

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Foto di Julia M Cameron da Pexels

Dopo un mese di lezioni sono già 400 le scuole colpite dalla pandemia di Covid-19 e il tema della didattica a distanza, che tanto aveva fatto discutere lo scorso anno, torna di attualità.

Se nelle superiori gli alunni sono ampiamente consapevoli della portata del digitale e sanno studiare grazie ai nuovi strumenti, ora l’attenzione si concentra sulle elementari e alle medie. Qui, qualora la didattica a distanza dovesse tornare protagonista è importante formare non solo i piccoli alunni, ma anche e soprattutto i docenti. Per questo il tema della formazione a distanza è al centro dei progetti collegati al Recovery Fund e tra i primi desiderata, assieme alla lotta alle classi pollaio e al rinnovamento dell’edilizia scolastica.

In particolare, i progetti per la scuola digitale riguardano non solo l’accrescimento di competenze degli studenti, ma anche la formazione del personale scolastico.

Foto di Julia M Cameron da Pexels
Foto di Julia M Cameron da Pexels

Proprio il tema dell’Istruzione, formazione, ricerca e cultura rientra tra quelli inclusi nel Recovery Fund e l’obiettivo del Governo è “la completa transazione al digitale della scuola italiana”.

Tre misure per una scuola digitale in Italia

La trasformazione delle scuole in Italia da analogica a digitale passa attraverso tre misure:

  • trasformazione delle aule in ambienti di apprendimento innovativi con strumenti all’avanguardia;
  • creazione di 700 Digital Labs disseminati sul territorio per formare il personale e organizzare attività didattiche innovative per gli studenti;
  • completa digitalizzazione dei sistemi informatici, banche dati e infrastrutture amministrative della istituzione scolastica.

Infine, la scuola digitale punta a potenziare le competenze digitali degli studenti di ogni ordine e grado, mentre per docenti, dirigenti scolastici e personale amministrativo saranno organizzati corsi di aggiornamento professionale ad hoc sulle skills tecnologiche.

Tra i piani previsti dal Recovery Fund nell’ambito dell’istruzione c’è l’attivazione di una piattaforma nazionale di supporto e accompagnamento per lo sviluppo di competenze digitali. Qui si avrà accesso a percorsi certificati, che si affiancheranno alle singole iniziative progettuali per favorire la diffusione di metodologie didattiche innovative.

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Quella che stiamo vivendo è una partita – un round – tra le più difficili che abbiamo mai vissuto sotto tutti i punti di vista: economico, sanitario e sociale. In questo contesto i progetti relativi ai fondi europei del recovery fund potranno e dovranno essere un volano di crescita e di rinnovato benessere.

In poche parole, saranno messe a sistema le iniziative spontanee che hanno accompagnato questi sei mesi di sospensione delle attività didattiche in presenza. Come ha dichiarato la ministra Azzolina, è fondamentale investire sulla formazione di tutto il personale scolastico per rispondere alle esigenze di innovazione digitale che sono emerse durante l’emergenza COVID-19.

La scuola può e deve cambiare e il Recovery Fund dà all’Italia l’opportunità di investire nella digitalizzazione dell’istruzione. Si tratta di una sfida importante, da vincere per rendere il sistema scolastico italiano ancor più attraente e competitivo.

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