Preoccupati per il Caro Bollette? La soluzione è uno zio Fester in ogni famiglia

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Nell'immagine animata zio fester che accende una lampadina mettendosela in bocca - Smart Marketing
Vi ricordate zio Fester della famiglia Addams?
Sto parlando della serie TV originale del ‘64, dove lo zio Fester è interpretato da Jackie Coogan.

Ebbene, in questi giorni in cui in ogni telegiornale, sito web e dibattito politico non si fa altro che parlare di “caro bollette” mi è tornato in mente proprio lui, con quella sua capacità di accendere le lampadine mettendosele in bocca.

Ho pensato che uno zio Fester in ogni famiglia sarebbe la soluzione green e più economica per risolvere il problema.

Scherzi a parte, la situazione energetica è davvero preoccupante: le fortissime tensioni sul fronte ucranino fra la Russia e i paesi della NATO, insieme al crescere della domanda mondiale di energia dopo due anni di pandemia, hanno fatto schizzare i prezzi dell’energia elettrica in tutto il mondo e soprattutto in quei paesi da sempre contraddistinti da un’industria energivora e in più fortemente dipendenti dalle forniture di gas estere, come ad esempio l’Italia.

Secondo quanto riportato da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti ambiente, durante un’audizione al Senato, nel primo trimestre del 2022 per il cliente domestico si sono registrati aumenti su base annua del 131% per l’energia elettrica (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh) e del 94% per il gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo).

Il report di Arera ha anche evidenziato come da gennaio a dicembre del 2021 i prezzi medi mensili dei mercati all’ingrosso abbiano registrato un aumento di quasi il 500% per il gas naturale e del 400% circa per l’energia elettrica. Un rincaro che si è poi riversato sui prezzi di vendita nel Paese a partire dal secondo semestre dello scorso anno.

Nell'immagine la fiamma blu di un fornello a gas - Smart Marketing
Foto da Pexel.

Secondo molti ed autorevoli osservatori internazionali, questa crisi dell’energia, sommandosi a quella delle materie prime ed alla penuria di microchip, ci porterà a vivere la più grande crisi congiunturale e strutturale degli ultimi 20 anni, che determinerà non solo la fine per molte aziende, ma anche il de profundis del sistema delle rappresentanze, siano esse politiche, imprenditoriali o di interessi associazionistici vari.

Nel nostro Paese, già profondamente provato da due anni di pandemia, gli aiuti una tantum del Governo sembrano non bastare, interi settori industriali sono in crisi, centinaia di aziende stanno chiudendo, bisogna provare a risolvere il problema in maniera nuova e radicale, mettendo in campo strategie, e quindi riforme, di medio e lungo periodo.

Va ripensato radicalmente il sistema energetico in quanto tale, perché, è bene ricordarlo, la transizione ecologica, almeno inizialmente, è costosa, e qualcuno dovrà pagarla; continuare a dipendere dal gas importato dai paesi dell’est è costoso e qualcuno dovrà pagare, l’aver detto no al nucleare di ultima generazione ha un costo ed anche questo qualcuno dovrà pagarlo.

Speriamo che non tocchi sempre al consumatore finale accollarsi la fetta più grande di questi costi.

Perchè, purtroppo per noi, non abbiamo uno zio Fester in casa che può risolverci il problema energetico; come sempre, se vogliamo cambiare le cose, non resta altro che rimboccarci le maniche, ed agire come cittadini, come comunità, come istituzioni e come nazione.

 

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