E se il “reskilling” fosse la migliore strategia per la nostra attività di personal branding?

Il marketing spiegato con i film della commedia italiana degli anni ‘80 e ‘90.

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Nella gif una celebre scena del film

Vi ricordate il film “Vieni avanti cretino”?

Nel film, del 1982, di Luciano Salce, uno strepitoso Lino Banfi è Pasquale Baudaffi, un detenuto appena uscito dal carcere romano di Regina Coeli, che cerca di reinserirsi in un mercato del lavoro profondamente cambiato mentre era in prigione.

Pasquale ci mette impegno e costanza, ma la sua mancanza di formazione specifica per i lavori per cui si candida è causa di continui fallimenti e frustrazioni, che rappresentano per noi spettatori il vero motore comico del film.

Eppure credo che il film sia anche esemplare per capire cosa possa significare la mancanza di formazione e quanto sia invece importante fare un reskilling (per usare una parola molto di moda oggi) delle proprie competenze, soprattutto dopo un periodo di fermo.

Molti di noi hanno sperimentato uno di questi periodi di fermo negli ultimi due anni, molti altri hanno perso addirittura il lavoro e in tanti si sono dovuti reinventare in nuove professioni.

Chi ha investito in formazione, approfittando dei lockdown a singhiozzo che hanno caratterizzato sia il 2020 che, almeno in parte, il 2021, si è saputo adattare meglio alle nuove e inedite condizioni che la pandemia da Covid19 ha causato più o meno in tutti i settori lavorativi.

Perché, in un mondo che vira sempre più verso il digitale, con nuove professioni che nascono ogni anno, la formazione, o meglio ancora il lifelong learning, è la migliore alleata di quanti non vogliono restare al palo come il povero Pasquale Baudaffi.

Già, perché l’improvvisazione, ancora più marcatamente nei lavori digitali, è un’ipoteca che accendiamo sul fallimento, giacché in un mondo del lavoro profondamente mutevole e dinamico come quello delle professioni ICT e del web marketing aggiornarsi continuamente è una strategia non solo  necessaria e funzionale, ma indispensabile.

Il fermo di un paio di mesi per un social media manager è cosa ben diversa dallo stesso periodo di fermo per un architetto o un operaio addetto alle macchine a controllo numerico.

Le competenze nel mondo dell’informatica e del web marketing invecchiano molto velocemente, come se fossero governate da una “specifica” legge di Moore.

Il reskilling, la formazione, il lifelong learning, l’approfondimento e l’acquisizione di nuove competenze verticali, ma anche trasversali, sono istanze inderogabili e non procrastinabili che, se opportunamente coltivate, possono davvero fare la differenza tra un vero professionista e uno dei tanti Pasquale Baudaffi che affollano, e molto spesso inquinano, il mondo del lavoro.

Purtroppo per riuscire nel lavoro, è bene ricordarlo, non basta la volontà e l’impegno, che sono comunque fondamentali, dobbiamo formarci e dobbiamo entrare nell’ottica che questa “formazione” non è un momento più o meno lungo, ma è più un processo, o meglio ancora un modus operandi, che deve diventare “nostro” e che deve contraddistinguerci da tutti gli altri.

In questo modo il reskilling e la formazione diventeranno anche i migliori strumenti della nostra attività di personal branding.

Se volete saperne di più sul film, a questo link trovate la nostra recensione.

 

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