Tutto è Comunicazione 2026 – L’editoriale di Raffaello Castellano

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Se tutto è comunicazione, anche un litigio lo è: le riflessioni di Raffaello Castellano tra Watzlawick e Benni su autenticità, relazione e verità nel comunicare.
Immagine di Drobotdean da magnific.com.
Nell'immagine il Direttore responsabile di Smart Marketing Raffaello Castellano“La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio”
È da questa citazione tratta dal romanzo “Margherita Dolcevita” del grande Stefano Benni, scomparso lo scorso settembre, che vorrei partire per parlare di comunicazione, anzi di come “tutto è comunicazione”.
Sono un grande appassionato di comunicazione: ne leggo, la studio e la applico ogni giorno, da quando ho imparato a leggere e soprattutto da quando, nel 1994, ho iniziato a lavorare come venditore.
Una comunicazione efficace, allora, faceva la differenza fra un contratto firmato e una provvigione ottenuta e il nulla di fatto. Come ho detto diverse volte nei miei editoriali, credo che il lavoro di vendita che ho fatto per quasi 7 anni sia il lavoro più bello del mondo, almeno come si faceva fino al 2005, quando la rivoluzione social ha cominciato a cambiare le nostre abitudini di acquisto e relazione.

La vendita diretta, quella che si fa direttamente a casa del cliente, era un laboratorio ideale dove sperimentare e verificare nozioni, tesi e teorie della comunicazione interpersonale.

Lì, a casa del cliente, nel suo ambiente, non nel tuo, una comunicazione strategica e persuasiva faceva tutta la differenza fra un portafoglio pieno o vuoto a fine mese.

Pochi libri di comunicazione, vendita e psicologia, forse neanche uno a pensarci bene, letti in quel periodo non presentavano riscontri e ripercussioni reali nel mondo fisico. Allora, all’età di 22 anni, scoprii che leggere era non solo una skill fondamentale, ma un vero e proprio superpotere. Ecco perché questa pratica è rimasta per me fondamentale e nevralgica anche oggi che mi occupo prevalentemente di giornalismo, marketing e pubbliche relazioni.

Ma torniamo a Benni e alla sua irriverente citazione.

Ma davvero quando litighiamo siamo più sinceri, autentici ed efficaci nel comunicare?

Difficile rispondere. Secondo Paul Watzlawick e gli altri esperti della Scuola di Palo Alto, quanto più è distesa una comunicazione sul piano della relazione, tanto meglio viaggia ed è comprensibile sul piano del contenuto. Quindi, stando agli autori del seminale “Pragmatica della comunicazione umana”, Benni ha torto e, anzi, è vero il contrario.

Se tutto è comunicazione, anche un litigio lo è: le riflessioni di Raffaello Castellano tra Watzlawick e Benni su autenticità, relazione e verità nel comunicare.
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Eppure…

Eppure, molto spesso, la vita ci pone in quelle brutte situazioni nelle quali non reagire d’impulso e con rabbia è molto difficile. Personalmente sono un tipo che, quando perde la pazienza, diventa brutto da vedere. Ma anche in quei brutti frangenti, che spesso sono davvero inevitabili, la mia esperienza, non solo personale, mi porta a dire che la comunicazione, anzi una comunicazione brutale ma autentica e senza maschere, viene messa all’opera.

Certo, poi, molto spesso ci stiamo male, o almeno questo accade a me: rimuginiamo per giorni, mesi a volte, su quello che abbiamo detto e, soprattutto, su come lo abbiamo detto.

Ma, alla fine, dobbiamo convincerci che, benché come esseri umani siamo dotati di raziocinio, razionalità e senso critico, rimaniamo pur sempre esseri biologici, animali. Animali evoluti, certo, ma pur sempre animali. E, come ci insegnano i nostri cugini scimpanzé, i legami veri all’interno di una comunità, di un gruppo, si rafforzano non solo con la pratica del grooming (lo spulciarsi a vicenda), ma, qualche volta, anche con la pratica di lanciarsi gli escrementi.

Escrementi che certo puzzano e sono sporchi, ma che non per questo non possono essere messaggeri di alcune verità e punti di vista.

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Se è vero che i mezzi di comunicazione e la tecnologia si sono sviluppati enormemente in questi anni, è pure vero che gli utilizzatori e i fruitori – noi – sono rimasti gli stessi. Hanno le stesse paure, emozioni, angosce, tormenti, slanci, passioni, pulsioni.

Quindi il litigio è la forma di comunicazione perfetta?

La risposta è “ni”: se diventa la vostra forma di comunicazione principale è sicuramente un male; se invece vi accade qualche volta di perdere le staffe, non fatene una tragedia. Anche se avete lanciato escrementi a destra e manca, la vostra comunità, il vostro gruppo, i veri amici, prima o poi torneranno a spulciarvi per riaffermare e/o rafforzare il legame che hanno con voi.

Perché, se davvero “Tutto è Comunicazione”, allora anche un litigio lo è.

Buona comunicazione e buona lettura a tutti.

Raffaello Castellano

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