Social network e sessualità: cosa è cambiato al tempo di Facebook, Instagram & Co

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Social network e sessualità

Android 12Se fino a un paio di decenni fa le relazioni nascevano sui banchi di scuola, all’università, in palestra o in piazza oggi, al tempo dei social network, incontrarsi è facilissimo grazie alle mille opportunità offerte dalla rete. Dalle bacheche di Facebook e Instagram fino ai guppi di Whatsapp è incrementata la possibilità di fare nuove conoscenze, eppure arrivare a stabilire una relazione stabile è invece difficilissimo.

Il rapporto che nasce sui social media è infatti mutato alla luce di tre parole chiave: intimità, identità e narcisismo come vedremo in questo articolo che riprende la teoria della dottoressa Marilena Iasevoli presentata al seminario dell’Istituto di Sessuologia di Roma dal titolo “Sesso e relazioni online – la nuova fragilità dei legami” ancora nel 2014.

Perché con l’esplodere di tutte le forme di comunicazione online, anche la sessuologia deve evolversi e cominciare ad indagare questo nuovo mondo fatto di chat, emoticon e immagini.

Partiamo con un dato: oggi in Italia il 22% delle coppie etero si incontra online eppure arrivare a stabilire una relazione stabile è difficilissimo in quanto Internet influisce anche sul modo di relazionarsi offline e ha cambiato profondamente il nostro modo di essere. Oggi prima di chiedere il numero di telefono si chiede l’amicizia su Facebook e spesso alla sorpresa del primo incontro si sostituisce la ricerca di informazioni sul possibile partner online: si guardano le foto, gli amici, i post per capire meglio chi è.sexting-scrabble-1140x641

Un comportamento che accelera l’inizio del rapporto ma lo priva della magia delle relazioni che nascevano fino a qualche decennio fa. Anche perché online ognuno mostra solo il meglio di sé. Viviamo dunque il paradosso della postmodernità liquida teorizzato da Zygmunt Bauman che consiste nell’evitare impegni stabili eppure continuare a cercarli, trasformandosi in un’ansia costante. Non tanto perché il virtuale ci spinga a una maggiore diffidenza, quanto perché viviamo in una cultura narcisistica in cui si mostra un’identità costruita e falsata, fatta dai Like degli amici. Non sappiamo più chi siamo e abbiamo difficoltà a metterci in gioco con le nostre debolezze.

L’invito è quindi quello di costruirsi una personalità anche nel mondo reale, Internet non è negativo ma dipende da come si usa. Esistono inoltre molte relazioni che si fermano al virtuale perché la persona rifiuta di mettersi in gioco nella realtà, evitando di mandare foto o accampando scuse per ritardare l’appuntamento offline. La perdita dell’intimità è infine no dei mali di questo secolo, la maggiore difficoltà per i Millenials è creare un vero rapporto a due anche in una seconda fase.

c95ab573ba5e7e2cf3c46f4f07efe4d7_XLConcludo invitando a una riflessione su come Internet abbia reso più superficiali i rapporti e su come chi non usa i social si senta oggi sperduto. Ma bisogna adeguarsi per forza a questo nuovo modo di rapportarsi all’altro? Il problema è piuttosto una crescente paura dell’intimità vissuta soprattutto da chi ha un’identità personale instabile e non regge il confronto con il mondo reale.

Le due parole chiave della sessualità al tempo dei social sono quindi intimità e identità in quanto stare in una relazione intima con l’altro significa anche stare in relazione con se stessi, abbandonando quel narcisismo imperante che ci vuole persone sempre felici, realizzate e di successo.

Ben vengano quindi le relazioni che nascono sui social, con l’augurio però che si trasformino poi in rapporti reali offline.

Hai letto fino qui? Allora questi contenuti devono essere davvero interessanti!

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