Da quando tutto è pubblico sulla rete (o almeno così si crede) e le fake news sono dietro l’angolo, i cittadini-elettori sono sul piede di guerra sulle pagine social oltre che nei vari Bar Sport per commentare la situazione italiana.

Quale migliore occasione del periodo elettorale per fare il pelo e contropelo ai governanti o aspiranti tali?
Tra le piattaforme che più hanno fatto parlare di sè, Facebook è in cima alla lista.

Da alcune settimane compare sul proprio profilo l’icona “Punti di Vista” per vedere, attraverso le differenti dichiarazioni dei leader, cosa ne pensano i partiti su tematiche all’ordine del giorno, come   impresa, immigrazione, fisco, lavoro. Ci sono poi questioni importanti ma meno calde come cultura, agroalimentare e tecnologia per un totale di 20 argomenti.

Un modo comodo, mobile, tramite il social network per arrivare più preparati al voto, dice lo slogan.

Utilizzando la stessa piattaforma è possibile seguire le interviste in diretta Live dei giornalisti ANSA e c’è anche una sezione “Candidati” dove attraverso post si possono porre direttamente ai politici domande su tematiche elettorali, a partire dalle circoscrizioni.

E i quasi governanti come l’hanno presa?
Le polemiche non sono mancate. Infatti, come sottolineato nel promo dell’iniziativa, vengono presi in considerazione solo i partiti che rappresentano almeno l’1% delle intenzioni di voto. Ma a quanto pare alcuni ne sono rimasti fuori e questo ha creato polemiche e accuse di manipolazioni. In effetti, ad un partito appena nato, sconosciuto e con poche risorse, il social network non agevola certo la diffusione delle posizioni e, anzi, contribuisce ancora di più a incasellarlo tra i “senza speranza” tanto da non farlo apparire nella lista di chi parlerà in diretta live.

Campagne elettorali social. Fonte: Ministero dei Meme
Campagne elettorali social. Fonte: Ministero dei Meme

Questa opportunità, tra informazione e propaganda 3.0, potrebbe forse supplire alla mancanza di giovani alle urne registrata negli ultimi tempi, cercando di attirare l’attenzione degli elettori disertori e di rendere gli habituè del voto più consapevoli. L’attesa ci dirà se in effetti l’età media si è abbassata interessando anche gli utenti attivi su Facebook.

Uno strumento storico (attivo dal 2012), made in Italy ma meno noto è Pagella Politica, che si occupa di verificare la veridicità di dati, informazioni e bufale che spopolano nella politica nostrana.
Passato alle cronache in questi giorni per una collaborazione con Facebook per il controllo delle fake news, l’attività di questo pool di giornalisti si amplia anche al controllo della correttezza delle asserzioni.

Sul loro sito si può trovare una corposa sezione di dichiarazioni con tanto di valutazione e raffronto con i dati forniti da altri Enti, bufale provenienti da giornali e siti on line, quotidianamente aggiornate, per poi passare ad una dettagliata analisi dei governanti.

Oltre 1500 dichiarazioni degli esponenti attuali analizzate e più di 500 delle passate glorie italiane. Un bel numero se si pensa che sono attivi da alcuni anni e una bella indicazione su quanto si parla (parla, parla) nella politica nostrana.
E come non pensare, vedendo i giudizio “Vero”, “Ni”, “C’eri quasi”, “Pinocchio andante” e “Panzana pazzesca”, a quegli intensi lunedì mattina, di attese e trepidazione davanti all’immancabile  Gazzetta rosa che con i suoi voti mette in moto l’Italia?

E così come il Fantacalcio muove le masse, perchè non fare la Fantapolitica per interessare i giovani?
Altro che social ed elezioni 3.0. Noi restiamo la nazione del Bar Sport.

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