Oggi tutti noi viviamo in una società frenetica e orientata alla produttività e siamo costretti a ritmi lavorativi vertiginosi. Essere sempre connessi porta spesso a una sindrome da esaurimento da lavoro o burnout, che rappresenta una seria minaccia per il benessere personale e professionale della persona. Tra le cause scatenanti di questa patologia, associata tanto all’eccesso di lavoro quando alla sua mancanza, c’è una condizione di stress cronico mal gestito e non affrontato in modo professionale. Quali sono le caratteristiche che indicano che si è a rischio burnout o si soffre di questo problema:

  • sensazione di esaurimento e mancanza di energie;

  • incremento dell’isolamento, sensazioni negative o cinismo legati al lavoro;

  • ridotta efficacia personale.

Il burnout diventa, allora, la risposta allo stress da lavoro cronico e persistente e si caratterizza per l’esaurimento fisico ed emotivo. Non di rado il libero professionista e il dipendente considerano le persone come oggetti, lavorano in modo meno produttivo ed efficace e soffrono di una perdita di significato che riguarda il loro operato. La soluzione a tutto questo si chiama work-life balance, da rendere possibile anche in una vita da iperconnessi.

Foto di Anna Tarazevich da Pexels.
Foto di Anna Tarazevich da Pexels.

La soluzione allo stress da lavoro: il work-life balance

Chi è lavoratore dipendente o autonomo deve avere la consapevolezza che va mantenuto e rispettato un equilibrio tra vita personale e professionale per stare bene con se stessi. Il work-life balance non si basa su regole valide per tutti, ma si tratta di un processo ad personam che varia e si costruisce via via nel tempo. Tuttavia, ci sono tre consigli utili per ritrovare la serenità e combattere il burnout:

  • allontanare il perfezionismo, dato che la perfezione maniacale è nemica del benessere a differenza del fatto di puntare all’eccellenza costante. Come diceva Puder York “Man mano che la vita si espande è molto difficile, sia dal punto di vista neurologico che psicologico, mantenere l’abitudine alla perfezione”;
  • scollegarsi e non essere sempre connesso: la vita da iperconnessi rende più labile l’equilibrio lavoro – tempo per sé e il risultato è quello di sentirsi sempre al lavoro. Provare a spegnere il telefono e godersi il momento è un ottimo modo per stare subito meglio;
  • prendersi cura di sé: anche chi lavora tanto non deve dimenticarsi di prendersi cura di sé stesso, soprattutto se è stressato. In questo caso fare sport permette di rilasciare endorfine, i cosiddetti ormoni della felicità. Non meno importanti per allontanare lo stress della vita sempre connessa sono la mindfulness e la meditazione.

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A distanza da un anno dal primo lockdown, siamo ancora qui a confrontarci con chiusure più o meno generalizzate e con abitudini di vita e di lavoro che fatichiamo ancora a fare nostre. Ecco i nostri suggerimenti per la vostra remote life.

Chi ha raggiunto un corretto work-life balance si sente bene con se stesso e appagato e per questo i migliori manager e professionisti sono quelli che sanno gestire l’equilibrio tra vita personale e professionale. Il risultato? Ogni momento di lavoro e di tempo libero sarà vissuto con gioia e senza stress e si potrà aumentare la produttività e l’efficienza raggiungendo anche quegli obiettivi considerati impossibili.

Anche se viviamo in mondo frenetico e iperconnesso, il consiglio è quello di prendersi le giuste pause spegnendo, almeno qualche volta, il telefono per riscoprire il piacere delle piccole gioie quotidiane.

Provare per credere!

 

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