Giovanni: Lo sai che con 20 milioni si può comprare un bar in Costa Rica? Sulla spiaggia… sole, mare, un sacco di palme.

Aldo: Tutto l’anno in costume?

Giovanni: Tutto l’anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio eh… bisogna abbandonare tutto.

Aldo: E se ti va male?

Giovanni: E beh, il rischio c’è. Del resto, se non rischi. Tu non hai mai rischiato?

Aldo: Una volta…una volta ho messo 2 fisso a Inter-Cagliari.

Sono passati 24 anni da quello che può essere considerato uno dei film più riusciti ed anche più citati di Aldo, Giovanni e Giacomo. “Tre uomini ed una gamba” esce infatti nelle sale cinematografiche il 27 dicembre del 1997 e rappresenta l’esordio cinematografico del Trio.

Spinto dai vari post social delle pagine dedicate ai tre comici che ne ricordavano l’anniversario, da buon nostalgico mi sono riversato su YouTube per rivedere qualche spezzone del film. Da sempre, la scena in cui Aldo e Giovanni si confidano, nella piazzetta difronte l’ospedale dov’è ricoverato Giacomo, è una delle mie preferite. Si respira amicizia, verità, malinconia e desiderio. E oggi, a 38 anni e dopo tutto quello che abbiamo vissuto (e che stiamo vivendo), l’ho trovata ancora più suggestiva.

A metà del loro viaggio e con una vita poco soddisfacente, l’idea di aprirsi al cambiamento non appariva poi così balzana. Decidere di abbandonare il “porto sicuro” (ma non “amico”) per raggiungere i propri obiettivi (e la felicità) era una opzione sul campo. Opzione che, alla fine del film, i tre decidono di percorrere.

Rivendendo quella scena ho pensato a due cose.

La prima, oggi il cosiddetto porto sicuro non esiste più. Al netto delle due epoche neanche minimamente comparabili a livello lavorativo – parliamo di un mondo pre internet, pre precarizzazione del mondo del lavoro e con remunerazioni mediamente più alte -, in questi ultimi anni ci siamo resi conto che tutto è incerto e che il cambiamento è un fattore endemico. La seconda è che per raggiungere i propri scopi bisogna mettere in discussione la propria vita e cercare di fare qualcosa di diverso.

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Possiamo decidere che il 2021, al pari del 2020, sia completamente da buttar via, oppure possiamo scegliere di focalizzarci su altro… sulle nuove consapevolezze raggiunte, sul nuovo valore che diamo al tempo ed allo stare insieme. Ossia, su quanto di buono è comunque accaduto o su cosa abbiamo imparato.

Arrivano momenti nei quali sentiamo di dover cambiare. Vuoi perché accade qualcosa che ci spinge al cambiamento – cfr. Giacomo che incontra l’amore – o vuoi perché si raggiunge la consapevolezza di ciò che si vuole davvero dalla vita – tutti e tre quando decidono che cambiare direzione è la cosa più giusta da fare –.

Quanto è attuale.

Se questi due anni di pandemia ci hanno insegnato qualcosa, è che tutto è incerto e che la sicurezza è una pura illusione. Sarà per questo che in molti, soprattutto tra i millennials e la generazione z, proprio in questo periodo stanno scegliendo di diventare artefici del cambiamento, autodeterminare la propria vita e cercare di raggiungere i propri obiettivi. Preso atto che non vale la pena sacrificare le proprie passioni e valori in nome di una sicurezza soltanto apparente, decidere di puntare su se stessi è diventato un passaggio ben più accessibile. Ed è quello che sta accadendo. D’altronde basta parlare con le persone per capire che questo è solo l’inizio. E ovviamente non si parla solo di lavoro. Si parla di desiderare di vivere in un’altra città, di cambiare stile di vita, di riappropriarsi del proprio tempo, etc.

Certo, ci vuole coraggio eh… bisogna abbandonare tutto. – E se ti va male? –  E beh, il rischio c’è. Del resto, se non rischi. – Tu non hai mai rischiato?

Ti è piaciuto? Hai qualche considerazione in merito? Fammelo sapere nei commenti. Rispondo sempre.
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