Si è da poco conclusa la 35esima Settimana Internazionale della Critica a Taranto, l’evento realizzato dall’Apulia Film Commission, Comune di Taranto e SNCCI e finanziato dalla Regione Puglia, che si è svolto il 26 e 27 giugno presso lo Spazioporto di Taranto, struttura dedicata al mondo del cinema, nata da pochi mesi nella cittadina jonica; media partner dell’evento il nostro magazine Smart Marketing.

Due giorni di proiezioni, a cura del Critico Cinematografico SNCCI Gemma Lanzo, che si sono conclusi con l’intervento dei critici Massimo Causo e Davide Di Giorgio, che hanno anticipato la visione del docu-film “The Rossellinis”.

Una scena del film The Rossellinis - SIC Taranto - Smart Marketing
Un momento della proiezione del docu-film “The Rossellinis”, allo Spazioporto durante la SIC a Taranto.

Il docu-film è diretto da Alessandro Rossellini, nipote del famoso regista Roberto Rossellini e il motivo che l’ha spinto a girare questo documentario è raccontare e raccontarsi la verità, quella verità che sta dietro il genio universalmente riconosciuto che ha girato il capolavoro “Roma città aperta”, rendendolo uno dei film simbolo del neorealismo cinematografico italiano.

Alessandro, nipote cresciuto dai nonni quasi come un figlio, cerca di ricostruire le vicende di tutta la famiglia partendo dal legame particolare che lo lega ad ogni componente della grande famiglia dei Rossellini.

Il documentario inizia con il funerale di nonno Roberto, che diventa l’espediente per presentare tutti i protagonisti, insieme ai titoli di testa che mostrano una panoramica di foto di famiglia. Dopo quarant’anni il regista si ritrova nella cappella di famiglia con la zia Isabella e inizia il racconto della sua vita sfortunata, fatta di problemi con la droga e mancanza di denaro, condizioni in cui, visto il prestigio delle sue origini, mai si sarebbe aspettato di vivere.

Tanti i conflitti nella sua grande famiglia e tanta l’ossessione per quel capofamiglia che amava avere tutti al suo cospetto, in sua adorazione, come fossero allo stesso livello dei tanti fan che aveva nel mondo.

Il regista intervista dapprima suo padre Renzo, regista anche lui, e da lì inizia il tormentato racconto della madre, il cui allontanamento probabilmente è stato causato proprio dalla famiglia. Successivamente Alessandro va in visita alla residenza estiva di Ingrid Bergman dopo la separazione e incontra lo zio Roberto e tra i tanti racconti di famiglia il regista parla di questa ansia da prestazione che lo accompagna sin da piccolo, quando tutti prevedevano per lui un futuro meraviglioso.

Svelando le sue fragilità e ripercorrendo la vita di tutta la famiglia, Alessandro cerca di persuadere tutti dell’esistenza di una vera e propria sindrome, una sorta di malattia che colpisce lui e tutti i suoi familiari, la “rossellinite”, un mix di sentimenti che fa sentire sempre inadatti, ma desiderosi di bellezza, di successo, una ricerca affannosa di quella perfezione che tanto rivede nella famiglia della zia Isabella. Isabella Rossellini, forse l’unica della famiglia ad aver raggiunto la notorietà del grande Roberto, bella, bellissima, attrice, modella, donna forte e vincente dalla luminosa carriera, ma anche piena di grande dolcezza ed umanità, quella stessa umanità che l’ha spinta in passato ad aiutare economicamente il nipote Alessandro, quando quest’ultimo le chiese denaro per difficoltà economiche, che poi utilizzò per un Rolex, per cercare di sentirsi anche lui, nel suo piccolo, un vincente.

Il docu-film scorre tra video di famiglia, spezzoni di film, interviste dell’epoca e prosegue con l’intervista ai figli di Isabella e alla sorella gemella Isotta Ingrid, che racconta di aver vissuto tutta la vita con il peso del continuo paragone con la sorella, così diversa da lei e dalla bellezza così irraggiungibile.

Una scena del dcou-film The Rossellinis - Smart Marketing
Una scena del dcou-film The Rossellinis

Uno dei momenti più toccanti è sicuramente l’incontro del regista con la madre che ora vive in una clinica e che non vedeva da otto anni: lei era una bellissima ballerina di colore e la conoscenza con Renzo fu nel segno di quella tanto ostentata inclusione di cui il nonno Roberto si faceva portavoce, ma nella sua famiglia allargata questa donna non ha mai meritato un posto, infatti, racconta di essere stata allontanata e di aver dovuto lasciare il figlio ancora piccolo.

Ma le molteplici vite di Roberto Rossellini non finiscono qui, perché finiti i soldi e in crisi con il cinema, lui parte per l’India dove troverà l’ennesima moglie con cui formerà un’altra famiglia.

Questo percorso storico e interiore si conclude con una grande riunione di famiglia in cui il regista dopo tanti anni metti insieme tutti i Rossellini e scopre che in realtà la “rossellinite” era tutta nella sua testa, perché davanti si ritrova sicuramente una famiglia non usuale, allargata e complessa, ma assolutamente piena di amore; si accorge che probabilmente lui, con la sua vita difficile, è stato il collante di questo ramificato albero genealogico.

A fare da timbro a questa ritrovata unione familiare ci ha pensato la rivista Vogue Italia, che ha deciso di fotografare tutta la famiglia Rossellini, dai più grandi ai più piccoli, tutti con abiti firmati Dolce e Gabbana, a suggello di quella bellezza che li tocca inevitabilmente, grazie solo a quel cognome.

 

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