Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. – La sfida è un futuro sostenibile, e con l'AI si può vincere. Con Michela Milano


La sostenibilità è uno degli argomenti che più tiene banco nel dibattito politico ed economico mondiale. Come sappiamo, la sostenibilità tratta ambiti molto complessi e variegati e presenta tre principali aree particolarmente problematiche strettamente connesse tra loro che sono: la società, l’economia e l’ambiente.

Gestire una smart city, una crisi pandemica come quella che stiamo vivendo, un’emergenza migratoria oppure ambientale legata ai cambiamenti climatici, come gli incendi di vaste aree o le grandinate ed i temporali particolarmente violenti, sono tutti ambiti nei quali i “decisori”, siano essi politici, economici o di pubblica sicurezza, si trovano a gestire una grandissima quantità di dati. E quando si parla di dati, l’Intelligenza Artificiale può sicuramente venirci in aiuto.immagine2

Come sappiamo, una delle migliori capacità delle A.I. è quella di estrapolare “modelli” da una grande quantità di dati grezzi. Questi modelli sono principalmente di tre tipi: descrittivi, predittivi e decisionali.

È facile capire le caratteristiche di ciascun modello.

Quelli descrittivi sono quei modelli che “descrivono” la realtà sulla quale si vuole riflettere.

Quelli predittivi sono invece quei modelli che cercano, dagli stessi dati, di estrapolare delle ipotesi e degli scenari futuri quanto più accurati possibile.

Infine quelli decisionali sono quelli che in base ai dati forniti dai modelli predittivi cercano di orientare e “supportare” le decisioni degli operatori umani. Decisioni che grazie all’A.I. saranno “informate” e quindi con molta probabilità quelle più sicure.

I sistemi maggiormente utilizzati in questi specifici ambiti e che si sono dimostrati i più adatti e con le performance migliori sono quelli di Machine Learning.

I sistemi di A.I. si sono rivelati particolarmente utili nel gestire al meglio situazioni di crisi, proprio in virtù del fatto che le decisioni che prendono sono sempre le più razionali possibile, mentre gli esseri umani, quando si trovano a gestire situazioni al limite, spesso assumono comportamenti irrazionali o, peggio, si fanno prendere dal panico.

Ci sono alcuni ambiti però dove le A.I. sono ancora indietro, una su tutte è la questione “etica”, anche se in questo campo si sta lavorando molto per superare il gap. La questione etica per le A.I. è di stringente attualità, vista, ad esempio, la sempre maggior diffusione delle auto a guida autonoma.

Nella foto Michela Milano, docente all’Università di Bologna - Smart Marketing
La protagonista del 12° podcast, Michela Milano, docente all’Università di Bologna e Direttrice Centro Interdipartimentale Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence.

Le domande in questo campo di studi sono molteplici:

Se una macchina a guida autonoma investe una persona e ne causa il ferimento o peggio la morte chi è responsabile?

L’Intelligenza artificiale, l’azienda costruttrice di quella tecnologia, o il conducente che si è fidato della sua auto a guida autonoma?

In caso di un pericolo su strada noi umani, con i nostri tempi di reazione, ci affidiamo all’istinto, ma le A.I., con la loro mostruosa capacità di elaborare migliaia di dati in pochi secondi, nelle stesse condizioni, sono in grado di prendere una decisione “ragionata”, che però potrebbe essere carente proprio dal punto di vista etico.

Interessante a questo proposito è l’esperimento della “Moral Machine”, messo a punto dai ricercatori dello Scalable Cooperation Group del MIT Media Lab, una piattaforma online per la raccolta di dati su larga scala, che nell’arco di 2 anni ha raccolto quasi 40 milioni di risposte di tipo etico in tutto il mondo per provare a rispondere alla domanda:

Le auto intelligenti sanno compiere delle scelte morali?

La prima sorprendente risposta a questo esperimento è stata quella che ha messo in evidenza che non esistono “principi” morali ed “etici” condivisi in tutto il mondo e che le A.I. che vengono create, programmate e addestrate in particolari contesti geografici e culturali risentono appunto di queste variabili.

Di questo e di molto altro si parla nell’ultimo episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology) che vede il solito Igor Principe, giornalista di Radio IT, dialogare con Michela Milano, docente all’Università di Bologna e Direttrice Centro Interdipartimentale Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence.

Sostenibilità, etica ed intelligenza artificiale al centro del 12° ed ultimo episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, che nell’ultimo anno ci ha permesso di approfondire molti ambiti dell’A.I, che sembrano riguardare il nostro futuro ed invece sono già il nostro presente.

Buon Ascolto!

 

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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - L’intelligenza artificiale in azienda? La si porta così. Con Marina Geymonat


Tutti, o quasi, conosciamo la regola mnemonica per il gioco del Poker per ricordare il valore dei semi delle carte.

È la famosa “Come Quando Fuori Piove” dove le iniziali delle quattro parole “C – Q – F – P” ci aiutano a ricordare la gerarchia del valore dei singoli semi “Cuori Quadri Fiori Picche”.

Ma anche quando parliamo di Intelligenza Artificiale questa tecnica mnemonica può tornarci utile per comprendere, in particolare, a cosa stare attenti quando decidiamo di adoperare l’I.A. in azienda, soprattutto nella forma più comunemente utilizzata dalle imprese, ossia quella della machine learning.

A spiegarci in che maniera il “Come Quando Fuori Piove” possa tornarci utile prima di investire i nostri budget in sistemi di Intelligenza Artificiale è Marina Geymonat, una grande esperta del mondo aziendale (infatti è Responsabile Piattaforme di Intelligenza Artificiale per TIM) che, insieme al giornalista di Radio IT Igor Principe, ci guiderà in questo interessantissimo 11° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology).immagine2

Scopriremo allora che il Come/Cuore serve per comprendere che quando un’impresa decide di investire in sistemi di Intelligenza Artificiale bisogna tenere lo sviluppo di queste tecnologie il più possibile vicino al cuore dell’azienda. Perché solo chi lavora dentro le aziende può “guidare” gli esperti tecnologi e informatici, reclutati in università o centri di ricerca esterni, verso la creazione di un sistema di I.A. che risolva davvero i problemi posti in essere dall’impresa. Le intelligenze artificiali che funzionano meglio sono proprio quelle sviluppate ad hoc o quantomeno personalizzate all’interno delle società che poi li andranno ad utilizzare.

Il mezzo migliore per permettere che la nuova tecnologia di I.A. sia sviluppata vicino al cuore dell’azienda è la formazione del personale interno; la formazione non deve essere iper-specialistica, ma preparatoria, e si può attuare attraverso un piccolo master, nell’ordine della decina di ore; il personale così formato comprenderà passo passo e “parteciperà” allo sviluppo e all’applicazione di questa nuova tecnologia.

Il Quando/Quadri rappresenta invece i tempi e i soldi che l’azienda decide di investire in tecnologie di I.A.. Il problema principale quando un’azienda decide di investire negli algoritmi dell’Intelligenza artificiale è che ha fretta di vedere i risultati “mirabolanti” di cui tanto si sente parlare in giro; ed allora succede che dopo la creazione e lo sviluppo del sistema di I.A. personalizzato (che, come abbiamo detto, nel campo aziendale sono soprattutto sistemi di machine learning) il management abbia fretta di risultati e spesso decida di abbandonare la nuova tecnologia, prima che le sia stato permesso di apprendere ed elaborare i dati raccolti nel mondo reale. La fase più importante per gli algoritmi di I.A., usciti dal laboratorio e messi al lavoro nella vita vera, sul campo, è proprio questa fase di “addestramento”, perché più dati l’I.A. raccoglie, più evolve e più precise e performati saranno i suoi risultati.

La protagonista del 11° podcast, Marina Geymonat, responsabile Piattaforme di Intelligenza Artificiale per TIM.
La protagonista del 11° podcast, Marina Geymonat, responsabile Piattaforme di Intelligenza Artificiale per TIM.

C’è poi il Fuori/Fiori, due parole perfette secondo Marina Geymonat per spiegare, attraverso l’esempio di un “fiore trilobato” (con tre lobi/petali), quali sono gli attori necessari di cui bisogna tener conto quanto si decide di sviluppare ed adottare in azienda delle nuove tecnologie di I.A..

Il primo lobo del Fiore sono gli utilizzatori finali, che quelle tecnologie e quegli algoritmi dovranno poi utilizzare. L’errore più comune delle aziende è quello di far calare dall’alto le nuove tecnologie di I.A. che spesso dopo tanto tempo e denaro spesi per il loro sviluppo finiscono per non essere adoperate sul campo, diventando degli investimenti fallimentari. Far partecipare “gli utilizzatori finali” ai vari processi di trasformazione tecnologica, anche attraverso una formazione propedeutica, è la migliore assicurazione che poi quelle stesse tecnologie vengano effettivamente utilizzate.

Il secondo lobo del Fiore sono gli esperti di I.A., interni ed esterni all’azienda, che si sono reclutati per sviluppare la nuova tecnologia, far dialogare i vari esperti tra loro, con il management dell’azienda e con gli utilizzatori finali; esso permetterà di sviluppare, testare e far funzionare al meglio le nuove tecnologie che si andranno ad adottare.

Terzo ed ultimo lobo del Fiore è rappresentato da tutto il comparto aziendale dell’information technology: sembra paradossale, parlando di soluzioni informatiche, ma spesso gli esperti di I.A. e gli esperti di I.T. già presenti in azienda non dialogano tra loro, decretando il fallimento della nuova tecnologia che si va sviluppando. Questo succede perché le tecnologie dell’intelligenza artificiale sono ritenute cosi innovative da venire isolate, o da isolarsi, dai settori dell’I.T., che invece sono non solo fondamentali al loro sviluppo, ma saranno anche i principali fruitori dei risultati e delle soluzioni di I.A. che si adotteranno in azienda.

Infine, l’ultimo seme, il Piove/Picche, è perfetto per spiegare tutto quello che non bisogna fare quando si decide di sviluppare ed adottare in azienda una nuova tecnologia di Intelligenza Artificiale. Secondo Marina Geymonat innanzitutto bisogna non rimanere ancorati alle abitudini ad al modo di lavorare del passato, bisogna passare da una modalità lavorativa per requisiti ad una modalità per dati ed obiettivi, poi bisognerebbe abbandonare le modalità di lavoro a “silos”, a compartimenti stagni, che nelle aziende del passato era un metodo vantaggioso che funzionava; nelle aziende moderne, ancor di più se decidono di adottare tecnologie dell’I.A., avere un vocabolario comune e far lavorare i vari comparti in modalità end-to-end è fondamentale.

Il lavoro nelle aziende deve svilupparsi in ampiezza, coinvolgendo tutti quei settori che, a priori, sembrano avere poco o nulla a che fare con l’adozione di una nuova tecnologia di I.A., perché per addestrare al meglio le intelligenze di silicio prima bisogna formare, far dialogare ed interagire le intelligenze degli esseri umani che lavorano fra loro e che lavoreranno con le nuove tecnologie dell’Intelligenza Artificiale.

Se volete scoprire come utilizzare al meglio la tecnica mnemonica del “Come Quando Fuori Piove” per capire quali sono i passi fondamentali da intraprendere in azienda prima, dopo e durante l’acquisizione di nuove tecnologie dell’I.A., non vi resta che infilare le cuffie ed ascoltarvi questo interessatissimo 11° episodio del podcast di “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, che ci propone una vera roadmap per orientarci in questi nuovi e spettacolari territori.

 

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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - Senza queste tecnologie, l'Intelligenza Artificiale funzionerebbe? Con Marco Aldinucci


Gli storici e gli storici dell’arte sono concordi nel dire che il Rinascimento si sviluppò sia in risposta alle grandi epidemie di peste che avevano flagellato l’Europa e l’Italia, sia perché la voglia di ricostruzione e rinascita aveva fatto fiorire, oltre alle arti, pure l’economia e le città.
In tempi più recenti pensiamo ai soldi del Piano Marshall ed al Boom economico che si sviluppò in Europa dopo la II Guerra Mondiale, dapprima in Germania, ma poi anche in Italia, dove la “ripresa” fu così incredibile che si parlò addirittura di “Miracolo Economico” e sociale.
Anche in questo caso più recente a fiorire furono tutti i comparti produttivi e culturali, grazie sia agli investimenti, che pure alle “infrastrutture”. Possiamo concludere che senza un adeguato “ecosistema” non avremmo avuto né il Rinascimento né il Miracolo Economico e Sociale.

 

Ma perché vi sto parlando di questo?

Perché un ecosistema tecnologico adeguato è necessario anche alla fioritura della rivoluzione tecnologica messa in atto dall’Intelligenza Artificiale, ed è proprio questo l’argomento dell’interessantissimo 9° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology).immagine2

A dialogare con il giornalista di Radio IT, Igor Principe, c’è infatti il prof. Marco Aldinucci, docente di High Performance Computing all’Università di Torino, che ci parlerà di tutte quelle tecnologie come High Performance Computing, 5G, Blockchain, cloud, edge/fog computing, necessarie affinché le innumerevoli I.A. che popolano le nostre vite possano svolgere al meglio i loro compiti e fornire i loro incredibili risultati.

Prendiamo ad esempio l’High Performance Computing (HPC), in italiano Calcolo ad Elevate Prestazioni, che sono le tecnologie utilizzate da computer cluster per creare dei sistemi di elaborazione in grado di fornire delle prestazioni molto elevate, nell’ordine dei PetaFLOPS, ricorrendo tipicamente al calcolo parallelo.

Il protagonista del 9° podcast, Marco Aldinucci, docente di High Performance Computing all'Università di Torino.
Il protagonista del 9° podcast, Marco Aldinucci, docente di High Performance Computing all’Università di Torino.

Siccome le Intelligenze Artificiali si nutrono esclusivamente di dati, va da sé che senza una potenza di calcolo adeguata i loro algoritmi sarebbero inutili, perché le risposte che fornirebbero ci metterebbero mesi, se non anni, ad essere elaborate.

Per consentire le performance delle I.A. sono quindi necessari dei “super computer”, che, ci spiega Marco Aldinucci, permettono di svolgere milioni di miliardi di operazioni al secondo e quindi fornirci le risposte in tempi sempre più brevi. Anche in Italia sono presenti dei super computer come Marconi 100, installato presso il consorzio interuniversitario CINECA.

Ma in Italia è presente anche un secondo super calcolatore, l’HPC5 di ENI, che attualmente è in sesta posizione fra i supercomputer più potenti del mondo, oltre che il primo in Europa. Attivo presso il Green Data Center di Ferrera Erbognone (Pavia), viene utilizzato dalla compagnia per custodire i dati di tutte le esplorazioni e di tutti i giacimenti scoperti da ENI in oltre settant’anni di storia e ad elaborare i metodi migliori per estrarre gli idrocarburi che ancora contengono.

Ma, al netto di questi due super computer, in Italia, continua Aldinucci, per molte altre voci dell’ecosistema la situazione non è semplice ed anche un po’ sconsolante, perché: “come è nostro costume, prima costruiamo un quartiere di una città, poi ci poniamo il problema di fare le fognature, i mezzi di trasporto e i servizi”.

Se volete saperne di più sull’ecosistema tecnologico italiano, non vi resta che infilare le cuffie ed ascoltare questo interessantissimo podcast che ci racconta che non solo una tecnologia, ma pure una società si sviluppa e conosce un vero progresso solo se c’è un “ecosistema” che lo consente.

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Ascolto dunque sono: i podcast in Italia nel 2020 secondo l’indagine Nielsen


Il bisogno di storie e narrazione è profondamente radicato nell’animo e nei geni umani. Secondo gli studi di antropologia e linguistica più recenti, sembra che il nostro apparato fonatorio e il linguaggio stesso si siano evoluti per consentire di raccontare storie e quindi tramandarsi saperi, informazioni, memorie, leggende e eventi.

Non bisogna fare un grande sforzo per immaginare i nostri lontani progenitori, in una qualche grotta africana, raccolti intorno al fuoco a raccontarsi storie e leggende. La straordinaria intelligenza dell’Homo Sapiens (ma forse già quella dell’Homo erectus e dell’Homo di Neanderthal) si sviluppò, sempre secondo gli antropologi, per due motivi principali: la posizione eretta, che liberò le nostre mani facendole diventare strumenti complessi e raffinati, e la capacità di parlare e raccontare, che servì per allentare tensioni e consolidare legami nelle ampie società che man mano si venivano a formare.

Perché vi sto “raccontando” tutto questo???

Perché ho ripensato ai nostri antenati, tutti intenti a raccontarsi e sentire storie, ascoltando un podcast di Radio IT, che parlava di una recente indagine di Nielsen, commissionata da Audible e presentata all’ultima edizione UNITED STATES OF PODCAST, che fotografa quello che alcuni hanno definito “Il nuovo Rinascimento dell’Audio”.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels
Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Come molti di voi certamente sapranno, i podcast sono diventati uno dei mezzi di maggior consumo, in Italia e nel mondo, per quanto attiene la musica, le news, l’intrattenimento e l’approfondimento.

Il fenomeno, ma più corretto sarebbe dire la tendenza, è ormai in atto e consolidata da almeno 3 anni, ed infatti i numeri degli ascoltatori dei podcast salgono – a doppia cifra – in tutte le fasce di età, con particolare riferimento alla fascia 18 – 35 anni.

Secondo l’indagine Nielsen, l’ascolto dei podcast, durante il primo lockdown (marzo/aprile 2020), è salito, e non si è sgonfiato come ci si aspetterebbe durante la Fase 2, anzi, “tra i contenuti digitali sono quelli che hanno mantenuto l’asticella un po’ più alta”, afferma Giorgio Pedrazzini, Consumer & Shopper Insight di Nielsen.

Negli ultimi 3 anni l’incremento è stato incredibile. Nel 2020 sono stati quasi 14milioni gli italiani che hanno ascoltato podcast, con un incremento del +15% rispetto al 2019 e con oltre 4milioni di ascoltatori in più rispetto al 2018. Numeri fenomenali che nessun altro contenuto digitale può vantare.

L’utente tipo ascolta podcast mediamente 1 volta la settimana (più precisamente 3,9 volte al mese) e lo fa per sessioni di circa 24-25 minuti. Se guardiamo le tipologie d’ascolto, a farla da padrone sono i podcast musicali (45%), seguiti da quelli di news (44%), da quelli di intrattenimento (37%) ed infine da quelli di approfondimento (34%).

Ci racconta tutto il giornalista Igor Principe di Radio IT, che a dialogo con Giorgio Pedrazzini di Nielsen, in un interessantissimo “podcast” di appena 10 minuti, snocciola una serie di dati e numeri davvero interessanti per tutti quelli che, come noi di Smart Marketing, si occupano di comunicazione, economia, social media e marketing.

Il podcast, rispetto al video, presenta notevoli vantaggi sia per chi li produce che per chi li ascolta. Innanzitutto una minor dotazione tecnica per essere prodotto: essendo solo audio, basta un buon microfono e qualche libreria multimediale di effetti sonori e musiche free. Il montaggio è più semplice, perché ovviamente manca la traccia video, questo per quanto riguarda la produzione. Per quanto attiene la fruizione, si può ascoltare un podcast con molta più libertà di quella che consente il guardare un video, posso infilare le cuffie, farmi una corsetta ed intanto ascoltare un contenuto audio sulle ultime news, oppure posso ascoltarmi una lezione di marketing mentre sono in viaggio su metro, pullman o auto senza correre il rischio di distrarmi eccessivamente.

Insomma l’audio, anzi come dice il giornalista e specialista di podcast Damiano Crognali nel suo ultimo libro, il “Rinascimento dell’audio”, è il trend che più di tutti va tenuto d’occhio e studiato ed è quello che nessun esperto di marketing, social media o comunicazione, né alcuna azienda può e potrà in futuro permettersi di trascurare. Perché gli uomini non solo guardano, ma sentono, ed hanno un grande bisogno di storie da ascoltare.

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“Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”: l’istruttivo podcast di AIxIA e Radio IT che da giugno è anche sulle pagine di Smart Marketing


Come ben sanno i lettori che ci seguono, da metà giugno stiamo ospitando sulle pagine del nostro magazine, in una rubrica creata ad hoc, “Innovazione ed intelligenza artificiale”, una serie di podcast dal nome “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”.

Si tratta di un’agile, ma al contempo approfondito, progetto editoriale promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT, il primo podcast network italiano sull’information technology, che si sviluppa in 12 podcast audio della durata di circa 30 minuti ciascuno, che cercherà di raccontare vita, morte e miracoli di questa disciplina che diventa sempre più presente, importante e fondamentale nelle nostre vite.immagine2

Ogni episodio del podcast cerca di sfatare molti luoghi comuni e di rispondere a molte domande sull’Intelligenza Artificiale, come:

Che cosa è l’Intelligenza Artificiale?

Che cosa fa l’Intelligenza Artificiale?

Che cosa non può ancora fare l’Intelligenza Artificiale?

E, soprattutto, perché dovremmo approfondire la nostra conoscenza con l’Intelligenza Artificiale?

Vista l’alta qualità, il rigore scientifico ed il taglio divulgativo dell’iniziativa, noi di Smart Marketing abbiamo instaurato da subito una collaborazione con AIxIA e Radio IT, al fine di proporre ai nostri lettori un contenuto sicuramente valido e perfetto per accrescere tutte quelle “competenze trasversali” tanto congeniali alla nostra linea editoriale, e che spesso e volentieri fanno, e faranno, la differenza nel mondo del lavoro, della scuola e degli affari.

Ad ottobre ricomincerà la pubblicazione dei nuovi episodi dopo la pausa estiva, ma, nell’attesa, che ne dite di un ripasso che certamente male non può fare???
Allora facciamola questa full immersion nelle teorie e tecnologie dell’IA!

Infilate gli auricolari o le cuffie, mettetevi comodi e concedetevi 25 – 30 minuti di formazione e crescita personale, ne varrà la pena!

Fino ad ora sono stati pubblicati 6 episodi che hanno trattato diversi argomenti ed indagato l’IA all’opera in diversi contesti della nostra vita quotidiana.

Noi vi proponiamo un veloce ripasso degli argomenti trattati, scegliete quale vi interessa di più ascoltare, ri-ascoltare, o, meglio ancora, ascoltateli tutti.

Nel 1° episodio il presidente di AIxIA Piero Poccianti, intervistato dal giornalista Igor Principe di Radio IT (che è l’interlocutore di ogni podcast) ci parla dell’origine, della storia, dei primi passi e degli scenari futuri dell’IA.

Questo è il podcast giusto per introdurci alla conoscenza dell’IA e capire la sua importanza per noi.

⇓Clicca sull’Immagine⇓

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Nel 2° episodio la dott.ssa Emanuela Girardi, componente dell’AIxIA, consulente del MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) e fondatrice dell’Associazione Pop AI (Popular Artificial Intelligence), ci fa scoprire come l’I.A. stia svolgendo un ruolo di primo piano nella lotta contro il Covid-19.

Questo è il podcast giusto per capire come l’IA ci possa salvare letteralmente la vita.

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Nel 3° episodio il dott. Davide Bacciu, Professore Associato al Dipartimento di Informatica, Università di Pisa, componente dell’AIxIA, e già ricercatore presso il Cognitive Robotic Systems laboratory, all’Orebro Universitet, ci spiega le differenze esistenti fra i vari campi di studio dell’I.A. ed il successo strepitoso che il machine learning e le deep learning stanno riscuotendo fra ricercatori ed aziende.

Questo è il podcast giusto se volete capire ad esempio come le banche, utilizzando l’Intelligenza Artificiale, decidono di concederci o no un mutuo.

⇓Clicca sull’Immagine⇓

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Nel 4° episodio il dott. Lorenzo Luce, amministratore delegato di BigProfiles, la prima azienda italiana specializzata in predizioni per il teleselling e il telemarketing e membro del Group of High Level Experts on Artificial Intelligence del MiSE (Ministero per lo Sviluppo Economico), ci spiega come il mondo del marketing sia stato profondamente rivoluzionato dagli algoritmi dell’IA e come le grandi telco e le big tech del web siano state le prime a sfruttare queste tecnologie.

Questo è il podcast più aderente agli argomenti del nostro magazine ed è perfetto per comprendere come funzionano le campagne promozionali “ad personam”, la targhetizzazione e la profilazione.

⇓Clicca sull’Immagine⇓

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Nel 5° episodio il dott. Marco Scialdone, avvocato e docente di Diritto e Gestione dei contenuti e servizi digitali all’Università Europea di Roma, ci spiegherà che cosa è il GDPR (General Data Protection Regulation), ossia il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’Unione Europea, e perché conoscerlo può rendere più sicure le nostre esperienze di acquisto in internet.

Questo è il podcast giusto per imparare a conoscere meglio i nostri diritti come utenti e per comprendere come gli algoritmi dell’IA possano portare all’istituzione di veri e propri monopoli automatizzati e, nei casi più gravi, a vere e proprie truffe.

⇓Clicca sull’Immagine⇓

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Infine, nel 6° episodio il dott. Daniele Mazzei, Professore e ricercatore dell’Università di Pisa, ci spiega che nel futuro, ma già nel nostro presente, noi non costruiremo dei robot dall’aspetto umanoide, ma che, molto più probabilmente, indosseremo, vivremo ed abiteremo dentro un robot.

Questo è il podcast giusto per tutti quei curiosi, nerd, geek che vogliono scoprire quanto la fantascienza differisca dalla scienza vera e cosa dobbiamo aspettarci per davvero dai progressi tecnologici della robotica e dell’Intelligenza Artificiale.

⇓Clicca sull’Immagine⇓

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Per chi invece volesse sapere qualche cosa in più sul progetto podcast di “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, su AIxIA, Radio IT e sulla nostra collaborazione con queste due prestigiose realtà, può andare a vedersi la video intervista di presentazione, dove il sottoscritto ed Ivan Zorico chiacchierano con il dott. Piero Poccianti, presidente di AIxIA, e con il dott. Matteo Ranzi, ideatore, co-founder e managing director di Radio IT, che rappresenta un’ottima introduzione sia al progetto che all’Intelligenza Artificiale più in generale.

⇓Clicca sull’Immagine⇓

introduzione

Bene, detto questo, noi vi invitiamo a rimanere sintonizzati, anzi in ascolto, perché presto arriveranno i nuovi episodi di “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale” che rappresentano altrettante occasioni di formazione e accrescimento personale.

Stay tuned!

 

 

 

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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - Il futuro? Vivremo dentro un robot. Con Daniele Mazzei


Il futuro sta arrivando!

Anzi il futuro è già qui!

Presto robot umanoidi vivranno nelle nostre città, abiteranno nelle nostre case e interagiranno con noi…

Ma siamo sicuri che il futuro “prossimo” sarà come il film “Io, Robot” del 2004, di Alex Proyas, con Will Smith, tratto dall’antologia “Io, robot”, scritta dall’autore di fantascienza Isaac Asimov nel lontano 1950?

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È indubbio che gran parte delle nostre convinzioni sull’intelligenza artificiale e i robot sia stata plasmata dall’immaginario fantascientifico di fumetti, cartoni animati, romanzi e, soprattutto, film. Il cinema, attraverso la sua spettacolarità, ci ha convinto che in un futuro prossimo venturo robot dall’aspetto umanoide interagiranno con noi e, se non stiamo attenti, in barba alle “3 leggi della robotica”, potrebbero rappresentare un reale pericolo per noi.

Ma, come spesso accade, immaginario cinematografico e progresso tecnologico non sono esattamente la stessa cosa. Infatti dovremmo abituarci all’idea che nell’immediato futuro (in alcuni casi già adesso, nel nostro presente), non solo i robot esisteranno già, ma interagiranno con noi in maniere che neanche la fantascienza più estrema ha saputo prevedere.

Il potagonista del 6° podcast, il professore e ricercatore dell’Università di Pisa Daniele Mazzei.
Il potagonista del 6° podcast, il professore e ricercatore dell’Università di Pisa Daniele Mazzei.

Ce lo spiega molto bene il 6° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, che parte proprio dalla nostra errata concezione di cosa siano i robot e di come interagiranno con noi. È molto probabile infatti che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica stia andando verso una frammentazione delle competenze e capacità “intelligenti” piuttosto che verso la creazione di robot generalisti. In pratica, piuttosto che creare un super robot umanoide, utilizzeremo tutta una serie di oggetti intelligenti capaci di funzionalità specifiche ed estremamente dedicate a risolvere e/o semplificarci un compito o un lavoro.

La domotica, l’internet delle cose, i wearable device e gli assistenti vocali sono degli ottimi esempi per spiegare questo “progresso alternativo”: un assistente vocale rappresenta, in pratica, sia la bocca che le orecchie di un robot, così come il termostato smart ed il sistema di videosorveglianza attiva della nostra casa intelligente rappresentano la capacità di regolare la temperatura e la vista del nostro robot, e via discorrendo.

In pratica, la ricerca tecnologica si muove verso la creazione di un robot diffuso piuttosto che di un robot generalista dall’aspetto umanoide. Noi non creeremo un nostro simile di metallo e silicio, ma piuttosto, in un futuro imminente, vivremo dentro un robot e trasferiremo molte delle nostre incombenze “materiali” a tutta una serie di assistenti robotici e virtuali estremamente specializzati e dedicati.

A spiegarci questa “fantascienza alternativa” ma estremante “concreta” sarà il protagonista del 6° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), il professore e ricercatore dell’Università di Pisa Daniele Mazzei, a dialogo con il giornalista Igor Principe di Radio IT.

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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - L’intelligenza artificiale cambia il nostro modo di fare acquisti? Con Marco Scialdone


Il GDPR (General Data Protection Regulation), ossia il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, è un regolamento dell’Unione Europea in materia di trattamento dei dati personali e di privacy adottato dall’aprile 2016, entrato in vigore dal 24 maggio del 2016 e pienamente operativo dal 25 maggio 2018.immagine2

Il GDPR è un quadro normativo quasi unico nel panorama legislativo mondiale, che tutela i cittadini europei dagli abusi delle aziende in fatto in trattamento dei dati e privacy meglio dei cittadini di altri paesi industrializzati, come gli USA o il Canada.

Questo 5° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale” parte proprio da questo regolamento e, nello specifico, dall’Articolo 22, che norma:

Articolo 22.

Processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione

1 L’interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona.

In pratica questo articolo cerca di limitare i problemi che gli algoritmi di A.I. potrebbero arrecare agli utenti in base a specifici parametri di profilazione e consente, fra le altre cose, agli stessi di richiedere la verifica umana alla decisione automatica generata dall’A.I..

Infatti, nonostante le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale siano sempre più evolute e performanti, questo non tutela gli utenti da abusi, dall’istituzione di veri e propri cartelli automatizzati di monopoli e, nei casi più gravi, da vere e proprie truffe, come successo con il celebre caso del 2012 che interessò il noto sito di prenotazioni alberghi online Orbitz e gli utenti Mac.

Il potagonista del 5° podcast, il dott. Marco Scialdone, avvocato e docente di Diritto e Gestione dei contenuti e servizi digitali all’Università Europea di Roma.
Il potagonista del 5° podcast, il dott. Marco Scialdone, avvocato e docente di Diritto e Gestione dei contenuti e servizi digitali all’Università Europea di Roma.

In quel caso, il sito di prenotazioni Orbitz, attraverso algoritmi di A.I., forniva agli utenti che utilizzavano un Mac le camere d’albergo più costose rispetto agli utenti che invece prenotavano attraverso un PC.

Quindi il rischio che gli algoritmi di A.I. possano condizionare e/o modificare le nostre scelte di acquisto è non solo molto concreto, ma anche molto alto.

L’Intelligenza Artificiale ci schiude sicuramente le porte del futuro e renderà la nostra vita più semplice, ma il progredire della tecnologia dovrebbe prevedere il progredire del quadro legalistico che tutela i diritti del consumatore e la privacy dei cittadini da processi di machine learning che, di fatto, possono limitare le nostre scelte d’acquisto e la nostra generale libertà di navigatori della rete.

Il 5° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), ci spiega quali e quanti rischi l’AI possa innescare nelle nostre esistenze, sia online che offline.

A dialogare con il giornalista Igor Principe di Radio IT questa volta è il dott. Marco Scialdone, avvocato e docente di Diritto e Gestione dei contenuti e servizi digitali all’Università Europea di Roma.

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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - Ecco come l’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il marketing, con Lorenzo Luce


Il marketing è probabilmente il settore in cui gli algoritmi dell’A.I. sono maggiormente utilizzati.

Le grandi telco e le big tech del web sono state le prime aziende ad utilizzare questi strumenti; gli algoritmi di A.I. di oggi sono già in grado non solo di analizzare in tempo reale una infinità di dati, ma pure di stilare strategie “predittive” sul comportamento e propensione all’acquisto di singoli utenti, così come di cluster o categorie di individui.immagine2

Dall’avvento di internet prima, del web 2.0 poi, ed infine dell’intelligenza artificiale, il marketing è profondamente cambiato. Oggi, infatti, la possibilità di monitorare, registrare e profilare i comportamenti online degli utenti consente agli algoritmi di A.I., sempre più performanti e raffinati, di confezionare campagne pubblicitarie “ad personam” che, contemporaneamente, una volta addestrati a farlo, tengono conto del mutare del mercato, dei comportamenti d’acquisto dei singoli utenti e perfino dell’eventuale concorrenza di altri competitor commerciali.

Tutto questo lo fanno velocemente, efficientemente e costantemente, rendendo estremamente efficaci le campagne marketing di oggi rispetto al passato.

Lavorando sul dato puro ed essendo privi di pregiudizi, bias di conferma, errori di ragionamento tipici degli analisti umani, gli algoritmi di A.I. spesso sembrano funzionare in maniera contro intuitiva, eppure le loro performance sono nettamente superiori a quelle degli umani.

Il protagonista del 4° podcast , il dott. Lorenzo Luce, amministratore delegato di BigProfiles e membro del Group of High Level Experts on Artificial Intelligence del MiSE.
Il protagonista del 4° podcast , il dott. Lorenzo Luce, amministratore delegato di BigProfiles e membro del Group of High Level Experts on Artificial Intelligence del MiSE.

In pratica, quando accettiamo i contratti di utilizzo di app o servizi in internet e firmiamo per il consenso al trattamento dei dati personali, per le campagne promozionali, per la targhetizzazione e la profilazione, contribuiamo ad addestrare i vari algoritmi di A.I., che imparano a conoscerci e cominciano a “suggerirci” le cose che potrebbero interessarci e i prodotti che vorremo comprare.

Certo, qualcuno potrebbe obbiettare, gli algoritmi di A.I., come già quelli dei social network, proponendoci solo ciò che ci piace e che desideriamo acquistare, rafforzano e radicalizzano la nostra visione del mondo, il pensiero unico e ci confinano nei cosiddetti cluster o silos sociali, ma questa è un’altra storia.

Tuttavia, sapere come, attraverso il marketing, le tecnologie dell’intelligenza artificiale funzionino e lavorino nella nostra vita di tutti i giorni è non solo utile, ma fondamentale per comprendere quanto il futuro che attendiamo sia già il presente che viviamo.

Il 4° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), ci spiega come l’AI abbia rivoluzionato il marketing, la pubblicità e, in pratica, le nostre esistenze sia online che offline.

A dialogare con il giornalista Igor Principe di Radio IT questa volta è il dott. Lorenzo Luce, amministratore delegato di BigProfiles, la prima azienda italiana specializzata in predizioni per il teleselling e il telemarketing e membro del Group of High Level Experts on Artificial Intelligence del MiSE (Ministero per lo Sviluppo Economico).

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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - Se chiedi un mutuo, ti risponde l’Intelligenza Artificiale, con Davide Bacciu


Sempre più spesso, oggi, sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale, machine learning e deep learning, come se i tre termini fossero uno il sinonimo dell’altro.

Ma è davvero così?
In realtà sono cose diverse.

L’IA o AI è il termine più ampio, che raccoglie tutto l’insieme di fondamenti teorici, metodologie e tecniche che sono alla base della progettazione e realizzazione di sistemi software che cercano di replicare, in ambiti generali o ristretti, caratteristiche e prestazioni che un “osservatore esterno” definirebbe intelligenti ed indistinguibili, ed addirittura migliori, dalle stesse prestazioni eseguite da un essere umano.immagine2

Il machine learning, noto anche come “apprendimento automatico”, può essere definito una sotto area dell’I.A. che raccoglie un insieme di metodi, sviluppati a partire dagli ultimi anni del XX secolo, che utilizzano metodi statistici per migliorare progressivamente la performance di un algoritmo nell’identificare pattern nei dati.

Nell’ambito dell’informatica, l’apprendimento automatico è quindi una variante della programmazione tradizionale, nella quale si predispone in una macchina l’abilità di apprendere qualcosa dai dati in maniera autonoma, senza ricevere istruzioni esplicite a riguardo. In partica gli algoritmi di machine learning apprendono dall’esperienza.

Per deep learning o “apprendimento profondo”, che è un sotto-campo di ricerca del machine learning, si intende un insieme di tecniche basate sulle reti neurali artificiali organizzate in diversi strati, dove ogni strato calcola i valori per quello successivo affinché l’informazione venga elaborata in maniera sempre più completa.

Il protagonista del 3° podcast , il dott. Professore Associato al Dipartimento di Informatica, Università di Pisa e componente dell’AIxIA.
Il protagonista del 3° podcast , il dott. Davide Bacciu, Professore Associato al Dipartimento di Informatica, Università di Pisa e componente dell’AIxIA.

Il deep learning attualmente è la branca dell’I.A. che sta raccogliendo i maggiori entusiasmi da parte di teorici, tecnici ed aziende, gli aspetti pratici più impattanti sulla vita di tutti i giorni provengono proprio da questo campo di studio e sono divise in due macro aree: la prima è l’interfaccia uomo-macchina, la seconda il trattamento di grosse quantità di dati.

La prima macro area è quella che sta producendo i risultati più interessanti, appartengono a quest’area, ad esempio, tutti i chat bot che quotidianamente interagiscono con noi. La loro evoluzione negli ultimi anni è costante e presto gli assistenti vocali saranno in grado di comprendere perfettamente le nostre richieste senza costringerci a semplificarle.

Il 3° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), ci spiega le differenze fra i vari campi di studio dell’I.A. e ci spiega il successo del machine learning e delle deep learning, che negli ultimi anni stanno calamitando l’attenzione di ricercatori, aziende ed investimenti.

A dialogare con il giornalista Igor Principe di Radio IT questa volta è il dott. Davide Bacciu, Professore Associato al Dipartimento di Informatica, Università di Pisa, componente dell’AIxIA, che nel 2012 è stato ricercatore in visita presso il Cognitive Robotic Systems laboratory, Orebro Universitet.

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Intelligenza Artificiale vs Covid-19, con Emanuela Girardi


Prima che la pandemia da coronavirus sconvolgesse il mondo, a tenere banco era una questione che molti tecnologi, scienziati, economisti e giornalisti ritenevano l’evento epocale degli anni venti del 2000.

Stiamo parlando dell’Intelligenza Artificiale e della conseguente rivoluzione tecnologica che sta innescando, e che in molti ritengono avrà lo stesso impatto nelle nostre vite della stampa a caratteri mobili, del motore a vapore e dell’elettricità.immagine2

Eppure, nel comune sentire dell’opinione pubblica, questa rivoluzione deve ancora venire, mentre gli esperti ci dicono che l’I.A. è già abbondantemente all’opera nelle vite di tutti i giorni. Ogni volta che usiamo l’assistente vocale dei nostri smartphone, o interroghiamo un chatbot di un servizio clienti, ogni volta che utilizziamo Google Maps e addirittura quando vediamo una serie TV su piattaforme come Netflix, gli algoritmi dell’I.A. sono all’opera per semplificare e velocizzare le nostre esperienze di navigazione e di acquisto.

Il 2° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), vuole, inoltre, farci scoprire come l’I.A. stia svolgendo un ruolo di primo piano nella lotta contro il Covid-19.

La protagonista del 2° podcast, la dott.ssa Emanuela Girardi, componente direttivo dell’AIxIA, consulente del MiSE e fondatrice dell’Associazione Pop AI.
La protagonista del 2° podcast, la dott.ssa Emanuela Girardi, componente direttivo dell’AIxIA, consulente del MiSE e fondatrice dell’Associazione Pop AI.

A dialogare con il giornalista Igor Principe di Radio IT questa volta è la dott.ssa Emanuela Girardi, componente dell’AIxIA, consulente del MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) e fondatrice dell’Associazione Pop AI (Popular Artificial Intelligence).

In questo podcast capiremo quanto big data e Intelligenza Artificiale siano strettamente correlate e di come le tecnologie di I.A. siano il mezzo migliore per analizzare i dati clinici, epidemiologici e storici del Covid-19 e stilare modelli predittivi che aiutino il personale sanitario nel decidere il triage o la terapia migliore, i governi a decidere le politiche atte al contenimento dell’emergenza e i virologi e gli epidemiologi a redigere modelli previsionali della diffusione del virus. Scopriremo inoltre quanto sia fondamentale l’I.A. per la cosiddetta bioinformatica.

Emanuela Girardi ci parlerà anche di Claire (Confederation of laboratories for artificial intelligence research in Europe), una comunità europea che raccoglie tutti gli attori, associazioni, laboratori che si occupano di I.A. e che ha avuto un ruolo importante anche durante l’epidemia di coronavirus.

Infine capiremo come le parole chiave del prossimo futuro siano ricerca, istruzione, formazione e informazione, e quanto le tecnologie dell’I.A. siano fondamentali per lo sviluppo di ciascuna di esse.

Per concludere, possiamo dire che questo 2° podcast ci parla non tanto delle applicazioni future dell’Intelligenza Artificiale, quanto del nostro presente, che molti hanno già definito I.A. Society.

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Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale


Che cosa è l’Intelligenza Artificiale?

Che cosa fa l’Intelligenza Artificiale?

Che cosa non può ancora fare l’intelligenza Artificiale?

Sono queste le domande a cui risponde il primo episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT, il primo podcast network italiano logo_aixiasull’information technology che, in 12 episodi di circa 30 minuti ciascuno, cercherà di raccontare lo stato dell’arte sugli studi, gli sviluppi, la ricerca e gli scenari futuri dell’IA.

Come vi avevamo anticipato in un recente video di presentazione, il nostro magazine ha avviato una collaborazione con queste importanti realtà per promuovere e distribuire questo interessante contenuto anche attraverso i suoi canali e, a tale scopo, ha creato una rubrica ad hoc denominata “Innovazione e Intelligenza Artificiale”, che raccoglierà tutte e 12 le puntate di questo interessantissimo podcast.radioit-net-color-trasp

Questo primo episodio dal titolo “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale” vede il giornalista Igor Principe di Radio IT dialogare con il dott. Piero Poccianti, Presidente dell’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale su l’origine, la storia e i primi passi dell’IA.

Si parte dagli studi pioneristici del matematico, logico e crittografo britannico Alan Turing, che negli anni ’30 fu il primo ad interrogarsi sull’intelligenza delle macchine ed a formulare concetti chiave come algoritmo. Turing è considerato uno dei padri dell’informatica e dell’Intelligenza Artificiale.

In questo primo episodio, inoltre, si fa una prima e fondamentale distinzione fra Intelligenza Artificiale di tipo “generale” e di tipo “ristretto”. La prima è quella cui ci hanno abituato i film di fantascienza, ossia si tratta di quella parte dell’IA che cerca di riprodurre un “essere senziente”; mentre la seconda, quella di tipo “ristretto”, invece cerca di applicare l’IA a campi molto specifici e tecnici, dove le macchine eseguono lavori analogamente agli umani, ma con migliori prestazioni.

Il protagonista del 1à podcast, il dott. Piero Poccianti Presidente dell'Associazione Italiana per l'Inteligenza Artificiale
Il protagonista del 1° podcast, il dott. Piero Poccianti Presidente dell’Associazione Italiana per l’Inteligenza Artificiale

Inutile dire che mentre l’IA di tipo ristretto ha visto notevoli passi avanti nella produzione di macchine intelligenti specializzate, siamo ancora molto lontani dalla creazione di una macchina, magari umanoide, dotata di capacità intellettive superiori, come l’astrazione, o capace di provare sentimenti.

Si parlerà inoltre di sistemi esperti, deep neural network, machine learning, termini che potrebbero spaventarci, ma che il dott. Piero Poccianti spiegherà con grande chiarezza e semplicità.

La 1° puntata si chiude con una rapida carrellata sulle applicazioni pratiche dell’IA già disponibili oggi.

Quindi non vi resta che infilare le cuffie e dedicare una mezzoretta della vostra giornata ad apprendere concetti chiave e informazioni fondamentali per affrontare non solo il futuro, ma già il presente, dove l’intelligenza artificiale è già operante in molti aspetti della nostra vita che neanche immaginiamo.

Vi ricordiamo che noi di Smart Marketing pubblicheremo (in anteprima 36/48 ore prima dell’uscita ufficiale su tutte le altre piattaforme) circa due podcast al mese; seguiteli tutti e fateci sapere cosa ne pensate di questo nuovo tool altamente formativo ed istruttivo.

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Innovazione ed Intelligenza Artificiale: il progetto podcast


Per chi, come me, è nato nella metà degli anni ’70 ed appartiene alla Generazione X, quando si sente parlare di “I.A.”, di Intelligenza Artificiale, i primi esempi che vengono in mente sono due, distanziati di pochi anni l’uno dall’altro.

Il primo è un film del 1984 (anzi il primo episodio di quello che oggi si chiama un franchise cinematografico), Terminator, terza opera del regista, all’epoca pressoché sconosciuto, James Cameron. Il film, come è noto, ha una trama fantascientifica con al centro 3 personaggi principali: la prima è la cameriera Sarah Connor (l’attrice Linda Hamilton), che nel futuro darà alla luce il capo delle forze ribelli; il secondo è un cyborg assassino, il Terminator T-800 (interpretato dal granitico Arnold Schwarzenegger), mandato indietro dal 2029 per uccidere la madre del futuro capo dei ribelli prima che venga messo al mondo; infine il soldato, sempre del futuro, Kyle Reese (interpretato da Michael Biehn), spedito anch’egli indietro nel tempo per aiutare Sarah Connor a fronteggiare il Terminator. Ovviamente durante lo svolgersi della storia apprendiamo che in un futuro non troppo lontano dal 1984, in cui si svolge la storia, una sorta di super computer Skynet costruito per scopi militari raggiungerà l’autocoscienza e scatenerà un olocausto nucleare che ridurrà gli umani a pochi gruppi di sopravvissuti, che però impareranno a combattere le macchine proprio grazie alla guida, alla forza e all’astuzia di John Connor, il figlio di Sarah.terminator_0

Il secondo esempio, ancora più emblematico, è preso dalla cronaca: nel 1996 fa la sua comparsa Deep Blue, un super computer costruito dalla IBM per giocare a scacchi al livello di un campione. Ed infatti il 10 febbraio del 1996, a Filadelfia, Deep Blue riuscì in quella che all’epoca era una cosa impensabile: sconfisse il campione mondiale in carica, il russo Garri Kasparov, in una partita a scacchi. In realtà Deep Blue vinse solo la prima delle 6 partite della sfida; Kasparov vinse tre di queste sei partite ed altre due finirono patte. Ma l’eco mediatica di quella prima partita vinta dal computer contro il campione del mondo in carica nel gioco di intelligenza più “umano” di tutti fece sì che molti cominciassero a parlare del sorpasso dei computer sull’uomo.

Questi due eventi hanno formato, in anni cruciali, il mio personale immaginario sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale che in seguito ho continuato a nutrire alternando (per fortuna) saggi e libri a serie tv, ma soprattutto film, come Matrix o Person of Interest, che continuano a proporre, ancora oggi, una visione dispotica ed apocalittica sul futuro dell’I.A.deepblue

Ma perché vi sto raccontando tutto questo?

La risposta è semplice: il 5 maggio 2020, ad un giorno dalla fine del lookdown, ricevo una mail con un comunicato stampa da una collega giornalista, Roberta Parrinello, dell’Agenzia Doppia Elica, che parla di un’interessatissima iniziativa nata dalla collaborazione fra l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT, il principale podcast network italiano del settore information technology, che si sarebbe sviluppata nella realizzazione di un podcast divulgativo sull’IA in 12 puntate con cadenza mensile.

Inutile dire che dopo aver ascoltato il primo episodio del podcast, apprezzandone sia il rigore scientifico che il taglio divulgativo, ho intravisto la possibilità per il nostro magazine di promuovere e divulgare questo ottimo contenuto anche attraverso i nostri canali. Con il direttore editoriale Ivan Zorico e i responsabili del progetto, il dott. Matteo Ranzi (Radio IT) e il dott. Piero Poccianti (presidente AIxIA), abbiamo deciso di creare una rubrica specifica sul nostro mensile “Innovazione ed Intelligenza Artificiale”, che ospiterà le varie puntate del podcast sull’IA in concomitanza (ma in realtà 24-36 ore prima) con l’uscita sulle varie piattaforme d’ascolto.

Per il lancio di questa nuova rubrica, abbiamo intervistato Matteo Ranzi e Piero Poccianti, con i quali abbiamo parlato del progetto e delle sue finalità.

Cosa altro dire?

Per prima cosa, noi di Smart Marketing siamo orgogliosi di aver intrapreso questa collaborazione con due consolidate realtà come Radio IT e AIxIA, dall’altro siamo curiosi di vedere come i nostri lettori reagiranno ad un contenuto audio, estremamente interessante e formativo, che per il nostro giornale rappresenta una novità sia per natura che per modalità di fruizione.

Scopri il nuovo numero > Upgrade

Upgrade rappresenta l’ultimo elemento di un racconto che parte a Febbraio 2020. In questi mesi abbiamo raccontato cosa stava succedendo (Virale), ci siamo domandati come la pandemia avrebbe cambiato noi stessi e l’economia (Tutto andrà bene(?)), e abbiamo offerto soluzioni (Reset). Con questo numero abbiamo voluto fare un passo in più: immaginare un domani diverso, anche attraverso esperienze concrete.

Questa emergenza sanitaria quindi non è stata solo distruttiva, ha portato anche cose positive, come questa nuova collaborazione dimostra; ho sempre pensato che accrescere le nostre conoscenze su un tema tanto cruciale non solo del futuro ma del nostro presente come l’I.A. è una cosa non soltanto utile ma necessaria, e sono particolarmente grato a tutti quelli che ci stanno permettendo di offrire questo nuovo “contenuto”, anche attraverso il nostro magazine.

Per concludere, rivolgo un particolare ringraziamento al dott. Piero Poccianti e al dott. Matteo Ranzi per la loro disponibilità nient’affatto scontata e alla collega Roberta Parrinello che mi ha fatto scoprire queste due eccellenze italiane.

Anche noi di Smart Marketing faremo la nostra parte per promuovere al meglio questo podcast sull’I.A.

Restate sintonizzati, anzi in ascolto, ne varrà sicuramente la pena.

 

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