Vita da iperconnessi tra burnout e work-life balance


Oggi tutti noi viviamo in una società frenetica e orientata alla produttività e siamo costretti a ritmi lavorativi vertiginosi. Essere sempre connessi porta spesso a una sindrome da esaurimento da lavoro o burnout, che rappresenta una seria minaccia per il benessere personale e professionale della persona. Tra le cause scatenanti di questa patologia, associata tanto all’eccesso di lavoro quando alla sua mancanza, c’è una condizione di stress cronico mal gestito e non affrontato in modo professionale. Quali sono le caratteristiche che indicano che si è a rischio burnout o si soffre di questo problema:

Il burnout diventa, allora, la risposta allo stress da lavoro cronico e persistente e si caratterizza per l’esaurimento fisico ed emotivo. Non di rado il libero professionista e il dipendente considerano le persone come oggetti, lavorano in modo meno produttivo ed efficace e soffrono di una perdita di significato che riguarda il loro operato. La soluzione a tutto questo si chiama work-life balance, da rendere possibile anche in una vita da iperconnessi.

Foto di Anna Tarazevich da Pexels.
Foto di Anna Tarazevich da Pexels.

La soluzione allo stress da lavoro: il work-life balance

Chi è lavoratore dipendente o autonomo deve avere la consapevolezza che va mantenuto e rispettato un equilibrio tra vita personale e professionale per stare bene con se stessi. Il work-life balance non si basa su regole valide per tutti, ma si tratta di un processo ad personam che varia e si costruisce via via nel tempo. Tuttavia, ci sono tre consigli utili per ritrovare la serenità e combattere il burnout:

Scopri il nuovo numero: Remote life

A distanza da un anno dal primo lockdown, siamo ancora qui a confrontarci con chiusure più o meno generalizzate e con abitudini di vita e di lavoro che fatichiamo ancora a fare nostre. Ecco i nostri suggerimenti per la vostra remote life.

Chi ha raggiunto un corretto work-life balance si sente bene con se stesso e appagato e per questo i migliori manager e professionisti sono quelli che sanno gestire l’equilibrio tra vita personale e professionale. Il risultato? Ogni momento di lavoro e di tempo libero sarà vissuto con gioia e senza stress e si potrà aumentare la produttività e l’efficienza raggiungendo anche quegli obiettivi considerati impossibili.

Anche se viviamo in mondo frenetico e iperconnesso, il consiglio è quello di prendersi le giuste pause spegnendo, almeno qualche volta, il telefono per riscoprire il piacere delle piccole gioie quotidiane.

Provare per credere!

 

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Recovery Fund: si torna a parlare di didattica a distanza


Dopo un mese di lezioni sono già 400 le scuole colpite dalla pandemia di Covid-19 e il tema della didattica a distanza, che tanto aveva fatto discutere lo scorso anno, torna di attualità.

Se nelle superiori gli alunni sono ampiamente consapevoli della portata del digitale e sanno studiare grazie ai nuovi strumenti, ora l’attenzione si concentra sulle elementari e alle medie. Qui, qualora la didattica a distanza dovesse tornare protagonista è importante formare non solo i piccoli alunni, ma anche e soprattutto i docenti. Per questo il tema della formazione a distanza è al centro dei progetti collegati al Recovery Fund e tra i primi desiderata, assieme alla lotta alle classi pollaio e al rinnovamento dell’edilizia scolastica.

In particolare, i progetti per la scuola digitale riguardano non solo l’accrescimento di competenze degli studenti, ma anche la formazione del personale scolastico.

Foto di Julia M Cameron da Pexels
Foto di Julia M Cameron da Pexels

Proprio il tema dell’Istruzione, formazione, ricerca e cultura rientra tra quelli inclusi nel Recovery Fund e l’obiettivo del Governo è “la completa transazione al digitale della scuola italiana”.

Tre misure per una scuola digitale in Italia

La trasformazione delle scuole in Italia da analogica a digitale passa attraverso tre misure:

Infine, la scuola digitale punta a potenziare le competenze digitali degli studenti di ogni ordine e grado, mentre per docenti, dirigenti scolastici e personale amministrativo saranno organizzati corsi di aggiornamento professionale ad hoc sulle skills tecnologiche.

Tra i piani previsti dal Recovery Fund nell’ambito dell’istruzione c’è l’attivazione di una piattaforma nazionale di supporto e accompagnamento per lo sviluppo di competenze digitali. Qui si avrà accesso a percorsi certificati, che si affiancheranno alle singole iniziative progettuali per favorire la diffusione di metodologie didattiche innovative.

Scopri il nuovo numero: Recovery round

Quella che stiamo vivendo è una partita – un round – tra le più difficili che abbiamo mai vissuto sotto tutti i punti di vista: economico, sanitario e sociale. In questo contesto i progetti relativi ai fondi europei del recovery fund potranno e dovranno essere un volano di crescita e di rinnovato benessere.

In poche parole, saranno messe a sistema le iniziative spontanee che hanno accompagnato questi sei mesi di sospensione delle attività didattiche in presenza. Come ha dichiarato la ministra Azzolina, è fondamentale investire sulla formazione di tutto il personale scolastico per rispondere alle esigenze di innovazione digitale che sono emerse durante l’emergenza COVID-19.

La scuola può e deve cambiare e il Recovery Fund dà all’Italia l’opportunità di investire nella digitalizzazione dell’istruzione. Si tratta di una sfida importante, da vincere per rendere il sistema scolastico italiano ancor più attraente e competitivo.

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