Nuovo fermo agli spettacoli dal vivo, il punto di vista di un operatore culturale: intervista a Paolo Ruta, Presidente dell’Associazione “Amici della musica Arcangelo Speranza”


Pochi giorni dopo il DPCM del 25 ottobre, che ferma nuovamente gli spettacoli dal vivo e chiude cinema, teatri e centri di cultura, abbiamo ascoltato la voce di un operatore culturale per fare il punto della situazione ed indagare sulle possibili strategie da porre in essere, a breve ed a lungo termine, per scongiurare il collasso di un settore già duramente provato.

In questi mesi più volte ci siamo occupati dell’argomento, dando voce alle proteste ed alle difficoltà dei lavoratori (La crisi dei lavoratori dello spettacolo in Puglia tra affanno e cauto ottimismo: intervista a Fabrizio Belmonte della BG SERVICE), ma anche cercando di fornire soluzioni di ampio respiro, evidenziandone le buone pratiche, prendendo ad esempio il caso pugliese (La Puglia riparte a suon di musica: la ripartenza del comparto musicale tra incertezze e finanziamenti pubblici).

il protagonista dell'intervista: Paolo Ruta, Presidente dell’Associazione “Amici della musica Arcangelo Speranza”.
il protagonista dell’intervista: Paolo Ruta, Presidente dell’Associazione “Amici della musica Arcangelo Speranza”.

Alla luce del nuovo fermo, che di fatto blocca la ripartenza, ritorniamo in Puglia per intervistare Paolo Ruta, Presidente dell’Associazione “Amici della musica Arcangelo Speranza”, operatore culturale di comprovata esperienza e direttore artistico di importanti stagioni concertistiche e festival.

Scopri il nuovo numero: Recovery round

Quella che stiamo vivendo è una partita – un round – tra le più difficili che abbiamo mai vissuto sotto tutti i punti di vista: economico, sanitario e sociale. In questo contesto i progetti relativi ai fondi europei del recovery fund potranno e dovranno essere un volano di crescita e di rinnovato benessere.

L’Associazione “Amici della musica Arcangelo Speranza” nasce nel 1922 ed è, forse, una delle associazioni più antiche d’Italia, che ha come vocazione la promozione e diffusione della musica in tutte le sue forme, compreso un ricco e variegato archivio storico audiovisivo, non tralasciando la valorizzazione degli autori locali.

https://www.youtube.com/watch?v=atYMo8tTk9w

Imprescindibile nella vita culturale del Sud Italia è la “Stagione concertistica Amici della Musica”, giunta alla sua 77a edizione, insieme al Giovanni Paisiello Festival (noto compositore tarantino, uno dei più importanti del periodo classico alla stregua di Haydn, Mozart e Beethoven), giunto alla 18a edizione, che si è svolta dal 28 settembre al 9 ottobre, in piena Fase 2 della pandemia.

Importante il messaggio lanciato dal Presidente Paolo Ruta durante la nostra intervista: seppur con grande sacrificio, è necessario fermare gli spettacoli per il bene di tutti.

416100_10200120796253486_1710240110_o-1Paolo Ruta classe 1963, da oltre trent’anni anni si occupa dell’attività musicale e teatrale della città di Taranto.

Ha collaborato negli anni ’80 con la Compagnia Teatrale Crest e con il Teatro Petruzzelli,

curando le fotografie di alcune importanti produzioni: alcuni suoi scatti sono stati pubblicati dai maggiori quotidiani e riviste nazionali (Repubblica, Corriere della Sera, l’Opera, ecc) oltre alla stampa regionale e locale.

Nel 1989 entra a far parte del comitato tecnico-artistico degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” e, nel 1996, diventa Direttore Artistico del sodalizio, carica che ricopre fino al 2000 quando gli viene conferita la delega allo spettacolo del Comune di Taranto. Ha fortemente voluto l’istituzionalizzazione del “Giovanni Paisiello Festival” che si pone come obiettivo quello di riscoprire e rivalutare l’opera dell’illustre compositore tarantino. Rimessa la delega nel 2004 torna a ricoprire la carica di Direttore Artistico del sodalizio jonico.

Da sempre attento all’evoluzione del mondo dello spettacolo e all’orientamento delle tendenze musicali, ha favorito con nuove e stimolanti iniziative l’avvicinamento delle nuove generazioni alle sale da concerto, così come dimostrato dall’aumentato numero degli spettatori. Ciò gli ha fatto conquistare la stima di artisti quali Praticò, Ashkenazy, Martha Argerich, Sergio Perticaroli, Maria Tipo, Katia Ricciarelli, Giovanni Allevi, Patrizia Ciofi, Salvatore Accardo, UtoUghi, Andrea Lucchesini, Laura De Fusco e tantissimi altri.

E’ stato Consigliere Comunale a Taranto dal 1993 al 1997 e dal 2000 al 2005.

Dal 1997 è nel consiglio direttivo dell’Aiam-Agis di Puglia e Basilicata e, dal 1998, nell’Aiam-Agis nazionale. Dal 2009 è tra i fondatori dell’AIAC – Associazione Italiana delle Attività Concertistiche sorta in seno all’AGIS.

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Intervista all'associazione Plasticaqqua': quando una singola azione partita dal basso mira a un bene più grande e collettivo


Plasticaqquà è un’associazione tarantina che si occupa di salvaguardia dell’ambiente, attraverso raccolte di rifiuti volontarie ed altre interessanti iniziative. Ho deciso di intervistarli in questo particolare momento di difficoltà mondiale, per capire in che modo ognuno di noi può fare la differenza. Ecco le domande che ho posto a Giuseppe Internò, fondatore del progetto e a Giacomo Mongelli, volontario di Plasticaqquà.

Quando e com’è nata la vostra associazione?

Plasticaqqua’ nasce nel 2013 da un’idea di Giuseppe Internò, come un progetto di cittadinanza attiva volto alla sensibilizzazione alle tematiche ambientali ed in particolar modo sull’inquinamento marino da plastiche. La prima iniziativa fu una raccolta volontaria di rifiuti nel tratto costiero sottostante il Lungomare di Taranto, luogo simbolico della città.119842268_3908430035839213_5335338671991203629_o

Quali sono i vostri obiettivi per la salvaguardia del nostro territorio? Ci sono modelli a cui vi ispirate?

I nostri obiettivi sono la sempre maggiore sensibilizzazione alle tematiche ambientali, la diffusione di maggiore senso civico attraverso il fondamentale approccio dell’esempio e della concretezza particolarmente importante per i più giovani. Non abbiamo un modello definito al quale ispirarci, ma abbiamo preso sicuramente spunto da un precedente gruppo di cittadinanza attiva presente nella nostra città, denominato “Ammazza che piazza”, attivo per alcuni anni in ambito urbano.

Qual è il rapporto con i cittadini e le istituzioni?

In questi sette anni abbiamo notato un’evoluzione di questi rapporti. Con i nostri concittadini, superata una iniziale fase di scetticismo misto a rassegnazione, le cose sono andate sempre meglio e la loro partecipazione alle nostre iniziative è in crescita. Riguardo alle Istituzioni locali, completamente assenti per molti anni, recentemente  appaiono interessate alle nostre attività. L’AMIU supporta da diversi anni le nostre attività rifornendoci di sacchi e guanti per le raccolte rifiuti ed occupandosi del ritiro degli stessi. Da qualche mese, ci ha coinvolti in un confronto aperto che si rinnova periodicamente per elaborare insieme strategie ed idee per promuovere la diffusione della raccolta differenziata ed il ripristino ed il mantenimento del decoro.119996249_3911937152155168_4797982425440459782_o

Avete riscontrato particolari criticità nel mettere in pratica le vostre attività?

Le maggiori criticità che riscontriamo nelle zone costiere che decidiamo di pulire riguardano generalmente la mancanza di sorveglianza attiva di larghe fette di territorio, quasi sempre abbinata alla nascita ed alla persistenza di attività illecite di abbandono rifiuti di ogni genere (anche amianto) ed abusivismo nel campo della lavorazione dei mitili, in particolar modo lungo le coste del Mar Piccolo.

Da qualche mese avete attivato, presso il Parco Cimino di Taranto, l’Ecolibreria, di che si tratta?

Si tratta di una sorta di baratto ambientale e culturale, regaliamo libri in cambio di bottiglie di plastica. Abbiamo prima lanciato una raccolta di libri usati, successivamente abbiamo creato un piccolo laboratorio di riuso, coinvolgendo i bambini, che ha permesso di trasformare vecchie cassette di legno in scaffali che contengono mediamente 1500 libri all’incirca. Abbiamo avviato l’Ecolibreria a gennaio, offrendo alla cittadinanza la possibilità di portarci le loro bottiglie e flaconi in plastica e ricevere in cambio dei libri usati. La plastica viene ritirata e smaltita da AMIU, mentre i libri che continuiamo a ricevere, acquistano nuova vita, continuando a circolare fra i lettori.119843198_3908428322506051_3655134539556753263_o

State progettando nuove iniziative future?

A brevissimo prenderemo parte con le nostre attività al progetto B.A.S.E.QUA., promosso dalla Biblioteca Comunale, riguardante tematiche ambientali e di inclusione sociale. Continuiamo a programmare raccolte volontarie di rifiuti dalle spiagge, contiamo di avviare presto laboratori di riciclo e di riuso della plastica e di tornare ad incontrare gli studenti delle scuole cittadine. Abbiamo in cantiere anche l’avvio di una collaborazione con la facoltà di Scienze Ambientali dell’Università degli studi di Bari (sede di Taranto) per la parte tecnico-scientifica.

Talvolta ci sentiamo così distanti dalle dinamiche che riguardano la salvaguardia dell’ambiente e la deriva che sta prendendo il nostro pianeta e, invece, dovremmo capire che ognuno di noi può seminare un piccolo seme di azioni positive, anche nei piccoli gesti e nelle attenzioni quotidiane, che possono davvero essere un importante tassello di un puzzle di miglioramento collettivo ed universale.
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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - Ecco come l’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il marketing, con Lorenzo Luce


Il marketing è probabilmente il settore in cui gli algoritmi dell’A.I. sono maggiormente utilizzati.

Le grandi telco e le big tech del web sono state le prime aziende ad utilizzare questi strumenti; gli algoritmi di A.I. di oggi sono già in grado non solo di analizzare in tempo reale una infinità di dati, ma pure di stilare strategie “predittive” sul comportamento e propensione all’acquisto di singoli utenti, così come di cluster o categorie di individui.immagine2

Dall’avvento di internet prima, del web 2.0 poi, ed infine dell’intelligenza artificiale, il marketing è profondamente cambiato. Oggi, infatti, la possibilità di monitorare, registrare e profilare i comportamenti online degli utenti consente agli algoritmi di A.I., sempre più performanti e raffinati, di confezionare campagne pubblicitarie “ad personam” che, contemporaneamente, una volta addestrati a farlo, tengono conto del mutare del mercato, dei comportamenti d’acquisto dei singoli utenti e perfino dell’eventuale concorrenza di altri competitor commerciali.

Tutto questo lo fanno velocemente, efficientemente e costantemente, rendendo estremamente efficaci le campagne marketing di oggi rispetto al passato.

Lavorando sul dato puro ed essendo privi di pregiudizi, bias di conferma, errori di ragionamento tipici degli analisti umani, gli algoritmi di A.I. spesso sembrano funzionare in maniera contro intuitiva, eppure le loro performance sono nettamente superiori a quelle degli umani.

Il protagonista del 4° podcast , il dott. Lorenzo Luce, amministratore delegato di BigProfiles e membro del Group of High Level Experts on Artificial Intelligence del MiSE.
Il protagonista del 4° podcast , il dott. Lorenzo Luce, amministratore delegato di BigProfiles e membro del Group of High Level Experts on Artificial Intelligence del MiSE.

In pratica, quando accettiamo i contratti di utilizzo di app o servizi in internet e firmiamo per il consenso al trattamento dei dati personali, per le campagne promozionali, per la targhetizzazione e la profilazione, contribuiamo ad addestrare i vari algoritmi di A.I., che imparano a conoscerci e cominciano a “suggerirci” le cose che potrebbero interessarci e i prodotti che vorremo comprare.

Certo, qualcuno potrebbe obbiettare, gli algoritmi di A.I., come già quelli dei social network, proponendoci solo ciò che ci piace e che desideriamo acquistare, rafforzano e radicalizzano la nostra visione del mondo, il pensiero unico e ci confinano nei cosiddetti cluster o silos sociali, ma questa è un’altra storia.

Tuttavia, sapere come, attraverso il marketing, le tecnologie dell’intelligenza artificiale funzionino e lavorino nella nostra vita di tutti i giorni è non solo utile, ma fondamentale per comprendere quanto il futuro che attendiamo sia già il presente che viviamo.

Il 4° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), ci spiega come l’AI abbia rivoluzionato il marketing, la pubblicità e, in pratica, le nostre esistenze sia online che offline.

A dialogare con il giornalista Igor Principe di Radio IT questa volta è il dott. Lorenzo Luce, amministratore delegato di BigProfiles, la prima azienda italiana specializzata in predizioni per il teleselling e il telemarketing e membro del Group of High Level Experts on Artificial Intelligence del MiSE (Ministero per lo Sviluppo Economico).

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Il podcast che ti fa scoprire l’A.I. - Se chiedi un mutuo, ti risponde l’Intelligenza Artificiale, con Davide Bacciu


Sempre più spesso, oggi, sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale, machine learning e deep learning, come se i tre termini fossero uno il sinonimo dell’altro.

Ma è davvero così?
In realtà sono cose diverse.

L’IA o AI è il termine più ampio, che raccoglie tutto l’insieme di fondamenti teorici, metodologie e tecniche che sono alla base della progettazione e realizzazione di sistemi software che cercano di replicare, in ambiti generali o ristretti, caratteristiche e prestazioni che un “osservatore esterno” definirebbe intelligenti ed indistinguibili, ed addirittura migliori, dalle stesse prestazioni eseguite da un essere umano.immagine2

Il machine learning, noto anche come “apprendimento automatico”, può essere definito una sotto area dell’I.A. che raccoglie un insieme di metodi, sviluppati a partire dagli ultimi anni del XX secolo, che utilizzano metodi statistici per migliorare progressivamente la performance di un algoritmo nell’identificare pattern nei dati.

Nell’ambito dell’informatica, l’apprendimento automatico è quindi una variante della programmazione tradizionale, nella quale si predispone in una macchina l’abilità di apprendere qualcosa dai dati in maniera autonoma, senza ricevere istruzioni esplicite a riguardo. In partica gli algoritmi di machine learning apprendono dall’esperienza.

Per deep learning o “apprendimento profondo”, che è un sotto-campo di ricerca del machine learning, si intende un insieme di tecniche basate sulle reti neurali artificiali organizzate in diversi strati, dove ogni strato calcola i valori per quello successivo affinché l’informazione venga elaborata in maniera sempre più completa.

Il protagonista del 3° podcast , il dott. Professore Associato al Dipartimento di Informatica, Università di Pisa e componente dell’AIxIA.
Il protagonista del 3° podcast , il dott. Davide Bacciu, Professore Associato al Dipartimento di Informatica, Università di Pisa e componente dell’AIxIA.

Il deep learning attualmente è la branca dell’I.A. che sta raccogliendo i maggiori entusiasmi da parte di teorici, tecnici ed aziende, gli aspetti pratici più impattanti sulla vita di tutti i giorni provengono proprio da questo campo di studio e sono divise in due macro aree: la prima è l’interfaccia uomo-macchina, la seconda il trattamento di grosse quantità di dati.

La prima macro area è quella che sta producendo i risultati più interessanti, appartengono a quest’area, ad esempio, tutti i chat bot che quotidianamente interagiscono con noi. La loro evoluzione negli ultimi anni è costante e presto gli assistenti vocali saranno in grado di comprendere perfettamente le nostre richieste senza costringerci a semplificarle.

Il 3° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), ci spiega le differenze fra i vari campi di studio dell’I.A. e ci spiega il successo del machine learning e delle deep learning, che negli ultimi anni stanno calamitando l’attenzione di ricercatori, aziende ed investimenti.

A dialogare con il giornalista Igor Principe di Radio IT questa volta è il dott. Davide Bacciu, Professore Associato al Dipartimento di Informatica, Università di Pisa, componente dell’AIxIA, che nel 2012 è stato ricercatore in visita presso il Cognitive Robotic Systems laboratory, Orebro Universitet.

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Intelligenza Artificiale vs Covid-19, con Emanuela Girardi


Prima che la pandemia da coronavirus sconvolgesse il mondo, a tenere banco era una questione che molti tecnologi, scienziati, economisti e giornalisti ritenevano l’evento epocale degli anni venti del 2000.

Stiamo parlando dell’Intelligenza Artificiale e della conseguente rivoluzione tecnologica che sta innescando, e che in molti ritengono avrà lo stesso impatto nelle nostre vite della stampa a caratteri mobili, del motore a vapore e dell’elettricità.immagine2

Eppure, nel comune sentire dell’opinione pubblica, questa rivoluzione deve ancora venire, mentre gli esperti ci dicono che l’I.A. è già abbondantemente all’opera nelle vite di tutti i giorni. Ogni volta che usiamo l’assistente vocale dei nostri smartphone, o interroghiamo un chatbot di un servizio clienti, ogni volta che utilizziamo Google Maps e addirittura quando vediamo una serie TV su piattaforme come Netflix, gli algoritmi dell’I.A. sono all’opera per semplificare e velocizzare le nostre esperienze di navigazione e di acquisto.

Il 2° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information technology), vuole, inoltre, farci scoprire come l’I.A. stia svolgendo un ruolo di primo piano nella lotta contro il Covid-19.

La protagonista del 2° podcast, la dott.ssa Emanuela Girardi, componente direttivo dell’AIxIA, consulente del MiSE e fondatrice dell’Associazione Pop AI.
La protagonista del 2° podcast, la dott.ssa Emanuela Girardi, componente direttivo dell’AIxIA, consulente del MiSE e fondatrice dell’Associazione Pop AI.

A dialogare con il giornalista Igor Principe di Radio IT questa volta è la dott.ssa Emanuela Girardi, componente dell’AIxIA, consulente del MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) e fondatrice dell’Associazione Pop AI (Popular Artificial Intelligence).

In questo podcast capiremo quanto big data e Intelligenza Artificiale siano strettamente correlate e di come le tecnologie di I.A. siano il mezzo migliore per analizzare i dati clinici, epidemiologici e storici del Covid-19 e stilare modelli predittivi che aiutino il personale sanitario nel decidere il triage o la terapia migliore, i governi a decidere le politiche atte al contenimento dell’emergenza e i virologi e gli epidemiologi a redigere modelli previsionali della diffusione del virus. Scopriremo inoltre quanto sia fondamentale l’I.A. per la cosiddetta bioinformatica.

Emanuela Girardi ci parlerà anche di Claire (Confederation of laboratories for artificial intelligence research in Europe), una comunità europea che raccoglie tutti gli attori, associazioni, laboratori che si occupano di I.A. e che ha avuto un ruolo importante anche durante l’epidemia di coronavirus.

Infine capiremo come le parole chiave del prossimo futuro siano ricerca, istruzione, formazione e informazione, e quanto le tecnologie dell’I.A. siano fondamentali per lo sviluppo di ciascuna di esse.

Per concludere, possiamo dire che questo 2° podcast ci parla non tanto delle applicazioni future dell’Intelligenza Artificiale, quanto del nostro presente, che molti hanno già definito I.A. Society.

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Milano: nasce il capitolo Italia di Global Women In Pr (GWPR)


E’ stato celebrato il 22 marzo a Milano, nell’innovativo hub Le Village by CA, il lancio del capitolo italiano di Global Women in PR, associazione internazionale impegnata a creare opportunità di networking fra donne manager che lavorano nel settore delle PR, della Comunicazione, dei Public Affairs e dell’Advocacy al fine di contribuire a incidere in modo significativo sulla cultura e sul ruolo del valore nella diversità di genere.

GWPR è un’associazione no profit fondata nel 2015 nel Regno Unito su iniziativa di Susan Hardwick e Angela Oakes, già Presidenti di Women in PR UK, con l’obiettivo di creare un’opportunità di crescita, integrazione e connessione tra professioniste del settore PR e Comunicazione a livello globale.

Fondata in UK nel 2015, GWPR rappresenta una realtà importante di ICCO (International Communications Consultancy Organisation), organizzazione che rappresenta 2.500 Aziende del settore PR e Associazioni Nazionali di Categoria di 48 paesi in tutti i continenti: Europa, Africa, Asia, Americhe e Australasia.

GWPR è un’associazione senza scopo di lucro, costituita da una rete internazionale di donne leader nel settore delle PR e della Comunicazione con il proposito di dare vita ad un forte networking globalecreare valore sul tema della diversità di genere, condividere esperienze, idee, progettualità e risorse. L’associazione si impegna inoltre fattivamente su temi chiave, dalla flessibilità nel lavoro alla parità di retribuzione, per contribuire a realizzare un ambiente professionale e lavorativo più equo e meglio distribuito.

Global Women in PR Italia nasce con l’ambizione di concorrere a creare valore, stimolare l’espressione del pieno potenziale e del talento femminile per consentire alle donne un ruolo di leadership capace di lasciare ogni giorno un segno nella società in cui viviamo, fertilizzando un ambito di dialogo, partecipazione e inclusione. 

GWPR Italia opererà sul territorio dando vita a iniziative e progetti di alto valore, per stabilire relazioni con tutti gli stakeholder, nell’ottica di diffondere maggiore consapevolezza sui valori e sul ruolo della diversità di genere. L’associazione inoltre si impegnerà fattivamente su temi legati al mondo del lavoro con particolare attenzione agli ambiti della flessibilità, dei percorsi di carriera e della parità di retribuzione, per contribuire a sostenere prospettive e modalità più eque e meglio ridistribuite della partecipazione delle donne alla vita professionale.

Nonostante ben due terzi dell’occupazione nell’industria delle PR sia rappresentata da donne, la posizione di CEO, nelle 30 principali agenzie di PR a livello globale, è ricoperta al 78% da figure maschili*” ha dichiarato Angela Oakes, Co-Founder and Joint President, GWPR. “Fare networking nel nostro settore significa offrire alle donne manager un ambiente di incontro non competitivo e collaborativo dove costruire il futuro della nostra Industry, dando vita a nuovi modelli culturali di riferimento per le generazioni future”.

GWPR Italia, il network di riferimento e rappresentanza per le donne manager che operano nell’ambito delle PR e della Comunicazione.
GWPR Italia, il network di riferimento e rappresentanza per le donne manager che operano nell’ambito delle PR e della Comunicazione.

“Per molti questo è il secolo delle donne, il secolo dove siamo indistintamente chiamate a contribuire ad un cambiamento di cui tutta la nostra società ha intimamente bisogno. Le donne portano in dote un potenziale essenziale col quale possono concorrere a nutrire la cultura della diversità, diventando anche portavoce dei valori intrinseci all’intelligenza emotiva, fondata sui processi di consapevolezza, integrazione e quindi generativa di una leadership orizzontale” ha dichiarato Carola Salvato, Fondatrice e Presidente di GWPR Italia e CEO di Havas Life Italia.

L’associazione ha ricevuto il riconoscimento e il sostegno di ICCO (International Communications Consultancy Agency) e gode in Italia del supporto incondizionato di Assorel, l’associazione delle imprese di Relazioni Pubbliche e Comunicazione italiane e della piattaforma partecipativa PRHub che ne sosterranno fattivamente la crescita.

GWPR Italia Consiglio Direttivo  

GWPR Italia - da sx a dx: Carola Salvato (CEO Havas Health and YOU Italy), Fondatrice e Presidente Rossella Rosciano (CEO & PR Manager MiRò Comunicazione), Fondatrice e Consigliere Alessandra Malvermi (Managing Partner Sound PR), Fondatrice e Vice-Presidente Cristina Risciotti (Senior Business Advisor OmnicomPRGroup), Fondatrice e Vice-Presidente Antonella Romano (Managing Director & Partner Noesis), Fondatrice e Tesoriere Angela Oakes – GWPR Co-founder e Joint President Elena Silva (Market leader BCW Italia - WPP Group), Fondatrice e Consigliere. (Credits: ELISA DUCOLI)
GWPR Italia – da sx a dx: Carola Salvato (CEO Havas Health and YOU Italy), Fondatrice e Presidente Rossella Rosciano (CEO & PR Manager MiRò Comunicazione), Fondatrice e Consigliere Alessandra Malvermi (Managing Partner Sound PR), Fondatrice e Vice-Presidente Cristina Risciotti (Senior Business Advisor OmnicomPRGroup), Fondatrice e Vice-Presidente Antonella Romano (Managing Director & Partner Noesis), Fondatrice e Tesoriere Angela Oakes – GWPR Co-founder e Joint President Elena Silva (Market leader BCW Italia – WPP Group), Fondatrice e Consigliere. (Credits: ELISA DUCOLI)

*Fonte: GWPR Annual Survey 2017




Étranger Film Festival - La cultura per capire ed accogliere l'altro


Si è conclusa la seconda edizione dell’Étranger Film Festival di Gioia del Colle (BA), il festival che unisce cinema, letteratura ed arti visive, affrontando il tema della diversità. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Étranger, in collaborazione con il Presidio del Libro di Gioia del Colle, che ha curato le sezioni letteratura ed arti visive.

10460892_343446365804279_9063965673951085311_oOltre alle numerose proiezioni di corti e lungometraggi, momenti importanti di questa edizione sono stati sicuramente la mostra fotografica “Ti racconto una storia” di Roberto Pedron, fotoreporter di International Web Post, che raccoglieva fotografie dei luoghi della sfruttamento, dei conflitti e della povertà, visti attraverso gli occhi di un bambino; il momento dedicato all’attore Paolo Panaro, che ha letto “Gli zii di Sicilia” di Leonardo Sciascia, opera sull’emigrazione italiana in America e l’evento speciale che ha chiuso il festival, la proiezione del film ”Indivisibili” e l’incontro con il suo regista Edoardo De Angelis.

Tra le opere in concorso, i vincitori dei tre premi sono stati:

Premio Étranger Studenti 2017, assegnato a “CHOCOLATE WIND”, regia di Ilia Antonenko;

Premio Le Barisien 2017, assegnato a “POLIS NEA”, regia di Pierluigi Ferrandini;

Premio Étranger 2017 assegnato a “ALBA” regia di Ana Cristina Barragán.

In occasione dell’ultima serata dell’evento, abbiamo incontrato uno degli organizzatori, Giuseppe Procino, che si è occupato della direzione artistica del festival e gli abbiamo rivolto qualche domanda:

“Il Festival nasce dall’esigenza di voler raccontare attraverso l’audiovisivo il mondo che ci circonda con i suoi colori ed i suoi contrasti. Non è solo un festival sulla diversità; è un festival sulla ricerca dell’umano, sulla comprensione oppure di contrappunto sull’alienazione che genera l’incomprensione, sulla necessità del tornare a guardarci negli occhi, sulla necessità dell’impegnarci nell’ascolto dell’altro (senza etichettarlo con le sue scelte, le sue origini, la sua natura). Un festival sull’assurdità del vivere e l’indifferenza del mondo. Ritenevamo  4 anni fa che fosse un obbligo dover parlare della bellezza della scoperta, la bellezza della differenza che ci fa capire che tutte le nostre esistenze sono, a loro modo, uniche ma che allo stesso tempo nessuno è realmente solo. Il bene e soprattutto il male, perché è conoscendo il male che impariamo a combatterlo.”

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“Gioia del Colle e non solo ha risposto in maniera eccelsa, la mostra di Pedron è stata visitatissima, gli incontri con gli autori hanno visto un pubblico corposo ed attento, le proiezioni sono state seguite, persino la serata in cui avevamo come grande nemico Iggy Pop. Nella prima serata avevamo predisposto 300 sedie, siamo finiti ad avere gente seduta per terra e non ce lo aspettavamo.”

La locandina dell'Étranger Film Festival 2017
La locandina dell’Étranger Film Festival 2017

“Penso che la cultura sia alla base di tutto. E’ attraverso la conoscenza che superiamo i confini, che impariamo a comprendere che esiste un mondo al di fuori delle nostre vite. In un periodo in cui si alzano muri, si puntano dita, si negano diritti, l’unica salvezza è la comprensione, senza cultura e senza esperienza non può esistere ascolto e quindi comprensione. Siamo in un periodo in cui siamo tartassati da input negativi, modelli terrificanti (basti pensare che a pochi passi da Gioia del Colle, Santeramo in Colle, esiste un seguitissimo “Noi con Salvini”),  tutto è effimero, sono in pochi quelli che si sforzano di andare a vedere cosa c’è sotto la superficie delle cose, la cultura è apertura e quindi l’unica salvezza. Bisognerebbe davvero insegnare la cultura dell’amore nelle scuole, altrimenti le future generazioni cresceranno con la convinzione che in ogni situazione esiste un nemico da inventare ed un forte che deve necessariamente schiacciare il debole.”