Ritorno al vinile: moda, business o riscoperta? Ne parliamo con Dj Ringo, Art Director di Virgin Radio


Negli ultimi anni si sta verificando un ritorno prepotente al passato, una passione enorme per tutto ciò che è vintage e da collezione, ritorno che tocca anche il mondo della musica. In questo fenomeno economico e di costume, rientra di gran lunga l’oggetto vinile, con un grande aumento delle vendite ed anche di popolarità.

Ne abbiamo parlato con il famoso Dj Ringo, Art Director della radio rock per eccellenza, Virgin Radio.dj-ringo

Domanda: Dalla sua esperienza di speaker, dj e appassionato, crede che questo sia solo un fenomeno probabilmente passeggero, una moda, un business, oppure, ritiene ci sia dietro una autentica riscoperta del valore dell’analogico?

Risposta: “Penso un po’ tutte e due, mi spiego meglio: avere un piatto anche vintage dove posso appoggiare il vinile e la puntina sui solchi, è qualcosa di figo e fa molto glamour alle feste in casa, ma è anche vero che molti giovani attingono dalle collezioni dei papà, nonni e zii nelle collezioni del vinile e chiaramente per ascoltarli o usano un vecchio mangiadischi a pile per 45 giri o ne comprano uno nuovo, ma sono anche costretti a comprarsi tutti i vinili. Ora la moda è il vinile a 180 grammi, fate voi, moda o passione?”

D: Lei crede che questo ritorno al materiale, al contatto reale con la musica (si pensi anche al ritorno del legno nel design dei giradischi), possa, in ogni caso, giovare a quello che è il mercato attuale della musica, italiana ed internazionale?

R:Come affermavo prima è sempre una questione di passione o di mode, il confine sta nel ricercare dei vecchi impianti stereo (io avevo un vecchio Lesa) in legno, pesantissimi ma affascinanti, oppure, comprarsi delle repliche fatte benissimo che costano meno e suonano peggio! Sarebbe un po’ come replicare i vecchi Juke-Box della Wurlitzer con tanto di legno e palla di vetro.”vinili

D: In questo quadro, anche a causa dell’ascolto in streaming, i compact disc stanno pian piano scomparendo, secondo lei, invece, gli LP riusciranno comunque a sopravvivere?

R:Chi colleziona, colleziona tutto e basta e comunque penso che da collezione ci sia solo il vinile, perché fa parte di un’epoca magica della musica che sono gli anni ’50-’60-’70, fino ad arrivare agli anni ’80, dopo di che l’era è diventata troppo moderna ed elettronica.”

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D: Ringraziandola per il tempo che ci ha dedicato, chiudo quest’intervista con un’ultima domanda: vista la carriera nelle radio più famose, che la tiene costantemente a contatto con la musica, qual è il suo personale rapporto con il vinile?

R:Il mio personale rapporto con il vinile è ormai dedicato alla mia collezione di dischi 33 e 45 giri, che ammiro guardando come guardo un quadro famoso, qualche volta me ne arriva uno nuovo dalle case discografiche e qualche volta mi intrufolo in qualche mercatino e negozietto, nei miei svariati viaggi di lavoro o diletto e tengo un’occhio sempre attento anche sui siti di vendita, dove magari trovo qualche rarità.”ringo

Io credo che sia sempre un bene acquistare musica, sia che lo si faccia per moda o per passione, che sia su cd, vinile o il biglietto di un concerto, perché l’arte e la cultura vanno sempre sostenute, anche economicamente. La riscoperta del vintage non sapremo quanto ancora durerà, ma mi auguro possa sempre servire a sostenere la buona musica, che è l’alleata perfetta per vivere meglio.