Si è svolta ieri la 1° giornata della SIC a Taranto, che ha permesso ad un piccolo, ma appassionato gruppo di spettatori, che hanno sfidato un torrido sabato di fine giugno, di vedere i primi 3 film dei 7 in programma.

I sette lungometraggi sono quelli selezionati dai critici cinematografici del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) per la Settimana Internazionale della Critica, uno dei più importanti appuntamenti della scorsa Biennale di Arte Cinematografica di Venezia.

È grazie all’impegno della critica cinematografica Gemma Lanzo, membro del consiglio nazionale del SNCCI, che insieme al Comune di Taranto e all’Apulia Film Commission sono riusciti a portare in trasferta la SIC dalla città lagunare a quella dei due mari, che ieri abbiamo potuto vedere tre film d’autore davvero interessanti.

Il primo film proiettato è stato il crudo, romantico e disturbante “50 o Dos Ballenas se Encuentran en la Playa” (Messico 2020), del regista 58enne Jorge Cuchi. Una storia adolescenziale fuori dagli schemi che mette in scena la relazione fra Félix ed Elisa, impegnati nella 50 sfide del famigerato gioco “Blue whale”, che, attraverso sfide di difficoltà e rischio sempre crescenti, alla fine dovrebbe terminare con il suicidio dei partecipanti. Il film è girato con un grande uso del piano sequenza e dello split screen per mostrarci in contemporanea le vicende dei due protagonisti, gli straordinari ed intensissimi Karla Coronado e José Antonio Toledano. Incredibilmente suggestive e potenti le musiche di Giorgio Giampà ed i suoni di Alvaro Mei.

Il secondo film è stato l’ucraino “Bad roads”, titolo originale Pohani Dorogy, della 46enne drammaturga, sceneggiatrice e regista ucraina Natalya Vorozhbit. Acclamatissimo a Venezia, il film parte da uno spunto interessante, mostrare gli orrori della guerra senza mostrare mai una battaglia, ma mostrando gli effetti sui civili e indifesi, ma i quattro episodi, anzi quadri, di cui è composto sono eccessivamente cinici e violenti, soprattutto il 3° episodio, che per il suo esagerato e gratuito calcare sulla misoginia, violenza e crudezza non slemberebbe girato da una donna.

Infine, prima dell’ultimo film in programma, c’è stato l’evento speciale della serat: alle 20:30, in diretta online, Gemma Lanzo dallo Spazio porto ha dialogato con la regista turca vincitrice del Gran Premio della SIC 2020, la 38enne Azra Deniz Okyay, e con Beatrice Fiorentino, delegato della SIC.

Alla fine della chiacchierata online è stato proiettato proprio il film di Azra Deniz Okyay, “Ghosts”, titolo originale Hayaletler, che in uno stile molto cinematografico mescola e fa collidere quattro storie e quattro vite diversissime sullo sfondo di una Turchia contemporanea, divisa fra passato e futuro, fra poteri forti e giovani idealisti. Un affresco neorealista che sfocia nel musical elettro-punk, mescolando generi e linguaggi, e strizza l’occhio al cinema sia dei fratelli Dardenne che a quello di Jonathan Demme.

Si replica stasera con gli ultimi 4 film in programma e il talk, alle ore 21:30, con i critici cinematografici Massimo Causo, Davide Di Giorgio e Gemma Lanzo.

 

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