“Cosa fai nella vita?” se a questa domanda ti senti rispondere “faccio il coach” è il caso che approfondisci la conversazione. In Italia la professione del coach non è ufficialmente riconosciuta e certamente non ha tutele e limiti legali, ma la sovrabbondanza di corsi e master professionalizzanti ci spinge a chiederci qualcosa di più.

Purtroppo nel nostro Bel Paese chiunque può avvalersi di questo titolo, almeno per il momento, ma questo non deve neanche per sbaglio farvi pensare che la facilità con cui il titolo viene auto attribuito sia sinonimo di inutilità o superficialità della professione. A livello Europeo esiste un albo riconosciuto che vede iscritti anche tutti i coach italiani che hanno conseguito master e percorsi professionalizzanti per specializzarsi in una disciplina che, non ho dubbi, diventerà popolarissima in breve tempo.

Ma a questo punto chiediamoci “cosa è il coach?”.

L’International Coach Federation (ICF) definisce il coaching come una partneship con il cliente che, attraverso un percorso collaborativo di riflessione e stimoli, accompagna l’assistito a sviluppare il suo potenziale in maniera piena, migliorando la qualità della propria vita. A differenza di altre professioni quali lo psicoterapeuta o il counseulor, il coaching si concentra esclusivamente sul presente e sul futuro. Non serve ad alleviare il dolore psicologico derivante da nodi non risolti del passato e tantomeno ad analizzare disturbi emotivi o cognitivi. Come suggerisce proprio la parola coach, questo ruolo è quello dell’allenatore, del mister che ti prepara nel campo della vita. Lo sport, dove questa disciplina oltre al nome è nata, si presta benissimo a spiegare i meccanismi che supportano tale approccio.

I veri campioni nelle discipline sportive, quelli che toccano i record mondiali, che vincono numerose medaglie alle olimpiadi o che fanno la storia della loro disciplina non sono solo atleti. Per diventare dei grandi campioni non basta avere un fisico allenato e possente, una tecnica efficace e strategica. Per diventare “qualcuno da ricordare” devi avere la testa focalizzata su quello che desideri raggiungere. Il nostro cervello è una macchina fantastica, ma il suo obiettivo principale è quello di proteggerci. È per questo che vede pericoli e fallimenti ovunque, è per questo che tende a pensare negativo, è per questo che ci spinge ad essere conservativi piuttosto che coraggiosi nelle scelte di tutti i giorni. Ed è così, spesso senza accorgercene, che ci troviamo rinchiusi in gabbie immaginarie costruite da noi stessi senza ricordare come e quando questo processo di ingabbiamento sia cominciato.

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Il coaching ti aiuta ad esplorare le tue possibilità, a risvegliare i tuoi talenti, a trovare il coraggio di vivere la tua vita in modo pieno e appassionato assecondando i tuoi desideri e non le tue paure. Un allenatore, appunto, di potenzialità che attraverso una serie di domande e di esercizi ti aiuta ad esplorare il tuo essere. Avere una visuale diversa e imparare ad osservare i nostri limiti ci aiuta a darci delle chances. Noi per primi, purtroppo, siamo i peggiori critici e boicottatori di noi stessi.

È facile allora dedurre come mai la professione del coach da molti è considerata in crescita e in una vera e propria fase di esplosione. Viviamo nel paradosso di avere un mondo pieno di opportunità e la paura costante di non essere all’altezza dei nostri sogni. Sappiamo di poter realizzare ciò che vogliamo, ma annaspiamo nell’incubo del fallimento. La società ci guarda, ci giudica, ci condanna ancor prima che le nostre azioni si compiano e il timore dell’essere “fuori dal gruppo” ci costringe ad una vita piatta e senza colpi di scena. Così si perdono occasioni, si lascia passare il tempo, ci si accontenta di quello che arriva, anche quando si potrebbe essere destinati a molto di più!

Partendo da se stessi, lavorando sulla propria autostima, analizzando le situazioni da ottiche diverse e mettendosi in discussione, si può arrivare a capire le azioni da compiere per essere pienamente consapevoli e attori protagonisti del proprio futuro. La guida di un coach non fa altro che incentivare, sostenere, incoraggiare e accompagnare in un percorso di liberazione dagli schemi mentali e dai limiti che ci si auto infligge.

Pensare ad un coach è come pensare ad un compagno di viaggio che non conosce la strada ma sa aiutarti a trovarla.

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