Quando si parla di contenuti soprattutto in ambito digital, si sottovaluta sempre il ruolo fondamentale che hanno. Quando un’azienda inizia a zoppicare, l’errore più grande che può fare, è ridurre o eliminare le attività di content e più in generale di marketing, credendo che non siano importanti per trovare nuovi clienti.

Si trascura completamente il fatto che gli utenti navigano in rete, fanno ricerche, confrontano i prodotti, leggono le recensioni, cercano informazioni. L’azienda che vince è quella che offre contenuti di valore e non si limita a fare il venditore porta a porta online.

Facciamo esempi concreti di come i contenuti, in modo molto generale e semplificato, aiutano le aziende non solo ad attirare lead e prospect, ma soprattutto a fidelizzare i propri clienti e farli diventare promotori per potenziali nuovi clienti.

Grazie ai contenuti puoi:

  1. Attirare la tua Buyer Persona che fa una ricerca online e trova un tuo blog post proprio sull’argomento ricercato.
  2. Coinvolgere la tua Buyer Persona che è atterrata sulla tua landing page attraverso un contenuto che le regalerai per convincerla a compilare il form di contatto.
  3. Entusiasmare la tua Buyer Persona che ha acquistato il tuo prodotto e ogni mese riceve delle pillole interessanti che la rendono una cliente entusiasta dell’esperienza che continua a vivere.

Elisa Contessotto, digital strategist e responsabile dell’area formazione di SEOZoomPer parlare di contenuti non potevo che intervistare lei: Elisa Contessotto, da anni una professionista del mondo content e responsabile dell’area formazione di SEOZoom.

Ciao Elisa, l’ultima volta ci siamo viste al Search Marketing Connect dove eri speaker e moderatrice della sala Content. Partiamo proprio dal mondo dei contenuti, ci racconti come hai iniziato, come ti sei appassionata a questo mondo?

È una bella domanda e per risponderti devo volare indietro nei ricordi. Ho iniziato scrivendo per delle riviste cartacee distribuite in edicola. Mentre cominciavo a formarmi sulle materie del digital marketing, scrivevo e mi occupavo di interviste nel settore della fotografia (la mia prima passione!). Dopo circa 150 articoli per la carta stampata, ho aperto il mio primo blog. Se lo guardo adesso mi sembra tutto sbagliato, ma lo osservo con tenerezza e mi è utile tutt’ora: è una traccia degli errori e delle ingenuità che si compiono quando si parte senza un background adatto. Nonostante tutto, fare le cose con passione dà una spinta molto importante: il blog nei primi due anni ebbe oltre 200mila lettori. Lo scrivo per toccare un aspetto su cui, oggigiorno, mi soffermo spesso: ho l’impressione che chi si occupa di content cerchi la formula magica – tra falsi miti della SEO – e si concentri poco sul gusto di creare dei contenuti utili per gli utenti, frutto dello studio e appunto della propria passione. È triste notare come a volte le aziende stesse non mettano i propri content manager o redattori nelle condizioni di lavorare al meglio.
Tornando al mio percorso, con l’apertura del primo blog ho studiato molto e sono stata fortunata: sono entrata in un web agency, Dea Marketing dove sono cresciuta tanto insieme ai colleghi. Dal fronte content marketing mi sono spostata dopo qualche anno sulla SEO, studiando e imparando sul campo. Poi nel mio percorso ho incontrato SEOZoom e ora sono qui, mentre continuo ad appassionarmi, a leggere tantissimo, a confrontarmi con gli altri. Partecipo come speaker a vari eventi e tengo un sacco di webinar: mi piace condividere e formare formandomi. Il Search Marketing Connect nello specifico è uno dei miei eventi preferiti. Nell’edizione di Dicembre 2021, ero felicissima di tornare in presenza e la Sala Content è stata un tripudio di interventi interessanti. Mi sono ritrovata negli argomenti che hai trattato nella tua presentazione e sono convinta che una buona attività di content marketing sia preziosa per chiunque abbia un progetto o un business da raccontare. Un libro che ho letto di recente che mi ha arricchito di nuove idee è “L’impresa come media” di Cristina Maccarrone e Roberto Zarriello.

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Secondo la tua esperienza, quali sono 3 motivi per i quali le aziende italiane oggi devono approcciare in modo concreto e professionale la SEO?

La SEO è un ecosistema che aiuta un’azienda a entrare in contatto con clienti e nuovi prospect. Allo stesso tempo, SEO significa apportare al sito una serie di migliorie tecniche e di performance che favoriscono le conversioni. Fare SEO significa anche avere gli strumenti per trovare nuove opportunità per un business. Dal mio punto di vista la SEO, a diversi livelli, è essenziale in qualsiasi azienda. Dovendo sintetizzare in tre motivi principali:

  1. ci sono tante aziende che a oggi hanno fatto molta strada grazie alle ottimizzazioni SEO, ma ci sono ancora tantissime realtà che hanno siti web poco sviluppati. La competizione cambia molto da settore a settore, ma è ancora un buon momento per partire.
  2. ragionare in ottica SEO permette a un’azienda di essere più flessibile e pronta al cambiamento. Più conosciamo gli utenti – la loro buyer’s journey – e i motori di ricerca, più siamo consapevoli della grande variabilità delle ricerche. Per questo, se il tipo di business ce lo consente, possiamo essere pronti ad accogliere il cambiamento. Oppure, se il progetto ha meno possibilità di adattarsi, sarà utile sapere che la SEO è solo un aspetto da considerare in una strategia di digital marketing e che, in generale, non possiamo basarci solo ed esclusivamente sul traffico organico.
  3. grazie ai tool SEO le aziende hanno tante informazioni per sviluppare il business basandosi su dati. La SEO può far risparmiare tempo ed energia e guidare gli investimenti.

Sei responsabile dell’area formazione in SEOZOOM che è una delle aziende più note in ambito SEO, ci racconti di cosa ti occupi e come aiuti le aziende e i professionisti italiani a crescere direttamente in termini di competenze e indirettamente di business?

In SEOZoom mi occupo di tutta la formazione legata alla suite e aiuto i professionisti a migliorare nelle attività di keyword research (la mia area di interesse preferita!) e di ottimizzazione onpage. Organizzo da tanti anni anche dei webinar settimanali, a volte tenuti da me, altre volte con ospiti. Quello che cerco di fare nelle attività di formazione è di aiutare ad accrescere la consapevolezza sulla materia. A parte il condividere le mie competenze tecniche, nell’attività di formazione aiuto a sviluppare un processo e un pensiero critico nei confronti di quello che si sta facendo. Molti corsisti arrivano in classe cercando “la formula magica”, la “chek-list perfetta” di task da svolgere. Mi dispiace, non c’è! Un pensiero flessibile è la chiave. A questo va unita una buona conoscenza e la capacità di lettura e interpretazione degli strumenti come SEOZoom. C’è un fattore aggiuntivo che fa la differenza, e credo poi rappresenti anche il motivo per cui è utile avere un formatore dedicato: la sintesi delle esperienze. Mi spiego: per il tipo di lavoro che svolgo, analizzo e studio centinaia di progetti diversi l’uno dall’altro. Mi piace condividere questo know-how e aiutare gli altri a trovare buone opportunità elaborando e intrecciando le strategie che ho imparato in diversi settori.

Quali sono 3 consigli che ti senti di dare ad un’azienda che affronta per la prima volta il mondo digital e non sa bene come orientarsi?

Suggerirei di iniziare chiedendo qualche consulenza, magari a più professionisti. Il confronto in una prima fase è prezioso. È difficile avere le energie per avere in prima istanza degli audit completi, ma ritagliarsi il tempo per dialogare con degli esperti può mettere in moto una serie di ragionamenti. Più voci, più ricchezza di idee, più possibilità di trovare la strada giusta per la propria azienda.

Il secondo suggerimento è che, qualora l’azienda abbia le risorse per farlo, è consigliato formare delle risorse in-house. Avere un team interno all’azienda è un modo per avere una voce ancora più autentica quando si sviluppa un piano di digital marketing. In fondo, nessuno conosce il prodotto o servizio meglio dell’azienda stessa?

Infine consiglio di non buttarsi sulla prima intuizione che si ha, sul nuovo social network di tendenza. Ogni azienda ha tante strade da poter percorrere: non serve provarle tutte. Per questo mi ricollego al primo punto: tenersi aggiornati e confrontarsi con gli esperti dei vari settori è un modo per stare al passo in un processo virtuoso di formazione continua. Essere preparati è un costo, ma allo stesso tempo è un risparmio enorme.

Elisa Contessotto, digital strategist e responsabile dell’area formazione di SEOZoomBio di Elisa Contessotto

SEO e formatrice, sono la responsabile dell’area formazione di SEOZoom. Negli anni ho orientato i miei interessi verso la SEO e la keyword Research coniugando l’approccio creativo a quello analitico. Sono il Capitano di una squadra di freccette! Nel tempo libero, bevo Prosecco e scrivo di libri e fotografia. Mi piace il frrr dei gatti.
https://www.linkedin.com/in/elisacontessotto/ | elisacontessotto.it

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