Lo Specchietto Retrovisore: Consigli per la lettura dell’IMF

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Christian Zorico (160)

Il World ELo Specchietto Retrovisoreconomic Outlook diffuso martedì 4 ottobre da parte del Fondo Monetario Internazionale ha scattato una fotografia che racconta di una crescita mondiale più anemica. Nel suo appuntamento semestrale, l’Istituzione di Washington stima infatti che la crescita globale per il 2016 si attesti al 3.1% per poi salire al 3.4% nel 2017. Il tono negativo di questo rapporto si materializza in previsioni più basse dello 0.1%  rispetto ai numeri snocciolati lo scorso aprile.

Tra i principali motivi che rallentano la crescita dei Paesi sviluppati, vengono annoverati la crescita inferiore alle attese degli Stati Uniti e il risultato del referendum inglese a favore della Brexit. L’insieme di questi accadimenti hanno spinto i banchieri centrali ad adottare ancora politiche accomodanti, con la diretta conseguenza di aggiungere pressione sui tassi nominali.world-economic-outlook

L’appuntamento di questo “Specchietto Retrovisore” riporta una selezione di rassegna stampa che ho ritenuto interessante leggere. Infine, una riflessione che ho scritto subito dopo aver letto le parole di Erik Nielsen, Capo economista del Gruppo Unicredit Bank. Se da un lato probabilmente l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea ancora non ha avuto i riverberi più aspri, probabilmente la negatività sul sistema Europa, e in particolare, sulle banche potrebbe essere quasi alle spalle. Il quasi è ovviamente d’obbligo, visti gli ultimi accadimenti. Ma se prima di Deutsche Bank, il piccolo Monte dei Paschi e le altre banche italiane, sembravano essere il problema, ora forse sono la soluzione. Per quanto negativi si possa essere, è evidente che la solidità, forse meno la redditività, del sistema finanziario, stia a cuore ai regolatori e ai politici europei.

  • Dal sito CNBC. Allarme rosso da parte del FMI: il livello di debito globale ha raggiunto i massimi di sempre raggiungendo il livello di 152 trilioni di dollari. Clicca qui
  • Sempre da CNBC. E’ l’Asia a rivelarsi ancora un motore essenziale per l’economia mondiale. Queste le parole di Changyong Rhee, direttore del dipartimento Asia and Pacific al FMI. Clicca qui
  • Per i curiosi sul dibattito IMF e Piketty, approfondite pure nel seguente articolo di Javier E. David di CNBC. Apparentemente, stando ad un report rilasciato dal Fondo Monetario Internazionale, lo studio sulle disuguaglianze dell’economista francese, risulterebbero prive di fondamento scientifico, benchè la valenza teorica sull’argomento susciti le opportune riflessioni. Clicca qui
  • Sempre sul debito, sul ruolo delle banche e sul credito. Ian Talley, Blogger di The Wall Street Journal”, fa una analisi della situazione alla luce dei campanelli d’allarme fatti suonare da Cristine Lagarde. Clicca qui
  • Infine, un articolo sull’Italia. Il Fatto Quotidiano pone l’accento sulle stime di crescita emerse nel rapporto del FMI per il Bel Paese. Clicca qui

 

 

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Ha conseguito il Master of Quantitative Finance and Risk Management (MAFINRISK) presso l’Università Bocconi nel 2005 dopo essersi laureato in Economia degli Intermediari Finanziari presso la stessa Università. Inizialmente ha svolto attività di ricerca e tutoring per i corsi di Portfolio management e Applied Econometrics presso l’Università Bocconi tenuti dal Professor Andrea Beltratti. In seguito ha avuto modo di consolidare le nozioni tecniche ed applicarle sul campo durante l’esperienza come quantitative analyst e risk manager in un Hedge Fund con strategia macro e successivamente ricoprendo la posizione di gestore di portafoglio e fund manager con mandato flessibile per una banca privata svizzera e un gestore di fondi. L’area di interesse è da sempre il mondo fixed-income e azionario, inseriti nel più ampio approccio di analisi top-down.

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