Lo Specchietto RetrovisoreÈ domenica pomeriggio e mentre scrivo ci godiamo la quiete prima della tempesta. Domani ci potremmo svegliare nel caos determinato da un ballotaggio tutto populista oppure assaporeremo ancora questo stato di quiete. Nel mezzo, diverse opzioni possibili nella combinazione dei voti tra i 4 candidati più accreditati, a cui associare eventualmente reazioni opposte dei mercati. Quando questo articolo sarà pubblicato, l’incipit potrà sembrare se non superfluo, quanto meno irrilevante. Infatti, poche ore ancora e avremo di cosa discutere.

Iniziare l’articolo nell’assoluta incertezza è un esercizio valido, ci permette di analizzare la situazione per quella che è veramente. E questo sarà vero anche quando alcuni dubbi saranno dipanati allorché sapremo chi ha passato il primo turno. Già perché ignoriamo l’esito di un probabile ballottaggio, ma soprattutto ignoriamo quale direzione prenderanno i programmi politici dei diversi candidati e quali proposte saranno oggetto di discussione e in grado di cambiare lo stato delle cose.

Possiamo ipotizzare che una vittoria di Macron, insieme con la conferma di Angela Merkel, possa rivitalizzare l’asse franco-tedesco svolgendo una funzione di supporto e volano per un’Europa che accusa qualche debacle, per usare un francesismo.

Ma resta solo un’ipotesi, valida tanto quanto i timori che un atteggiamento ostile di Marine Le Pen, o di Mélenchon, possano suscitare nell’apparato europeo.

La realtà più ovvia è che ignoriamo gli effetti anche dinanzi ad un risultato certo. Credo sia proprio questo elemento in grado di detonare la bomba del populismo. Quasi in maniera naturale, l’elettore chiamato ad esprimere il proprio dissenso rispetto ad un sistema che mostra qualche falla, ha poi l’occasione ex post di riflettere sui cambiamenti in atto.

I due candidati usciti vincitori al 1° turno: Macron e Le Pen. Fonte: www.nbcnews.com
I due candidati usciti vincitori al 1° turno: Macron e Le Pen. Fonte: www.nbcnews.com

Dopo la Brexit, l’annuncio di elezioni anticipate da parte del Primo Ministro Theresa May in seguito alle divisioni interne al Parlamento rispetto a come avanzare nel processo di “Uscita”, testimonia quanto ardua sia la strada per interrompere i rapporti con l’UE e negoziare nuovi accordi. L’agenda politica di Trump sembra essere di difficile attuazione (emblematico lo stop ricevuto sulla riforma fiscale) e soprattutto si sta rivelando, nella pratica, in contrapposizione con molti punti dichiarati in campagna elettorale.

Suppongo che queste difficoltà reali, viste nel loro insieme, costituiscano il miglior detrattore per le correnti populiste, l’elemento che ne riduce il momentum positivo in corso. Non sappiamo se l’Europa sarà chiamata ad affrontare una view più radicale in questa tornata elettorale oppure sarà l’Italia con le prossime elezioni a urlare il proprio dissenso.

Di certo di queste urla se ne stanno preoccupando sia a livello politico che a livello economico. Tuttavia l’impressione che emerge resta di assoluta inadeguatezza. In Europa, il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble spinge affinché anche la BCE segua le orme della Federal Reserve nel prospettare un piano di uscita da politiche estremamente accomodanti. Uno dei membri del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, Ewald Nowotny ha invece ribadito, in un’intervista ad un giornale Austriaco, che le condizioni economiche europee restano differenti. Lontani dalla piena occupazione e con un’inflazione crescente, ma distante dal 2 per cento, Nowotny conferma che le decisioni future di politica monetaria saranno prese solo nella seconda metà dell’anno, certamente non prima del mese di luglio 2017.bce3

Chiaramente una situazione politica volta a disgregare, sarà un elemento determinante non solo per le azioni economiche future, ma anche per la buona riuscita di quelle attuali.

Uno Specchietto Retrovisore un po’ atipico quello di questa settimana, perché parla poco, se non in maniera velata di mercati. Lasciamoci con una riflessione, di mercato a questo punto, nell’attesa di poter analizzare i fatti nei prossimi appuntamenti: i Bond Governativi potrebbero sorprenderci perché in grado di offrire una volatilità inattesa. Nelle settimane precedenti il Bund tedesco così come l’Oat francese si sono posizionati per fronteggiare un evento negativo. È plausibile che proprio dai Governativi si possa dipanare della volatilità in grado di imprimere la direzione delle altre Asset class, azionario ed euro comprese.

Christian Zorico: LinkedIn Profile

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