Lo Specchietto Retrovisore – 19/06/2016

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Christian Zorico (113)

 

 

Immagine3L’argomento di questa settimana non poteva che riguardare il referendum sulla Brexit. Stiamo entrando nella settimana cruciale in cui gli elettori del Regno Unito saranno chiamati ad esprimersi sulla volontà di restare o meno nell’Unione Europea. E il tema di questo mese del giornale “Smart Marketing”, che fa da culla allo “Specchietto Retrovisore”, vede nel titolo “Questione di palle – Agonismo, coraggio e volontà” la sintesi perfetta degli argomenti che l’editore ha scelto di approfondire.
Vanno in scena gli europei di Calcio in Francia, dal 27 giugno al 10 luglio sarà poi la volta del Torneo di Wimbledon, il terzo slam della stagione. Ma è il 23 giugno è la data che in qualche modo deciderà le sorti dei cittadini britannici e forse anche degli europei. È nel coraggio del voto e nella volontà di cambiare lo stato attuale delle cose, da ricercare proprio la chiave di lettura di questo referendum. Nel prossimo numero parlerò di un risultato. Avremo dei numeri su cui poter fare le nostre valutazioni. Ora invece possiamo solo basarci su exit poll, telefonici o via WEB, oppure sulle scommesse in atto. Remain 01

L’informazione contenuta nei sondaggi è, per definizione, viziata dalla modalità (via telefono gli intervistati sono più portati ad esprimersi per una scelta liberale e pertanto è ovvio che prevalga il Remain, mentre via Web la scelta dei votanti non è casuale o formata su un metodo di campionamento, ma deriva dall’iniziativa privata di esprimere un voto). Infine anche le più “affidabili” scommesse, perchè giustamente si basano sul denaro impiegato per partecipare attivamente ad un esito incerto, sono viziate proprio perchè fanno riferimento alla somma totale scommessa e non sulla quantità delle persone che esprimono una propria view.

Ad oggi pertanto, possiamo solo registrare un cambio di percezione dell’opinione pubblica a seguito dell’omicidio della parlamentare Jo Cox. L’Inghilterra democratica ci offre uno spaccato assurdo che una mente razionale e libera fatica ad accettare. Un atto di un pazzo, forse solo uno scellerato pronto a tutto per ratificare le proprie idee, molto più probabilmente io lo identifico in un coperchio di una pentola in ebolizione che si muove con violenza, che lascia versare l’acqua in maniera erratica.

Jo COXGià perchè qualunque sia l’esito di questo referendum, ci lasciamo alle spalle oltre che un martire, un grande interrogativo. L’Europa ha senso di esistere ancora con la sua veste attuale? E ancora il disagio che continua a montare, tutto nazionalista perchè punta il dito esattamente contro gli immigrati, contro un sistema eurocentrico che privilegia le banche e le lobby di potere quando esploderà nella sua interezza? Io credo che stiamo avendo prove tecniche di questa implosione. La Grecia l’anno scorso (che non a caso ha inviato una lettera di appoggio agli inglesi), ma ancora il voto espresso in favore delle forze ultranazionaliste in Austria, la forza del Moviemento 5 Stelle a Roma, partito dai forti connotati di rivolta, le prossime elezioni in Spagna il 26 Giugno, il referendum costituzionale in Italia il prossimo autunno carico di importanza politica, e poi ancora nel 2017 le urne si apriranno per Olanda, Germania e Francia. Sono appuntamenti che narrano la cronologia di voti che in qualche modo esprimono il malcontento della popolazione.  Un sentire comune che probabilmente beneficia poco delle politiche di quantitative easing e soffre un generale impoverimento sia esso economico che culturale.

Infatti credo che a meno che la vittoria sulla Brexit non sia a pieni numeri, resta di fatto un’occasione di riflessione per i tecnocrati e le alte sfere politiche dell’Eurozona. Qualora dovesse passare invece, allora inizieranno almeno due anni di negoziati per l’uscita effettiva dall’Unione Europea. Solo dopo sarà la volta di negoziati commerciali. Il prodotto interno lordo del Regno Unito e dell’Europa ne dovrebbero risentire negativamente, cosi come la reazione delle valute dovrebbe essere il naturale deprezzamento. Ma attenzione, perchè credo che entrambe le valute dovrebbero perdere valore nei confronti di un dollaro sempre più forte. Magari tra Euro e Sterlina invece potremmo assistere quasi ad un nulla di fatto. Quasi a sancire il fatto che sia l’Europa che l’Inghilterra ne possano uscire più deboli.BREXIT_01

Se invece il popolo si esprimerà diviso quasi equamente, sia pur a maggioranza per restare, è evidente che un nuovo disegno di Europa dovrà prendere forma. Penso che in ottica di reazione dei mercati quest’ultimo possa essere il risultato migliore in un orizzonte di medio lungo termine. Iniziare un processo di cambiamento affinchè nuove spinte separatiste vengano sopite sul nascere. Magari nel breve termine ci saranno degli scossoni e gli indici azionari potrebbero risentirne negativamente perchè la situazione di base incerta persiste. Tuttavia questa volta mi riferisco al titolo del giornale di questo mese con un linguaggio non calcistico e neanche tennistico: “Questione di palle – Agonismo, coraggio e volontà”.

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