Soldi sì, economia anche, ma solo dopo aver salvato tutte le vite possibili. Questo dovrebbe essere il motto. Ma in un clima di continua incertezza, con le breaking news di Conte sempre a darci la buonanotte non prima delle 23, diventa difficile non pensare al domani. Di certo non si può sostenere tutti, perché i fondi non sono infiniti. Ma ognuno cerca di tirare la coperta dalla sua parte.

Molti problemi prima ritenuti attuali ora sono dimenticati.

E’ il caso degli sbarchi sulle nostre coste. L’ultimo registrato dal Governo è in data 22 marzo, 12 persone (Fonte interno.gov.it Dipartimento per le liberà civili e l’immigrazione) portando a quota 197 sbarchi al 25 marzo rispetto ai 262 del mese di marzo (dall’1 al 31) del 2019. Se conoscessero la situazione che stiamo vivendo, sceglierebbero comunque il nostro Paese? A quanto pare si, riferisce Brindirireport.it che scrive di altri 44 migranti dotati di mascherine approdati a Cerano il 27 all’alba. E con questi siamo a quota 241.

Oppure la lotta agli evasori fiscali e al lavoro nero che ora è diventato invece argomento di discussione su come fornire sostegno. Il Ministro Provenzano chiede “Aiuti anche per chi lavora in nero” sopratutto in questi tempi di Coronavirus dove anche loro hanno perso il lavoro o, anche potendo, cosa potranno scrivere sull’autodichiarazione? (Fonte Intervista al Corriere della Sera). Contro queste situazioni si scaglia Paolo Capone, segretario generale UIL che sottolinea come il lavoro nero sia illegale, oltre che un danno per lo Stato, per il lavoratore e per chi assume legalmente. Perciò assolutamente da non incentivare.

Fino a un mese fa i problemi riguardavano la fatturazione elettronica, la Flat tax, alleanze di governo, mobilitazioni per l’ambiente. E ora?

La stessa situazione si legge anche in Europa dove la recente storia di ostacolare e poi sostenere l’Italia si registra anche nell’andamento delle borse. Le dichiarazioni di Christine Lagarde lo dimostrano, ma, insediata da pochi mesi, si è trovata a gestire una situazione non facile. Coronabond, deroghe al Patto di Stabilità, messa in campo di fondi, finanziamenti e aziende riconvertite. I continui cambi di rotta e prospettive non fanno certo aumentare la credibilità di un’Europa che, solo due mesi fa, ha perso la Gran Bretagna.

Secondo l’appello di 110 economisti di numerose univeristà italiane pubblicato su MicroMega, il Fondo Salvastati è troppo esiguo per offrire un reale sostegno e serviranno i 750 milioni di euro proposti ma non ancora messi in campo.

Finchè il problema è di un solo stato, uno stato come l’Italia poi, sembravano misure economiche non necessarie e quelle sanitarie degli eccessi di medici fifoni. Ora che la pandemia sta arrivando in tutto il continente sono in molti a fare marcia indietro sulle opinioni e gli atteggiamenti.

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Questo particolare momento necessita di una azione collettiva che vada oltre il semplice ottimismo che da solo non basta, anche se comunque aiuta. Solo insieme si può uscire da questa situazione.

L’ha ribadito anche il Papa in occasione della Benedizione Urbi et Orbi nella quale ha sottolineato come bisogna essere uniti e non egoisti perchè siamo tutti sulla stessa barca. 11 milioni di persone davanti alla TV, 8,6 milioni su Rai1 e 2,8 su TV2000: uno share che va dal 30 al 40% per ogni apparizione pubblica. Chissà se il messaggio sarà arrivato anche ai tanti politici, molti dei quali in quarantena perchè già contagiati.

Che ne sarà dell’Italia?

L’Italia, popolo di eroi, come quelli che stanno in corsia, chi del supermercato, chi degli ospedali. L’Italia popolo di Santi, come le vittime che muoiono silenziose o chi cede il proprio respiratore a un ragazzo più giovane sapendo di morire.

L’Italia popolo di artisti, che anche nei tempi più bui sanno celebrare la bellezza dell’arte, con i numerosi musei che mettono a disposizione le opere in formato digitale o il progetto “L’Italia chiamò: voci e volti dell’Italia che resiste al Coronavirus”.

L’Italia popolo di navigatori che si sono lanciati nel mare del web sulle zattere precarie dello smart working per tener in piedi il Paese o delle lezioni a distanza spesso senza i libri di scuola e la cancelleria.

L’Italia sarà il popolo degli inventori che sapranno trovare le opportunità nel periodo di crisi, di chi inizierà a consegnare la spesa a domicilio e scoprirà che è molto meglio di avere un negozio, delle aziende che sapranno riconvertire la produzione per questa e le altre crisi, per chi si inventa dei respiratori con delle maschere da sub con un progetto che sembra uscito da Pinterest.

L’Italia sarà di chiunque, dal turismo agli organizzatori di fiere, valorizzerà il capitale umano, lo stare insieme, l’abbraccio dopo la paura.

L’Italia sarà di chi ha ritrovato il tempo per pensare, per affidarsi, per combattere, per recuperare le forze, perchè vinta questa battaglia inizierà quella del ritorno alla normalità.

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